Tempo d\’esami, c\’è chi sorride e chi si dispera

Tempo d’esami a Giurisprudenza. Situazione irripetibile per numero di appelli disponibili, la sessione straordinaria è quella più attesa dell’anno da tutti gli studenti. In particolare, rappresenta il primo banco di prova per le matricole e, al contempo, una grande chance per chi si appresta a sostenere gli ultimi esami in vista della seduta di laurea di marzo.
La tensione è palpabile nelle aule. A Diritto Costituzionale, cattedra del prof. Massimo Villone, molte le matricole che si confrontano con il primo esame. Corte Costituzionale, Decreti Legge, Parlamento, art. 2 della Costituzione, le varie libertà garantite, legge di revisione: gli argomenti più gettonati. Aleggia un po’ di scoramento. “Non mi aspettavo una bocciatura – dice Franco – Ho studiato assiduamente tre mesi perché non volevo fare una brutta figura al primo esame. Purtroppo la cattedra è esigente. Le risposte superficiali determinano l’esito negativo della prova. Avrò sbagliato metodo di studio, per fortuna ho la possibilità di rifarmi a marzo”. Non del tutto convinta Pamela: “Sono stata bocciata perché non ricordavo un articolo della Costituzione e pur avendo capito la connessione tra gli argomenti non mi è stata concessa una seconda possibilità. Mi aspettavo domande più generiche, invece gli assistenti sono molto pignoli e non danno peso al fatto che il primo esame è comunque un momento difficile”. 
Le prime 
bocciature e
 i primi trenta
La prima bocciatura scotta sempre tanto. “Quando studi per tanti mesi, con entusiasmo, credi di potercela fare – dichiara Annabella – e quasi con incoscienza ti presenti all’esame. Ho seguito i corsi, a volte i seminari, ma l’esito oggi non è stato molto positivo. Ho accettato 21 solo perché tanti miei amici non ce l’hanno fatta. Però temo che cominciare con un voto così basso possa influenzare l’intero percorso universitario”. Grande soddisfazione invece per Lorenza, il primo 28 della giornata: “Ho studiato veramente tanto, senza imparare nulla a memoria, ho semplicemente compreso il ragionamento alla base di ogni norma. Gli argomenti sono semplici ma lo studio deve essere approfondito. Citare a memoria gli articoli della Costituzione non equivale alla buona riuscita dell’esame”. 
Qualche lamentela arriva dagli esami di Istituzioni di diritto romano, cattedra del prof. Vincenzo Giuffrè. Le matricole avvertono un’eccessiva severità, voti bassi e bocciature frequenti per un esame che da tradizione non desta preoccupazioni. “Ho scelto di affrontare questa disciplina perché mi sembrava una via di mezzo fra Costituzionale e Filosofia – afferma Valerio – Un approccio soft per chi come me non è abituato ai meccanismi universitari. Purtroppo devo smentire chi sostiene che Diritto romano sia un esame facile. Sono stato bocciato perché non ricordavo i particolari di alcuni Istituti giuridici. Al primo esame è proprio dura da mandar giù”. A consolarlo l’amico Mattia, prossimo alla laurea a soli 24 anni, che ricorda molto bene quando anni fa fu bocciato. “Volevo essere qui per tutte le matricole che oggi non hanno superato la prova – dice lo studente – perché il ricordo di quella prima bocciatura è ancora vivo dentro di me. Tornato a casa volevo lasciare la Facoltà credendo erroneamente di non essere portato per gli studi giuridici. A distanza di 5 anni sono molto più forte, a marzo finalmente mi laureo, ho raggiunto il traguardo tanto atteso. Consiglio alle matricole di non arrendersi mai, il primo esame non è nulla in confronto di ciò che riserva il futuro”. Altra storia quella di Giovanna, il primo 30 sul libretto. “Non me l’aspettavo – esordisce la ragazza – almeno non al primo esame. Ho trovato un buon metodo di studio, ripeto sempre ad alta voce, ogni giorno, senza perdere mai di vista i miei obiettivi. A volte il semplice sottolineare non basta, c’è bisogno di far pratica per poter articolare un buon discorso. Sono soddisfatta, a marzo mi aspetta Costituzionale, trovo che l’esame sia di gran lunga più complicato”. 
Meno affollate le prove del secondo anno. Pochi candidati agli esami di Diritto del Lavoro, cattedra del prof. Lorenzo Zoppoli. “Il più delle volte gli esami di fine gennaio – commenta Patrizia – vengono rimandati a febbraio per essere più sicuri della propria preparazione. Poi chi è bocciato a gennaio ha talvolta la possibilità di ritornare a marzo. Per fortuna non è il mio caso, sono stata promossa con 25 e sono pienamente soddisfatta”. La cattedra sembra non riservare sgradite sorprese a chi è mediamente preparato. “L’esame si riesce a studiare in poco più di due mesi”, racconta Eleonora. Costanza e preparazione, gli ingredienti del suo 28. “Gli assistenti pongono domande ben precise, se si studia però non sono insormontabili”, sottolinea la studentessa. Domenico confessa una preparazione sommaria e una conseguente bociatura: “Seppur non difficile, l’esame deve essere studiato con accuratezza. Dovrò ritornare a marzo ed esprimermi con termini più specifici durante il colloquio”. 
