Trombetti e Napolitano inaugurano l’anno accademico

Inaugurazione – evento dell’Anno Accademico all’Università Federico II il 28 novembre, con il pubblico delle grandi occasioni: 1.300 fra docenti, studenti ed autorità, l’Aula Magna di Monte S. Angelo stracolma e così anche un’altra aula (l’Aula Blu) collegata con Tv a circuito chiuso, tre ministri (Mussi, all’Università, Nicolais, all’Innovazione Tecnologica, Pecoraro Scanio, all’Ambiente), il Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, il Sindaco Iervolino, il Presidente della Provincia Di Palma, i 7 Rettori delle Università campane, ma soprattutto l’ospite d’onore, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che nelle scorse settimane molto si è impegnato per rilanciare un’immagine di Napoli non solo stereotipo di violenza e camorra, ma anche sede di cultura, ricerca (Tigem e CNR, il più antico ateneo pubblico al mondo), arte, evidenziando che “Napoli ha espresso tre Presidenti della Repubblica in 50 anni”, personalità come Benedetto Croce e Gianbattista Vico, ed oggi esprime anche il Presidente della Conferenza Nazionale dei Rettori (Trombetti), il Presidente del Consiglio Universitario Nazionale (Labruna), ed un campano è vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (l’ex senatore Nicola Mancino). La visita salvifica di Napolitano è giunta proprio nei giorni in cui Napoli era piegata e sofferente, sotto un assedio mediatico durato settimane. I tanti universitari accorsi a Monte S. Angelo si attendevano una ulteriore parola di conforto. Che non c’è stata – colpa del rigido cerimoniale -, ma che comunque era stata proferita nei giorni precedenti, sempre a Napoli: “l’Università e la ricerca scientifica sono il principale fattore di sviluppo di un Paese. La criminalità va combattuta con la cultura”. 
Come da consuetudine, l’inaugurazione dell’Anno Accademico è stata anche l’occasione per fare il punto sullo stato dell’Università Federico II, sui suoi passi avanti, le realizzazioni (molte) e le difficoltà spesso in comune con gli altri atenei italiani. Per questo motivo, il rettore, prof. Guido Trombetti, ha ripercorso anche passi della relazione  letta qualche settimana prima alla Crui (si veda pag. 2 del numero scorso di Ateneapoli), con un intervento di alto profilo accademico e civile: “l’Università e la cultura sono fattore di sviluppo – ha detto – baluardi contro la criminalità, ma, soprattutto, sono il grande serbatoio della democrazia”. Con un attacco alla Legge Finanziaria: “la politica non deve solo tenere in ordine i conti, ma deve indicare una via lungo la quale camminare. Un Paese senza traguardi è condannato inesorabilmente al declino”. Autonomia che: “non può comportare l’abbandono da parte dello Stato”. “Politica e imprese senza Università barattano il futuro col presente”. “La Federico II è un enorme serbatoio di risorse intellettuali e civili per la città”. Due lunghi applausi hanno interrotto il discorso di Trombetti, quando ha parlato del futuro dei ricercatori – “Occorre anche assicurare uno status adeguato a migliaia di ricercatori che attendono ancora oggi dopo 26 anni una parola chiara sul loro stato giuridico” – e della funzione della scienza e della ricerca – “in un’intervista su Rai1 al Premio Nobel Carlo Rubbia, alla domanda: a cosa serve la particella da lei inventata?. La risposta è stata: a nulla. Alla conoscenza”. 
Alto profilo anche nell’intervento del rappresentante del personale tecnico-amministrativo, Carlo Melissa, che ha parlato dell’“insicurezza economica degli atenei che colpisce anche il personale”, di “etica e principio di responsabilità che spingono i lavoratori dell’Università e della ricerca”, dal prof. Massimo Marrelli un’applaudita lectio magistralis su “La Giustizia Distributiva in Economia”. Un’occasione persa, invece, quella del rappresentante degli studenti, Valter Corrado (dal quale si sono dissociate le organizzazioni di Sinistra Universitaria ed Udu), buono e lodevole il discorso sulla criminalità, la distribuzione di adesivi contro la camorra e l’attacco ai “baroni universitari ed ai docenti assenteisti”, unico passaggio di un intervento che ha sfiorato la piaggeria – evidenziando tutto il buono e il bello che c’è al Federico II -, ma soprattutto un’occasione persa, vista la presenza del Ministro e del sottosegretario all’Università (Dalla Chiesa), per evidenziare invece la sofferenza degli studenti per i ritmi ed i continui cambiamenti imposti da tre riforme universitarie in 7 anni, il prolungamento degli studi, passato dai 4 anni della laurea tradizionale a 5 anni (praticamente per la quasi totalità degli iscritti) tra laurea triennale e laurea specialistica, a causa del tuttora irrisolto riconoscimento del valore della laurea di primo livello.
Da registrare la protesta dei ricercatori precari che hanno diffuso un volantino contro: “il precariato scientifico di 57.000 precari della ricerca”, di cui 32.000 “professori a contratto”, molti dei quali pagati 1.280,00 euro lordi all’anno (sì, all’anno), – nonostante dottorati e specializzazioni all’estero, – che quotidianamente si occupano di didattica, tesi, commissioni d’esame, divenuti ormai figure insostituibili, ma tuttora in attesa di riconoscimenti economici e normativi.
Collettivi. Un centinaio di studenti dei collettivi, de L’Orientale ma non solo, hanno protestato all’esterno di Monte S. Angelo, contro “la privatizzazione e l’aziendalizzazione dell’Università”. Ne è scaturito qualche tafferuglio con la polizia, qualcuno è stato medicato, e la rete dei collettivi interfacoltà ha lamentato di essere stata “circondata, sequestrata e malmenata dalle forze dell’ordine”. 
In positivo, da segnalare, l’accoglienza impeccabile, come sempre, a Monte S. Angelo, dello staff del dott. Lavezza, capo ufficio Protocollo e Servizi Generali, coordinatore di una struttura che continua ad essere una certezza ed un punto di riferimento, per pulizia, qualità dei servizi e organizzazione. 
Paolo Iannotti
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