Veicoli elettrici: allo studio un sistema intelligente di ricarica

Uno dei progetti del Dipartimento di Ingegneria ad aver ricevuto contributi e finanziamenti nell’ambito del programma di ricerca ed innovazione Horizon 2020 si chiama Green Charge. Ha un obiettivo molto ambizioso: ottimizzare i sistemi di ricarica delle auto e dei veicoli elettrici per incentivare l’adozione di veicoli ad emissioni zero. Una strategia che può essere realizzata solo se le persone si sentono libere di accedere alle infrastrutture  utili alla ricarica dei veicoli elettrici come e quando ne hanno necessità. “Green Charge – si apprende dalla pagina web che presenta l’iniziativa – sta quindi sviluppando un sistema intelligente che consenta alle persone di prenotare in anticipo la ricarica, in modo che possano facilmente accedere alla potenza della quale hanno bisogno”. Spiega il prof. Beniamino Di Martino, ordinario per il settore scientifico di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni: “I partner del progetto sono sedici in sei diversi Paesi. Noi dell’Ateneo Vanvitelli sviluppiamo, tra l’altro, un software che simula la produzione da pannelli solari di energia elettrica. La ricerca prevede tre casi pilota: Oslo, Brema e Barcellona. Per ognuno di questi casi ci sono portatori di interessi reali: società di materiali elettrici o di auto elettriche, per esempio, oppure società di trasporti elettrici”. 
Il progetto punta verificare ed a migliorare vari fattori che, in combinazione tra loro, potrebbero garantire uno sviluppo molto significativo dell’utilizzo di auto ed altri mezzi di trasporto elettrici nelle tre città. Dunque: tipo di veicolo (scooter, auto oppure autobus), modello di proprietà (privato, uso individuale condiviso, trasporto pubblico), luoghi di ricarica (abitazioni private, luoghi di lavoro, spazi pubblici, nodi di trasporto), gestione dell’energia, possibilità di prenotazione o priorità di ricarica. Green Charge, precisa peraltro il prof. Di Martino, “non è certo l’unico fronte sul quale è stato od è tuttora  impegnato il gruppo di ricerca di Ingegneria Informatica del Dipartimento. Io ho coordinato, per esempio, il progetto europeo CoSSMIC”. Di che si tratta? “Era finalizzato a sviluppare un sistema innovativo per coordinare ed ottimizzare l’utilizzo e l’immagazzinamento dell’energia nei vicinati. L’unità di ricerca della Vanvitelli ha sviluppato una piattaforma software basata su agenti per il monitoraggio del consumo di energia, del comportamento degli utenti riguardo al consumo di energia, della produzione di energia dai pannelli solari, e di altri fattori ambientali, per esempio le previsioni del tempo locali. Inoltre, in collaborazione con l’Università di Oslo, abbiamo sviluppato un algoritmo che ha ottimizzato il consumo individuale di energia, lo scambio di energia locale e la condivisione dei dispositivi di immagazzinamento”. La tecnologia sviluppata in CoSSMIC “produrrà benefici significativi in termini di ridotti consumi e ridotti picchi di carico sulla rete. L’approccio e la tecnologia sviluppati saranno testati e valutati in due regioni: Costanza, in Germania, e la Provincia di Caserta”. Toreador (si occupa di Big Data, grandi masse di dati) e mOSAIC (l’ambito è quello del cloud computing) sono stati altri due importanti progetti europei ai quali ha fornito un contributo molto significativo il Dipartimento di Ingegneria della Vanvitelli. “Come informatici – quantifica il prof. Di Martino –  in sei anni abbiamo partecipato a sei progetti europei ed attratto risorse europee a beneficio del Dipartimento per due milioni di euro. Una volta siamo stati coordinatori di progetto, le altre partner”. 
La squadra degli informatici è composta da cinque professori: Di Martino, che è ordinario, poi Salvatore Venticinque, Rocco Aversa, Massimo Ficco, Massimiliano Rak. 
Fabrizio Geremicca
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