Tirocini, rapporti con l’estero e didattica

Informatica sta lavorando per attivare tutti gli anni della 270 e per intensificare i rapporti con il mondo del lavoro. “Pensiamo a dei seminari svolti dalle imprese con le quali abbiamo iniziato a collaborare, per il Corso Specialistico. Un modo per avvicinare l’università alle realtà aziendali locali”, anticipa il Presidente di Corso di Laurea prof. Adriano Peron. Le materie interessate dovrebbero essere Ingegneria del Software e Sistemi Informativi 2. Sulla stessa scia, il progetto di organizzare in autunno una giornata di studio ed una tavola rotonda insieme alle aziende, “per mettere insieme ricercatori, formatori e imprenditori, con un duplice obiettivo. Rendere le realtà produttive parti interessate del processo formativo e pianificare insieme la ricerca applicata. Abbiamo appena iniziato a programmare questo percorso, ma siamo determinati a portarlo a compimento. A monte c’è un contatto già consolidato attraverso le attività di tirocinio (al quale sono riservati 15 crediti) che da noi si svolge in aziende”. Come Ingegneria, anche Scienze ha iniziato a sperimentare i business games, forme di didattica alternativa, a cui si pensa di affiancare insegnamenti magistrali coerenti con l’idea di ristrutturazione dei curricula, come Algoritmi per la Bioinformatica e Specifica di Sistemi – “argomenti ponte verso la ricerca” -. Pensionamenti e scarsità di risorse: tutto tranquillo ad eccezione di un generale stato di apprensione per il futuro. “Il corpo docente è sufficiente per il Corso, ma non per completare la formazione in tutte le sue sfaccettature. Anche noi ricorriamo a contratti e supplenze retribuite e, pur avendo un corpo docente abbastanza giovane, fra due o tre anni anche noi risentiremo dei pensionamenti anticipati. In generale c’è soddisfazione perché il processo di revisione delle lauree promette dei miglioramenti ma anche preoccupazione per le conseguenze che potrebbe avere una forte riduzione del budget”. L’intervista è anche l’occasione per affrontare una questione che emerge parlando con gli studenti di Informatica: lo scarso numero di appelli e l’eccessiva distanza che c’è tra una sessione e l’altra. “Gli appelli sono in tutto sei, due in estate, uno in autunno e tre nella sessione straordinaria. Non ce ne sono altri perché si è ripetutamente osservato che, in coincidenza con gli appelli, gli studenti sospendono la frequenza delle lezioni per studiare. Abbiamo anche sperimentato delle deroghe a questo principio ma il problema si è sempre ripresentato e continua a presentarsi anche in corrispondenza di prove intercorso e prove in itinere”. Solo gli esami del primo anno, che sono di sbarramento per tutti gli altri e, in base alla disponibilità dei docenti, alcuni insegnamenti rivolti agli studenti fuori corso a cui non manchino più di sei esami hanno un appello al mese. “Questo non ha comunque portato miglioramenti percettibili. La frequenza degli appelli non è vista come un modo per pianificare meglio la propria attività, ma come incoraggiamento probabilistico a ‘provare’ gli esami. Una percezione distorta, difficile da sradicare. Inoltre, molti tra noi svolgono tre corsi, diventa difficile dedicare ulteriore tempo alla preparazione degli scritti”.
“Uno dei nostri primi obiettivi è quello di incrementare ulteriormente le attività di tirocinio e dei corsi di inglese, soprattutto per quanto riguarda l’offerta formativa e il momento di verifica. Ci impegneremo per avere dei lettori agli esami e altri servizi importanti, per far entrare in maniera preponderante il centro linguistico, di cui faccio parte, nelle attività. Penso anche a degli esami in rete”, afferma la prof.ssa Laura Fucci, Presidente del Corso in Biologia Generale e Applicata, con una lunga esperienza nel settore dell’internazionalizzazione. La docente annuncia il nuovo accordo Erasmus attivato con Strasburgo e, nell’ambito di Erasmus Placement, la collaborazione attivata dal biofisico Marco Durante con il centro GSI di Darmastad in Germania per la ricerca sui danni biologici ad opera delle radiazioni. “Stiamo spingendo i ragazzi a fare la tesi all’estero. Non abbiamo ancora grandi numeri, però ci stiamo impegnando molto per stringere anche accordi fuori dall’Europa e sono sempre di più gli studenti che chiedono di star fuori un anno per la tesi. L’internazionalizzazione apre a tutti una visione di confronto, non solo agli studenti”. Il secondo semestre è iniziato con la presentazione agli studenti dei corsi a scelta; sono un mare magnum sul quale gli studenti non sono bene informati, sia in termini di crediti che di formazione. Un’altra novità: recentemente sei Corsi di Laurea dell’Ateneo hanno ricevuto importanti riconoscimenti  della CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Due hanno ottenuto il Certificato di Qualità, mentre gli altri quattro, tra cui anche Biologia Generale e Applicata, hanno ricevuto l’invito ad aderire al sistema CRUI. “Abbiamo ricevuto la visita degli ispettori che hanno ascoltato gli studenti e verificato certi requisiti di qualità. Allora avevamo anche in piedi il progetto Campus. Ci hanno fornito dei consigli per completare la procedura di qualità. Un risultato non banale conseguito grazie al lavoro immane della precedente Presidente, la prof.ssa Bartolucci, e della Commissione che ha lavorato con lei”.
“Al momento stiamo cercando di tenere insieme quattro diversi sistemi e tutti i relativi problemi di organizzazione”, afferma il prof. Vincenzo La Valva, Presidente del Corso in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura. Tra le iniziative in cantiere: “vorremmo organizzare un seminario per gli studenti con il responsabile della nuova struttura del Ministero dell’Ambiente, gestita dalla Forestale a Santa Margherita di Savoia in Puglia che si occupa di sofisticazione alimentare. Sarebbe interessante sentire la sua esperienza e capire le possibilità occupazionali per i nostri laureati in questo settore”;  in programmazione anche un ciclo di incontri sull’ambiente e gli sbocchi occupazionali, ma “siamo presi dai turchi perché è sempre poco il tempo che resta al di fuori dei corsi”. Il Corso, nato dalla fusione di Scienze Ambientali e Scienze della Natura, per ora ha attivato solo il primo anno. “Siamo contenti perché gli immatricolati sono più della somma degli immatricolati dei due Corsi originari, però spesso c’è stata cattiva informazione. Forse non abbiamo pubblicizzato per bene la novità”. È cresciuto anche il numero degli iscritti alla Magistrale e questa è una buona notizia, mentre l’anno prossimo verrà inaugurata la Magistrale interclasse in Scienze per la Natura e l’Ambiente che presenterà due curricula separati. Intanto si traccia un bilancio dei risultati delle matricole che hanno affrontato questo primo anno completamente nuovo. “La risposta è buona. Moti studenti hanno dato gli esami, ma c’è da dire che noi siamo un Corso piccolo e i piccoli numeri permettono il dialogo tra docenti e studenti”. 
Simona Pasquale
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