Il 27 gennaio il parlamento studentesco

Da 21 a 17. Dopo aver stravinto le passate elezioni studentesche dell’1 e 2 dicembre al Federico II ed aver conquistato 21 su 41 rappresentanti nel Consiglio degli Studenti d’Ateneo, la Confederazione si spacca perdendo i quattro consiglieri eletti nella lista Biologi Domani. Che vanno a formare un’alleanza ad otto con i ragazzi provenienti dai gruppi indipendenti: due di Giovani Economisti Federiciani (Economia), uno di Universo studenti (Medicina) ed uno di Hyram (Architettura). Uno strappo inaspettato quello di Biologi Domani, da sempre alleati elettorali di Confederazione a Scienze, che abbandonano il gruppo per divergenze ideali. Maggioranza a rischio, quindi, nel parlamentino degli studenti? Neanche a parlarne. “Non abbiamo alcun timore. Siamo riusciti a governare con 18 eletti nella scorsa consiliatura, possiamo farcela anche adesso”, dice Benedetta Sciannimanica, responsabile provinciale di Confederazione. Che aggiunge: “Contiamo sempre sull’accordo con la Sinistra Universitaria”. 
Quale lo scenario del nuovo Consiglio d’Ateneo? Presto detto. Fissata al 27 gennaio la prima seduta del Consiglio degli studenti d’Ateneo. Per quella data i giochi dovranno essere fatti. 
Confederazione, dunque, perde la battaglia iniziale ma non la guerra. La maggioranza in Consiglio d’Ateneo, infatti, resta intatta, anche se l’alleanza di centro-sinistra dovrà fare i conti con gli altri gruppi che vogliono fare fronte comune contro lo strapotere di Borrelli & Co.: opposti ai diciassette rappresentanti di Confederazione e ai sette della Sinistra Universitaria, si schierano gli otto esponenti di derivazione mista, i due eletti dell’Unione degli Universitari e i sette consiglieri del centro-destra (quattro tra Studenti in movimento ed Udc, tre di Lrs). Con quali alleanze ed accordi è ancora tutto da vedere. Certo è che, facendo un rapido calcolo, ci vorranno almeno sei o sette voti affinché ciascuna compagine riesca a piazzare un suo consigliere o senatore. Insomma, un quadro politico ancora da decifrare e che renderà molto più incerta la spartizione delle poltrone in Consiglio d’Amministrazione ed in Senato Accademico. Spetterà, infatti, al parlamentino degli studenti nominare, oltre al suo presidente, i prossimi sei consiglieri d’amministrazione e sei senatori accademici. 
Per nulla indebolita dalla fuoriuscita di Biologi Domani, Confederazione è convinta di nominare il presidente del Consiglio d’Ateneo alla prima tornata elettorale. Valter Corrado, Rosario Pugliese e Teresa Catapano, i nomi dei papabili. Corrado, studente di Architettura proveniente dal gruppo di Alessia Guarnaccia, è il più accreditato. A Pugliese (iscritto a Scienze Politiche), invece, spetterà decidere se proporsi per una poltrona in CdA, ovvero in Cur (Consiglio dei rettori delle università campane) o alla presidenza del CdSA. Meno probabile l’ipotesi di una presidentessa: Confederazione potrebbe esprimere la Catapano (Lettere), soprattutto in funzione dell’accordo con la Sinistra.
Gerardo De Maffutiis, con 544 voti lo studente (di Farmacia) più votato in assoluto, e Michele Merlino (415 voti), gli eleggibili di Confederazione in Consiglio d’Amministrazione; Pierino Di Silvierio (484 voti), il suo candidato per il Senato Accademico (tutti e tre della ‘corrente di Tommaso Pellegrino’). “Dopo il boom di nomine rosa, mi auguro che salga qualche donna almeno in CdA. Non faccio nomi per non bruciare eventuali candidature”, confessa Benedetta Sciannimanica. Che non reclama alcuna altra candidatura per sé: “Sono già contenta di come siano andate le cose alle elezioni universitarie. Il mio obiettivo, al momento, è continuare a portare avanti il gruppo napoletano. Aspetto, comunque, le decisioni che verranno prese al Congresso”. Che si riunirà a fine febbraio “per elaborare le linee programmatiche della nuova generazione”, riferisce Carlo Ceparano, presidente nazionale di Confederazione.
Unire la 
sinistra
Conferma l’alleanza con Confederazione, ma prova a ragionare anche con l’Udu: la Sinistra Universitaria – che ha perso consensi nelle ultime elezioni – non vuole lasciare nulla al caso. “Si perde quando si è divisi – chiosa Roberto Dinacci, consigliere d’Ateneo uscente e non rieletto -. Vogliamo recuperare l’unità all’interno della sinistra”. “Stiamo lavorando su un’eventuale astensione dell’Udu sull’elezione del presidente del CdSA”, commenta Francesco Gentile, responsabile provinciale della Sinistra Giovanile. Che aggiunge: “Siamo disposti a dialogare con chi condivide le nostre vicende programmatiche. Un nostro punto fermo sarà l’elezione diretta dei consiglieri di corso di laurea, anche se siamo aperti a riforme ponderate che, da un lato tengano conto dei costi cui l’Università va incontro, dall’altro garantiscano la partecipazione democratica”. La Sinistra porta a sette i suoi candidati all’interno della maggioranza: “Abbiamo deciso di recepire i programmi della lista Veterinaria in movimento, raccogliendo nelle nostre fila il suo eletto, Alessandro Parlato”. Gentile non fa nomi, ma riferisce che la Sinistra Universitaria sceglierà i consiglieri da proporre in CdA e in Senato Accademico in base ad un criterio di rinnovamento: “La nostra intenzione è investire su forze e Facoltà nuove, difendendo però esperienze storiche come quella di Lettere”.
