Un oncologo, il prof. Ciardiello, candidato alla Presidenza della Scuola di Medicina

Sarà un oncologo il nuovo Presidente della Scuola di Medicina dell’Ateneo Vanvitelli. Si chiama Fortunato Ciardiello e subentrerà al professore Silvestro Canonico, eletto nel 2014 per un mandato triennale, che ormai è in scadenza. La data delle elezioni non è stata ancora fissata, ma certamente si andrà alle urne entro la fine del 2017, presumibilmente nella prima metà di dicembre. La mancata ricandidatura di Canonico, che avrebbe potuto riproporsi per un altro triennio e che, fino a un paio di mesi fa, si immaginava lo avrebbe fatto, è una sorpresa. “Molti colleghi – conferma il Presidente uscente – mi hanno chiesto quale fosse il motivo della mia rinuncia. Nessun mistero. Il fatto è che il Direttore Generale dell’Azienda Policlinico, sulla base di una proposta del Rettore, il prof. Giuseppe Paolisso, mi ha nominato Direttore di un Dipartimento assistenziale, precisamente quello di Chirurgia Generale e Specialistica, che è nel centro storico di Napoli. Pur non sussistendo alcuna incompatibilità formale tra la presidenza della Scuola di Medicina ed il nuovo compito, mi è parso opportuno non ricandidarmi alla presidenza per evitare un cumulo eccessivo di ruoli e di carico di lavoro. Per questo lascio dopo i primi tre anni di lavoro. Nel frattempo si è reso disponibile a sostituirmi il collega Ciardiello, il quale dirige un Dipartimento che sarà accorpato con un altro Dipartimento, nell’ambito di un riassetto complessivo della organizzazione”.
Canonico, un bilancio del triennio
Bilancio del triennio? “Non sta certo a me farlo, perchè sono i colleghi, gli studenti e gli amministrativi che devono giudicare. Mi conforta la circostanza che, a fine ottobre, quando c’è stato un incontro pubblico che è diventato anche un saluto nei miei confronti da parte del personale docente della Scuola, ho ricevuto notevoli attestazioni di affetto e di stima. Credo di avere operato bene, in un frangente piuttosto complesso”. Sottolinea: “Quando nel 2014 sono stato eletto, si trattava di applicare per la prima volta la legge Gelmini, che ha profondamente modificato l’organizzazione dell’Università. Sono sparite le Facoltà ed i Dipartimenti, che prima svolgevano solo attività di ricerca, hanno acquisito un nuovo ruolo in ambito didattico, perché è ad essi che ormai fanno capo i Corsi di Laurea. La sfida che ho affrontato è stata quella di garantire, attraverso la Scuola, il coordinamento tra i vari Dipartimenti. Essenziale, quest’ultimo, per la funzionalità della didattica, perché se un Dipartimento bada solo alle esigenze di un certo Corso di Laurea che ad esso fa capo ed un altro fa lo stesso ed entrambi si disinteressano l’uno dell’altro, c’è il rischio che ci venga meno il docente di una disciplina fondamentale. Ho lavorato affinché tutti i Dipartimenti, sia pure nelle diversità, non dimenticassero mai di fare parte di una unica realtà, che appunto è la Scuola di Medicina. Si tratta di continuare lungo questo percorso, migliorando ed aumentando il senso di squadra e la collaborazione”. C’è, però, un rimpianto, all’atto dell’abbandono della presidenza. “Mi sarebbe piaciuto – dice il prof. Canonico – inaugurare ufficialmente gli spazi per la didattica virtuale nella struttura di Sant’Andrea delle Dame. Credo moltissimo in questo progetto, che è in via di realizzazione attraverso fondi europei e che garantisce agli studenti ed agli specializzandi opportunità di esercitarsi come finora mai è stato possibile. Ci sono manichini che in realtà assomigliano a veri e propri robot e su essi gli studenti possono svolgere una pratica approfondita. Le attrezzature sono in gran parte utilizzate, la struttura è operativa, ma manca un ultimo scalino per andare a pieno regime. Mi sarebbe piaciuto se si fosse riusciti a percorrere quello scalino mentre io ero ancora alla presidenza della Scuola”.
La Scuola, una struttura di raccordo tra i Dipartimenti
Il nuovo Presidente, si diceva, sarà il professore Ciardiello, che ha già avanzato la sua disponibilità e non ha incontrato, ad oggi, candidature alternative. “Fondamentalmente – dice – io mi sono fatto avanti perché credo di poter svolgere un buon lavoro alla luce della esperienza di Direttore di Dipartimento che ho accumulato prima della legge Gelmini e successivamente ad essa. Fui, tra l’altro, uno di quelli che sostennero apertamente e con forza la necessità che fosse istituita una Scuola di Medicina. Oggi sono più che mai convinto di tale necessità. È indispensabile che esista e funzioni al meglio una struttura capace di coordinare ed integrare le attività dei vari Dipartimenti. La Scuola serve per costruire un sistema di servizi affinché i Corsi di Laurea e di specializzazione abbiano un meccanismo di raccordo e di coordinamento”.
Prosegue, dunque, l’autunno elettorale della Scuola di Medicina. Il primo appuntamento con le urne si era tenuto ad ottobre, quando si era votato  per rinnovare il Consiglio. Sono stati eletti 5 rappresentanti dei Presidenti dei Corsi di Laurea (diversi da quelli a ciclo unico di Medicina e Odontoiatria), i rappresentanti dei Coordinatori dei Dottorati di Ricerca, 3 Direttori delle Scuole di Specializzazione, 6 tra i docenti delle Giunte Dipartimentali (tra cui un professore ordinario, due professori associati, tre ricercatori).
Fabrizio Geremicca
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