Cercasi rappresentanti disperatamente. A Veterinaria gli studenti non hanno più referenti negli organi collegiali di Facoltà, in parte per mancanza di nomine (vedi i Consigli di Corso di Laurea), in parte per latitanza degli stessi ragazzi, da un po’ di tempo poco interessati alle faccende di Facoltà. “Alle ultime elezioni studentesche – spiega Alessandro Parlato, consigliere d’Ateneo – in Consiglio di Facoltà si è presentata un’unica lista, per giunta riempita con candidati poco convinti ad assumere l’incarico di rappresentante. Il risultato è stato che, pur essendo stati tutti eletti, solo uno studente sta svolgendo il suo ruolo (ultimamente con poca convinzione), mentre gli altri hanno preferito defilarsi”.
Una vera e propria iattura, quindi, considerati i disservizi che affliggono Veterinaria. “Almeno in passato gli studenti si lamentavano, adesso non accade più neanche questo – racconta Parlato -. C’è una totale apatia, una noncuranza generale che mi lascia basito. Eppure, basterebbe un pizzico di impegno, un minimo di iniziativa”. Prendiamo il caso degli spazi. “Finalmente abbiamo ottenuto un’aula, ricavata dal locale occupato in precedenza dalla Segreteria. Per un difetto di comunicazione interna alla Facoltà, però, la struttura tarda ad essere consegnata. E nessuno dei miei colleghi che si affretti a reclamarla”.
Gli esempi continuano. “C’è uno spazio, il vecchio ingresso della Facoltà, utilizzato la mattina come sede dell’orientamento, che potrebbe essere destinato agli studenti. I quali, invece, preferiscono mangiare al freddo nel chiostro, pur di non chiederne le chiavi”. La mensa, ecco un altro annoso problema: “non si capisce perché gli studenti di Veterinaria non possano godere del servizio di ristorazione pubblica né tantomeno di convenzioni con ristoranti esterni adiacenti alla nostra Facoltà”. Parlato segnala anche il mancato funzionamento dei chioschetti informatici, “che aggrava ulteriormente il nostro disagio legato alla lontananza della Segreteria studenti, momentaneamente trasferita in via Don Bosco, dal cuore della Facoltà. Insomma, i miei colleghi non si attivano più per nulla”.
A conferma del disinteresse studentesco, lo studente cita un altro episodio: “In Consiglio d’Ateneo c’è stata grossa battaglia per rendere pubblici i risultati della valutazione didattica operata dagli studenti di tutta la Federico II. Con grande stupore, ho dovuto appurare che a Veterinaria pochissimi sono stati i questionari compilati; quel che è peggio, i ragazzi hanno complessivamente emesso giudizi mediocri, il che non riflette per nulla la nostra realtà, fatta di tanti docenti capaci e disponibili”. Una conquista, però, c’è stata. “Dopo due anni, grazie all’ultima raccolta di firme, finalmente abbiamo ottenuto che una fotocopiatrice fosse collegata all’aula multimediale. In questo modo tutti gli studenti possono avere copia dei lucidi delle lezioni”.
Il messaggio di Alessandro Parlato, un passato contraddistinto da tante battaglie vinte a favore degli studenti, è chiaro: scendere in prima linea conviene a tutti gli iscritti di Veterinaria, perché allora quest’impasse?
Una vera e propria iattura, quindi, considerati i disservizi che affliggono Veterinaria. “Almeno in passato gli studenti si lamentavano, adesso non accade più neanche questo – racconta Parlato -. C’è una totale apatia, una noncuranza generale che mi lascia basito. Eppure, basterebbe un pizzico di impegno, un minimo di iniziativa”. Prendiamo il caso degli spazi. “Finalmente abbiamo ottenuto un’aula, ricavata dal locale occupato in precedenza dalla Segreteria. Per un difetto di comunicazione interna alla Facoltà, però, la struttura tarda ad essere consegnata. E nessuno dei miei colleghi che si affretti a reclamarla”.
Gli esempi continuano. “C’è uno spazio, il vecchio ingresso della Facoltà, utilizzato la mattina come sede dell’orientamento, che potrebbe essere destinato agli studenti. I quali, invece, preferiscono mangiare al freddo nel chiostro, pur di non chiederne le chiavi”. La mensa, ecco un altro annoso problema: “non si capisce perché gli studenti di Veterinaria non possano godere del servizio di ristorazione pubblica né tantomeno di convenzioni con ristoranti esterni adiacenti alla nostra Facoltà”. Parlato segnala anche il mancato funzionamento dei chioschetti informatici, “che aggrava ulteriormente il nostro disagio legato alla lontananza della Segreteria studenti, momentaneamente trasferita in via Don Bosco, dal cuore della Facoltà. Insomma, i miei colleghi non si attivano più per nulla”.
A conferma del disinteresse studentesco, lo studente cita un altro episodio: “In Consiglio d’Ateneo c’è stata grossa battaglia per rendere pubblici i risultati della valutazione didattica operata dagli studenti di tutta la Federico II. Con grande stupore, ho dovuto appurare che a Veterinaria pochissimi sono stati i questionari compilati; quel che è peggio, i ragazzi hanno complessivamente emesso giudizi mediocri, il che non riflette per nulla la nostra realtà, fatta di tanti docenti capaci e disponibili”. Una conquista, però, c’è stata. “Dopo due anni, grazie all’ultima raccolta di firme, finalmente abbiamo ottenuto che una fotocopiatrice fosse collegata all’aula multimediale. In questo modo tutti gli studenti possono avere copia dei lucidi delle lezioni”.
Il messaggio di Alessandro Parlato, un passato contraddistinto da tante battaglie vinte a favore degli studenti, è chiaro: scendere in prima linea conviene a tutti gli iscritti di Veterinaria, perché allora quest’impasse?








