Un sabato alle prese con gli esami di Lingua Russa, nuove tipologie di scritto e prove più articolate

Si sono tenuti sabato 5 giugno gli esami di Lingua Russa. “Una data eccezionale scelta con criterio per evitare sovrapposizioni di sorta con altre prove di lingua”, spiega la prof.ssa Donata Di Leo, slavista e docente di Lingua Russa I sul Triennio e sulla Magistrale. Per il primo anno, in particolare, la prova ha subito dei cambiamenti radicali rispetto a quella introdotta per la prima volta nella sessione estiva dell’anno scorso. Come avvenuto per altri insegnamenti linguistici, “abbiamo deciso di abbinare la piattaforma di Ateneo Moodle a Microsoft Teams”. Al termine della lunga giornata di esami, che ha coinvolto tutte le annualità di Russo, “il sistema ha retto bene e si è rivelato la scelta più adatta per i nostri esami scritti”. Mentre fino a febbraio scorso gli studenti di Russo al primo anno “hanno sostenuto lo scritto contestualmente all’esame orale trascrivendo un paio di frasi dettate e traducendo alcune righe all’impronta, adesso abbiamo la possibilità di offrire una prova più strutturata, molto simile alle tipologie consuete che sottoponevamo in aula e da tempo desideravamo ripristinare”. In sostanza, “possiamo quindi ritenerci più che soddisfatti”. L’anno scorso “eravamo in parte giustificati perché, colti in fallo dalla pandemia, ci siamo ritrovati a organizzare in tempi record delle prove di emergenza”. Un anno e oltre di didattica a distanza con i numerosi test effettuati “ci hanno aiutato nel corso di questi mesi a elaborare invece una soluzione più idonea per gli scritti”. Subito dopo la conclusione della sessione invernale, a fine febbraio, “abbiamo potuto attrezzarci al meglio per questa nuova sessione”.
155 matricole
all’esame
155 le matricole che hanno sostenuto la prova sabato scorso. Fino a febbraio 2022, la prova d’esame per il primo anno sarà suddivisa in tre blocchi sincronizzati. Il primo dura 30 minuti e prevede un dettato somministrato attraverso una traccia audio lanciata su Teams. Dopodiché “gli studenti scattano una foto al testo che hanno trascritto e la inviano in chat privata al docente incaricato che verifica l’avvenuta consegna dell’immagine attraverso la doppia spunta”. Consentita, quindi, in questa fase l’eccezione alla regola che vieta l’uso degli smartphone. “Era, tuttavia, imprescindibile che, come negli esami scritti tradizionali, gli studenti di primo anno – che non sanno ancora usare per bene la tastiera cirillica – scrivessero a mano il testo in modo da consentirci di valutare la grafia, il grado di conoscenza dell’alfabeto russo e anche le particolarità di questa scrittura”. Il secondo blocco corrisponde a un quiz a risposta multipla somministrato su Moodle, in cui “gli studenti non devono scrivere frasi ma semplicemente indicare la risposta esatta” per testare le conoscenze di lessico, grammatica, sintassi e comprensione orale: il tutto nella durata di 60 minuti. Un tempo più lungo che però “non ci spaventa in caso di interruzioni della connessione, poiché Moodle consente a ogni studente di salvare le risposte date fino a quel momento e anche nelle simulazioni non abbiamo riscontrato particolari problemi”. Abbandonata Moodle, gli studenti restano connessi su Teams per affrontare il terzo blocco con quattro frasi da tradurre dall’italiano al russo e una piccola produzione di minimo 5 righe. Quali le strategie per certificare l’autenticità della prova? “Non attribuiremo un voto all’esame scritto, ma ci limiteremo a segnalare se l’esame è stato superato oppure no”. Del resto, “lo scritto è un passaggio propedeutico all’orale, quindi a noi basta almeno per adesso avere la certezza che il candidato promosso abbia le competenze per accedere al colloquio”. In genere, dopo aver terminato l’appello dei candidati su Teams, ogni aula virtuale è poi smistata su più canali – con una media di circa 30 studenti per gruppo – al fine di consentire una maggiore visibilità utile alla video-sorveglianza. 
“Esercitarsi al 
dialogo” per 
affrontare 
gli orali
Sicuramente, “i test automatizzati alleggeriscono il carico di lavoro nella correzione. Basta appunto guardare il report complessivo e rendersi conto dei risultati. Diverso è per i compiti arrivati in Jpeg per i quali bisogna procedere con una correzione manuale. Non potremo certo sovrascrivere con la penna rossa gli errori, ma li evidenzieremo ogni volta attraverso un codice specifico”. Quanto al ritorno degli esami in presenza, a seguito delle lezioni in aula, “devo dire che la didattica ibrida è stata un’esperienza positiva a cui guardare d’ora in avanti. A Russo abbiamo sempre lavorato con delle slide preimpostate al punto che sembra ormai un anacronismo ricorrere alla lavagna anziché al digitale”. Tuttavia, “non sarebbe male implementare i supporti didattici a distanza in prospettiva futura, garantendo dei sistemi per il blocco schermo che ostacolino le ricerche in internet e un doppio codice per l’accesso a piattaforme integrate, seguendo procedure d’esame simili a quelle effettuate per le certificazioni informatiche”. 
Anche per gli esami della Magistrale il bilancio resta positivo. “Con loro è diverso: conosco perfettamente le abilità degli studenti. Hanno lavorato molto bene con me durante il secondo semestre a un workshop di lessicologia e traduzione eseguendo già in quella fase un lavoro corposo sugli scritti, per cui il monitoraggio del profitto sarà più semplice”. 44 gli esaminandi del primo anno di Magistrale che il 5 giugno si sono confrontati con una produzione scritta. “Il tema è la tipologia di prova su cui gli studenti si sono esercitati durante i lettorati. Abbiamo fornito loro due tracce e hanno poi scelto quale svolgere, scrivendo il compito con la tastiera cirillica e caricandolo su Moodle. Ai fini della valutazione, abbiamo inoltre predisposto un controllo antiplagio per verificare che il testo non sia stato desunto da fonti esterne”. In vista degli orali, che si terranno il 22 e 23 giugno, il consiglio è “esercitarsi al dialogo. Ho notato che gli esami a distanza sottopongono gli studenti a uno stress maggiore e che il filtro dello schermo, più asettico e meno empatico, a volte può pregiudicare alcune performance, soprattutto per gli studenti del primo anno. È la difficoltà dello strumento, ma non c’è nulla da temere: faremo questi esami estivi online nella speranza che i dati sulla pandemia dei prossimi mesi ci consentano di riprendere finalmente le attività in presenza”.
Sabrina Sabatino
- Advertisement -
- Advertisement -

Articoli Correlati