Trend positivo di iscrizioni a Scienze Politiche dell’Amministrazione

I numeri parlano di un successo strepitoso per il Corso di Laurea in Scienze Politiche dell’Amministrazione. Trecento immatricolati alla Laurea triennale e cento alla Specialistica lo scorso anno testimoniano un trend positivo  accompagnato da un sostanziale cambiamento della tipologia di studente. “Inizialmente si registrava una forte presenza di studenti lavoratori, in particolare nella Pubblica Amministrazione. Questa caratteristica, poi, si è ridimensionata ma gli iscritti non sono diminuiti”, sottolinea il Presidente del Corso di Laura, prof. Andrea Graziosi. “Se continuiamo così –aggiunge il docente- tra poco  saremmo costretti dagli standard imposti dal Ministero, a sdoppiare i corsi o ad introdurre il numero programmato, in particolare per la specialistica”.
Oggi comunque il Corso offre un ottimo rapporto tra docenti e numero di iscritti. Basa la sua offerta didattica su alcuni cardini: le aree aziendale, amministrativa, economica, storica e delle scienze politiche. Lo studente allora si troverà ad affrontare esami appartenenti a diversi settori: dal Diritto Pubblico, Amministrativo, Privato e Penale, a Politica Economica, Scienze delle Finanze, Economia Aziendale, passando per Storia moderna o contemporanea.
“Il nostro obiettivo è formare, attraverso una didattica seria e severa, laureati che possano essere pronti ad operare nelle amministrazioni, sia pubbliche che private”. E’ ancora presto per poter disporre di dati sugli sbocchi occupazionali ma il prof. Graziosi osserva: “mi aspettavo che la maggioranza dei laureati triennali proseguisse con la specialistica, invece non è così. Probabilmente perchè si tratta in molti casi di studenti lavoratori. Cosa fanno allora i laureati triennali? Non abbiamo, purtroppo,  ancora abbastanza dati per radiografare la situazione”.
Un consiglio che il Presidente offre a tutti gli studenti: seguire i corsi e studiare fin dal primo giorno. “L’università – avverte- non è più quella di una volta, è più vicina alla scuola. Tutta la riforma è impostata sul concetto di frequenza. Se, dunque, uno studente segue le lezioni, svolge le prove intercorso, sostiene gli esami previsti ogni semestre. Così riesce con tranquillità a laurearsi nei tre anni”.
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