Commerciale,
l’esame 
impossibile
Al secondo anno anche Diritto Commerciale. Le sedute d’esame di quest’insegnamento ospitano da sempre una platea molto articolata. Raramente si incontrano studenti del secondo anno, il più delle volte ci si trova di fronte a ragazzi prossimi alla tesi. La cattedra del prof. Carlo di Nanni è quella con cui ogni studente non vorrebbe mai confrontarsi. Figura dell’institore, i conferimenti, le srl, il capitale sociale, lo sconto bancario, i contratti di borsa, l’assegno: le domande più ricorrenti. “Questa cattedra non si smentisce mai – dichiara Raimondo, studente al quinto anno – si può studiare fino al’inverosimile, ma se la materia non la esponi con termini tecnici ti bocciano. Dicono che non bisogna studiare a memoria ma a quanto pare si sbagliano”. L’esperienza di Giuseppe: “Al mio primo tentativo, sono stato rimandato a marzo perché non ricordavo alcune note del libro. E’ assurdo dover rimandare la laurea alla sessione estiva a causa di docenti troppo esigenti. Commerciale è il mio ultimo esame e a quanto pare dovrò risostenerlo nella prossima sessione”. Bocciature che scottano se di mezzo c’è il traguardo della laurea. “Alla mia seconda esperienza con questa cattedra – incalza MariaRita – posso dire di essere stata promossa perché ho quasi imparato il libro a memoria. Dopo tante volte che viene ripetuto, l’argomento più che altro viene memorizzato. Con il mio bel 20 in tasca potrò finalmente laurearmi a marzo”. Esperienza diversa per Marco Di Bonito, studente al terzo anno: “Non credo che quest’esame sia molto più difficile degli altri, semplicemente si affronta la prova con maggiore paura. Lo status mentale con cui ci si approccia ad una disciplina determina poi l’esito della prova. Sono stato promosso con 25, proprio perché ho considerato Commerciale un esame come tanti. Ho studiato quotidianamente per ben tre mesi, senza pause, ma alla fine sono stato premiato”. 
Diritto Penale,
programma
lungo ma piace
Al terzo anno, Diritto Penale sembra essere l’esame che entusiasma di più gli studenti. Mediamente difficile, è da sempre una delle discipline più amate dai giuristi. La cattedra del prof. Vincenzo Patalano non riserva brutte sorprese. “Un ottimo docente che aiuta a comprendere le difficoltà della materia – sostiene Maura Franceschi – Agli esami non ci sono mai grosse difficoltà e una volta capiti gli argomenti nulla vieta che si possa prendere un voto alto”. Pienamente soddisfatta Grazia, primo 30 della giornata, che dice: “La cattedra è abbastanza severa ma molto equa, se si studia il voto alto non viene negato a nessuno. Difficilmente gli assistenti tendono a bocciare, in questa materia si cerca sempre di salvare il salvabile”. Unica perplessità il programma: “che è molto lungo – dice Giulia, studentessa al quarto anno – Si arriva stanchi all’esame e durante la prova si rischia di non dare il meglio”. Del terzo anno anche l’esame di Procedura Civile. Clima più disteso rispetto agli altri anni. Da quando c’è la possibilità di sdoppiare l’esame in due moduli, la disciplina sembra più fattibile. C’è chi addirittura parla di svolta epocale. Agli esami del prof. Salvatore Boccagna, pochi gli studenti insoddisfatti. “Naturalmente i voti sono bassi – dice Sabrina Amato – ma rispetto alle bocciature delle altre cattedre non possiamo lamentarci. Ho sostenuto la prima parte, ma, come si sa, è anche quella più facile”. Per Viviana Cacciapuoti superare la seconda parte è stata molto dura: “A tre mesi di distanza dalla prima bocciatura, ho superato la seconda parte tra mille paure – rivela la studentessa – Incoraggiata dal fatto che fosse il penultimo esame, ho deciso di darmi una smossa, ma non tutti ci riescono. Ho tantissimi amici appesi al palo a causa di quest’esame”. Anche per Gianluigi non è stato facile: “La suddivisione mi ha aiutato ma la seconda parte è davvero tosta. L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di non lasciarsi scappare la cattedra del prof. Boccagna, fra tutte è sicuramente la migliore”. Non la pensa così Mario Collasanti: “Bocciato per la seconda volta non credo di non meritare nemmeno la sufficienza. Purtroppo alcuni insegnamenti tendono a standardizzare gli studenti, senza offrire delle soluzioni idonee per affrontare il problema. Come mai tanti di noi non raggiungono il 18? Perché i voti non si discostano dalla soglia del 24?”. 
L’altra faccia della Procedura è quella Penale. Al quarto anno, la materia, seppur formativa, non desta forti preoccupazioni. Clima tranquillo alla cattedra del prof. Guido Pierro. “L’esame è di facile comprensione – dice Valentina – e con tre mesi di studio intensi si ha una preparazione ottima. Una materia appassionante che, avendo riferimenti continui con la realtà, cambia continuamente e bisogna essere sempre aggiornati”. Unica nota stonata la vastità del programma. “A volte la sola lezione non basta – afferma Claudio – sarebbero opportuni dei corsi integrativi per chi ha difficoltà nel memorizzare le nozioni di base. In questa Facoltà si tende a dare importanza solo ad alcune materie, le altre considerate ‘fattibili’ vengono tralasciate e non è giusto. Non si può fare una classificazione tra discipline, a tutte occorre dare le stesse possibilità offrendo mezzi idonei”.
Susy Lubrano
- Advertisement -
spot_img
spot_img
spot_img

Articoli Correlati