Studiare in biblioteca

Quali sono i servizi che ti offre la biblioteca della tua università? Quali quelli di cui abitualmente usufruisci? Domande di questo tipo saranno tra breve somministrate agli utenti della biblioteca centrale dell’Università Parthenope attraverso un questionario, elaborato dal personale allo scopo di avere un quadro chiaro delle esigenze ma anche delle conoscenze dei ragazzi. La Biblioteca Centrale, aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.15 alle 18.00, raccoglie volumi e pubblicazioni di tutte e cinque le Facoltà della Parthenope ed è un punto di riferimento per centinaia di studenti che preferiscono studiare all’università piuttosto che a casa. Proprio per questo motivo moltissimi studenti la trovano inadeguata: in sala lettura ci sono 120 posti a sedere per un’utenza potenziale di migliaia di persone. “Fino ad ora mi sono trovata bene a studiare in biblioteca – dice la diciottenne Ilaria Tintori, iscritta al primo anno del Corso di Laurea in Management delle imprese turistiche- ci resto da mattina a sera, però è importante organizzarsi bene per trovare il posto a sedere”. La collega Antonella Pappacena, pure lei neomatricola del MIT, è più esplicita: “i posti sono pochi, ci vorrebbero altre aule studio. Anche perché in sala lettura non ci si possono scambiare opinioni, non si può parlare e confrontarsi. Sarebbe utile trovare spazi divisi per indirizzi, dedicati agli studenti delle singole facoltà”. Le considerazioni di Antonella si riferiscono al regolamento della biblioteca, secondo il quale in sala lettura va rispettato il più assoluto silenzio. Ed è per via del personale che cerca di farlo rispettare che Nicola d’Avanzo, 23 anni, studente fuori corso della triennale in Management delle imprese internazionali, afferma: “il vero problema della biblioteca è l’incompetenza e la fastidiosità del personale, che sta sempre lì a rimproverarti e a scocciarti. Si potrebbe risolvere mettendo delle taniche di camomilla all’ingresso la mattina”. Al contempo, però, ci sono ragazzi che ammettono la difficoltà di concentrarsi in un ambiente sempre affollato e confusionario. Chi ha ragione? Non resta che varcare la soglia della sala lettura in orario di punta (11.00-12.00) per capirci qualcosa in più. L’ambiente è ben illuminato e riscaldato, non molto grande ed effettivamente superaffollato. Tutti i tavoli sono occupati da chi legge, da chi svolge esercizi scritti e da chi scambia qualche chiacchiera. Ci sono anche una decina di postazioni informatiche con collegamento a internet, tutte occupate. Sulla porta d’ingresso è affisso un foglio dove è raffigurata l’immagine di una signora riccioluta con un fumetto sulla testa. Il fumetto brontola: “state zittiiii…”. Abbiamo dunque conosciuto indirettamente l’incubo dei frequentatori della biblioteca. Sarà davvero così temibile? La signora è una dottoressa, si chiama Antonietta Cutillo ed è alla Parthenope dal mese di gennaio. Ha lunga esperienza in fatto di biblioteche universitarie, maturata nell’Università di Siena. Giunta a Napoli ha trovato immediatamente un duro lavoro da svolgere: gestire i ragazzi della sala lettura. “I colleghi scherzavano sulla cosa – racconta- in sala lettura non ci vuole andare nessuno”. Allora: è terribile la dott.ssa Cutillo o sono terribili i ragazzi? “Esiste un problema di rieducazione degli studenti – dice la Cutillo- che non sono abituati a considerare la sala lettura della biblioteca come un luogo di studio individuale. Io sono qui da poco ma mi è stato subito spiegato che l’Università Parthenope ha avuto uno sviluppo esponenziale negli ultimi anni. La biblioteca, fondata all’epoca in cui nacque l’Istituto Navale, non era certo stata pensata per un ateneo che conta migliaia di iscritti. Oggi per centoventi posti a sedere c’è un’utenza media di quattrocento persone al giorno”. Conseguenza? “Non essendoci altri spazi, l’aula si affolla e, soprattutto, i ragazzi sono portati a studiare in gruppo creando confusione. In biblioteca non sarebbe consentito studiare in gruppo, però entro certi limiti lo ammettiamo ugualmente, proprio perché qui si riuniscono gli studenti di tutte le facoltà, che non hanno altri luoghi dove andare. Ci rendiamo conto che se stanno svolgendo, ad esempio, degli esercizi di economia, è importante per loro confrontarsi con i colleghi. Però non bisogna esagerare col rumore”. Secondo la dott.ssa Cutillo i ragazzi utilizzano al minimo le risorse che la biblioteca mette a loro disposizione, un po’ per disinteresse e disinformazione, un po’ perché privi degli strumenti necessari ad accedere a determinati patrimoni, come le numerose pubblicazioni on-line in lingua inglese cui l’università è abbonata. 
Consulenza 
per i tesisti
Un servizio nato recentemente e che invece sta riscuotendo parecchio successo è la consulenza bibliografica, ideato dalla addetta al reference bibliotecario Cristiana Adinolfi. Di origine salernitana, la dott.ssa Adinolfi ha lavorato come bibliotecaria all’Università di Perugia e, giunta alla Parthenope nel settembre 2006, ha immediatamente avuto carta bianca dalla direttrice Rosa Maiello per “inventare” un servizio di reference quanto più possibile utile agli studenti. “Ho pensato a un’attività di supporto alla ricerca bibliografica per la tesi di laurea – spiega- poiché in genere nella fase iniziale del lavoro i tesisti sono un po’ spiazzati, come se non sapessero che pesci prendere. Il servizio funziona così. I ragazzi vengono da noi e compilano un modulo, ci indicano il titolo della tesi ed eventualmente delle parole chiave in base alle quali noi effettueremo la ricerca. Se un testo o un articolo non è disponibile nella nostra biblioteca, immediatamente lo ordiniamo. In pochi giorni il tesista potrà avvalersi di una lista di riferimento su cui iniziare a lavorare”. La consulenza viene fornita anche on-line. L’indirizzo di posta elettronica della dott.ssa Adinolfi è disponibile sul sito della Parthenope, sezione servizi – biblioteca. “Quest’ultima è una funzione di reference remoto che risulta molto utile a chi ha difficoltà a venire spesso all’università, come i fuori sede pendolari. Il reference diretto ha però il vantaggio di consentire l’immediata interazione con l’utente dando la possibilità di fare le scelte insieme a lui”. Ad oggi circa sessanta tesisti hanno usufruito del servizio e la dott.ssa Adinolfi ne è estremamente soddisfatta “anche perché era partito un po’ in sordina”. Tra i sessanta c’è Angela Marrazzo, 23 anni, laureata triennale in Management delle imprese internazionali, che ha elaborato una tesi in Marketing con il Preside Quintano come relatore. “Mi sono fatta mandare on-line una prima lista di testi da consultare, addirittura c’era anche l’indicazione della collocazione sugli scaffali, dovevo fare solo la richiesta per prenderli. Ho risparmiato un sacco di tempo”. Angela, che ha frequentato la biblioteca fin da quando era una matricola, aggiunge anche che la qualità di tutti i servizi offerti e l’organizzazione di spazi e funzioni è molto migliorata in anni recenti. “Direi che la situazione è cambiata in meglio da quando c’è la direttrice Maiello”, conclude.  
Sara Pepe
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