Tre studenti per un semestre all’Università cinese di Shenyang

Rossella Siniscalco, Stefania Del Giudice e Enrico Maria Buonaura: sono i nomi dei tre studenti avranno l’opportunità di studiare in Cina presso l’Università Normale di Shenyang per un semestre grazie ad un accordo sottoscritto da L’Orientale che prevede uno scambio di borsisti al fine di sviluppare la “cooperazione nel campo dell’educazione” tra i due Atenei. I requisiti che hanno consentito agli studenti di essere selezionati dal bando di concorso? L’iscrizione al III anno, una media di 27/30, aver superato l’esame di Cinese II con almeno 27, ed aver acquisito almeno 104 crediti. Con le loro medie non potevano che rientrarci i tre vincitori: 29 per Enrico, 30 per Stefania e Rossella. “Ci tenevo a vincere questa borsa di studio – spiega Rossella – a volte ho rifiutato anche voti come 27 per avere la media alta. All’inizio è stato impegnativo. I primi due anni facevo la pendolare. Io sono di Baronissi, in provincia di Salerno, e per arrivare a Napoli ci vogliono almeno un paio di ore. Studiavo anche di notte. Quando scegli una lingua come il cinese devi esercitarti almeno due ore al giorno”. Per Rossella non si tratta della sua prima esperienza di studio all’estero: “Ho partecipato anche al viaggio alle Nazioni Unite, ma non mi è piaciuto molto. L’America è esattamente come te l’aspetti, come la vedi nei film. È tutto ingigantito. L’esperienza che sto per affrontare in Cina, invece, un po’ mi spaventa. Shenyang si trova a Nord, quindi il clima è molto freddo, è quello che mi fa paura”. Rossella studia Scienze Politiche, una scelta che all’inizio non era condivisa dai genitori: “I miei genitori volevano che mi iscrivessi ad Ingegneria a Fisciano. Io ho superato le prove iniziali con A, ma mi sono resa conto che non faceva per me. Volevo studiare una lingua orientale, ma non sapevo quale. Così ho seguito i corsi preparatori all’Orientale e ho capito che volevo fare Cinese”. La lingua presenta difficoltà. “Il primo anno è tutto mnemonico – spiega Rossella – devi imparare gli ideogrammi. Durante l’esame, la professoressa fa un dettato e tu non hai il tempo di pensare né di rivedere il compito. Se non memorizzi tutti gli ideogrammi sei limitato. I professori non possono insegnarti altre parole e avrai sempre un vocabolario povero. Però, se pensi che gli stessi cinesi non li conoscono tutti, un po’ ti rincuori. Un cinese mediamente colto conosce l’80% degli ideogrammi”. La studentessa spiega che nella lingua cinese c’è un grande distacco tra lo scritto e l’orale: “Puoi saper parlare benissimo e non saper scrivere”, dice. Rossella studia anche Francese e Inglese, ed ha viaggiato tanto anche in Europa. “Sono stata in Germania con l’associazione Cantiere Giovani a fare volontariato ambientale – racconta – poi sono andata con un’associazione inglese su uno scavo archeologico situato tra l’Inghilterra e la Scozia”. Ha partecipato anche al bando per l’Università di Tanyin e a due bandi con l’Istituto Confucio: “Vorrei riuscire a stare via un anno – dice – quello per l’Università di Tanyin sarebbe perfetto. A Shenyang, invece, è solo per un semestre”. Progetti per il futuro? “Non so esattamente cosa voglio fare. Mi piacerebbe lavorare anche in un’azienda privata. Quello che mi interessa ora è imparare veramente la lingua"
Marilena Passaretti
 
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