Studenti in costume d’epoca ed interpretazione in latino

Ancora una volta studenti in toga per una simulazione didattica. Stavolta però non si è trattato della toga nera da avvocato indossata in occasione delle simulazioni processuali, bensì di quella bianca tipica delle cariche istituzionali dell’antica Roma. Il Cortile delle Statue presso il Dipartimento di Diritto Romano ha infatti ospitato lo scorso 16 maggio una rappresentazione del procedimento legislativo nell’antica Roma repubblicana, organizzata dalla prima e dalla quinta cattedra di Storia del Diritto Romano, di cui sono titolari i professori Carla Masi Doria e Cosimo Cascione. Una attività di formazione integrativa coordinata dal dott. Natale Rampazzo, con la collaborazione dei dottori Valeria Di Nisio e Alessandro Manni, alla quale hanno partecipato una sessantina di studenti del primo anno, di cui venti in costume d’epoca. Dal dittatore, ai pontefici, agli auguri: i ruoli istituzionali c’erano tutti. Le funzioni di popolo e senato sono state interpretate dal pubblico, anch’esso elemento integrante della performance. Il dott. Natale Rampazzo, studioso di diritto internazionale romano, ci racconta com’è nata l’idea. “Si è trattato del coordinamento di alcune esercitazioni. Già lo scorso anno, nell’ambito dei miei seminari di diritto internazionale romano, avevo organizzato una simulazione analoga, una rappresentazione di come avveniva la dichiarazione di guerra e di pace. Quest’anno ho pensato di ripetere l’esperimento coinvolgendo i docenti delle esercitazioni del mercoledì, che riguardano le fonti. Così abbiamo realizzato una simulazione del procedimento di formazione delle leggi”. Promulgatio della proposta di legge, discussione nelle contiones (assemblee pubbliche), votazione nei comizi centuriati e approvazione da parte del senato: fasi procedimentali interpretate in latino con una sceneggiatura adattata dagli autori antichi Gallio, Livio e Varrone. “I copioni sono stati elaborati per metà da noi e per metà dagli studenti stessi – dice il dott. Rampazzo- abbiamo cercato di coinvolgere molto i ragazzi. Loro hanno dimostrato grande dedizione, anche nella cura dei particolari. Uno di loro si è addirittura preso la briga di riprodurre il testo della legge su delle tavole di legno!”. 
E’ proprio nella cura dei particolari, oltre che nel coordinamento con le esercitazioni sulle fonti, la differenza con la simulazione dello scorso anno. I costumi, ad esempio, che l’anno scorso non c’erano (gli studenti avevano recitato indossando gli abiti di tutti i giorni) e che hanno migliorato di molto l’impatto scenico della performance. Maggiore lavoro anche per la sceneggiatura, che nella simulazione passata era già interamente dettata da Tito Livio. Naturalmente durante la rappresentazione non si parlava soltanto in latino, gli snodi principali del copione erano tradotti in italiano e commentati didatticamente. “La finalità dell’evento è stata di sperimentare una nuova metodologia didattica applicata alle scienze dell’antichità, attraverso il rigore formalistico della mentalità romana – dice Natale Rampazzo- Ritengo che col gioco, purché rigorosamente impostato, si riesca a far capire qualcosa in più della materia, un quid che manca al solo studio da scrivania”. 
I frutti di questo metodo si vedono, partecipando attivamente a iniziative del genere i ragazzi comprendono più a fondo quanto studiato, poiché vedono con i loro occhi come si svolgevano determinate funzioni del diritto pubblico romano. Della rappresentazione è stato realizzato un filmato, proiettato lunedì 30 maggio nell’aula 25 del Dipartimento di Diritto Romano. A questo punto, al dott. Rampazzo non resta che rivolgere un invito agli studenti: “appuntamento al prossimo ritorno al passato!”.
Sara Pepe
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