A contrastare l’asse Confederazione-Sinistra Universitaria in CdSA, un nuovo gruppo d’opinione, costituito da otto consiglieri. “Prendiamo le distanze da Confederazione e intendiamo lavorare per un gruppo autonomo”, dichiarano Luca Carratore e Antonio Arcuri, coordinatori di Biologi Domani, Eureka ed Universitari per le Scienze, gruppo che ha ottenuto ben il 70% delle preferenze nella Facoltà di Scienze, mandando tre su quattro rappresentanti in Consiglio d’Ateneo. Perché la rottura? “Siamo impegnati nell’Università per passione e non per politica od altri interessi”, sottolinea Arcuri. Agli studenti di Scienze non sono andati giù certi episodi avvenuti in campagna elettorale, come le presunte irregolarità nelle elezioni a Medicina che hanno portato ad una denuncia ai carabinieri. “Atteggiamenti del genere non sono nel nostro stile e non appartengono alla nostra linea di condotta – ribadiscono i ragazzi – Probabilmente si confonde un luogo del sapere quale è quello dell’Università per uno strumento di potere”. 
Confederazione, per ricucire lo strappo, pare voglia offrire loro un consigliere. “Non confermiamo e non smentiamo – dicono quelli di Scienze – Non ci interessano né il potere, né le polemiche, la nostra è una questione etica”. Ribadita in un incontro, il 14 gennaio scorso, che ha dato vita al neonato movimento d’opinione. Tra gli studenti presenti quel giorno, Stefano Irace, coordinatore di Universo studenti (lista di Medicina); Luca Ventriglia per Giovani Economisti Federiciani (Economia); Antonio Arcuri e Antonio Iossa per Biologi Domani, quest’ultimo primo eletto al CdF di Scienze; Bernardo Francesco per Hyram (Architettura); Danilo Trevisano, il più votato nel CdF di Ingegneria ed Ivan Iossa; Domenico Forgione e Giuseppe Marrone, collaboratori di Biologi Domani a Giurisprudenza.
Da otto il gruppo potrebbe salire a dieci, se decidesse di aprirsi all’Unione degli Universitari. “In questo periodo – afferma Stefano Irace – stiamo provando ad aggregare quante più forze possibili che condividano affinità sui programmi. Abbiamo già contattato l’Udu; siamo in attesa di risposte”. Prematuro fare i nomi di eventuali candidati al CdA e Senato Accademico, dal momento che “siamo ancora in cerca di alleanze”.
Si cercano 
aggregazioni
L’Udu, dal canto suo, risponde con un “vediamo”. “Potremmo valutare l’ipotesi di un gruppo misto – spiega Daniele Capocelli, neoeletto in CdF ad Ingegneria e membro del sindacato studentesco – purché l’obiettivo comune sia la realizzazione di accordi programmatici per noi fondamentali, quali, per esempio, l’elezione diretta delle rappresentanze studentesche, quelle dell’Adisu e dei consigli di corso di laurea, in particolare”. Uno spiraglio anche per la Sinistra: “Vogliamo provare ad unire tutte le realtà di sinistra attorno ad un tavolo per esaltare le tante e positive esperienze apartitiche presenti in Ateneo, lasciando sempre le porte aperte anche a chi, nella Sinistra Giovanile o nelle altre giovanili di partito, vorrà lavorare per un’alternativa di Sinistra al dominio incontrastato di Confederazione.”, recita un comunicato dell’Udu. Con una precisazione da parte di Capocelli: “È chiaro che non voteremo mai un presidente di Confederazione, dovessero anche prometterci mari e monti. Al limite, potremmo astenerci”. 
Situazione ancora tutta da definire sul fronte della destra. Che, presentatasi divisa alle elezioni, non disdegna di ricongiungersi nel parlamentino degli Studenti. Non almeno i consiglieri di Studenti in Movimento, che, con quattro seggi conquistati in CdSA, sono alla ricerca di due appoggi esterni per la designazione dei propri candidati in CdA e in Senato Accademico: “Stiamo valutando diverse ipotesi, anche se non abbiamo ancora avuto contatti con altri gruppi”, le parole di Rosario Visone (UDC), vice presidente del Cnsu, che ritiene si debba scegliere in base ad accordi tecnici e non politici: “L’attuale panorama politico lascia poche alternative: i consiglieri dell’altra lista di destra sono insufficienti, i restanti sono sparsi tra liste indipendenti”.
Invece per Peppe Riccio, coordinatore di Lrs, “bisogna escludere, almeno a titolo personale, una possibile alleanza con Studenti in Movimento, a meno che gli altri componenti della coalizione decidano diversamente”. Riccio immagina un’opposizione costituita da due compagini da sei consiglieri pronte a collaborare tra di loro: da un lato i tre esponenti di Lrs, Pietro Leone di Universo studenti (lista di Stefano Irace), e l’eletto di Architettura con Hyram; dall’altro i quattro fuoriusciti di Biologi domani con i due ragazzi di Gef. “L’importante – sottolinea Riccio – è che si lavori per il bene dell’Università e non per interessi personali”.
Paola Mantovano
- Advertisement -





Articoli Correlati