Viaggio studio in Cina

‘One China or Many Chinas? Le disparità geografiche della Cina’: è il tema che fa da sfondo al viaggio in Cina organizzato, anche quest’anno, dal prof. Salvatore Diglio, docente di Geografia dell’Asia e dell’Africa. Le iscrizioni sono aperte fino al 19 gennaio. Possono partecipare tutti gli studenti de L’Orientale –anche se l’iniziativa è diretta principalmente agli allievi dei corsi di Geografia e di Lingua Cinese- fino ad un massimo di venticinque persone. “Lo scopo del viaggio è toccare dal vivo le nozioni che i ragazzi imparano durante il corso. Quest’anno, in particolare, visiteremo luoghi fra loro diversi per approfondire, con l’esperienza diretta, le disparità territoriali presenti in questo grande Paese in continua trasformazione”, spiega il docente.
Alla scoperta della vera Cina, dunque, il gruppo si avvicinerà ai simboli della nuova crescita economica di un paese ultramoderno e capitalista, e a quelli delle minoranze etniche e delle zone rurali, in un viaggio di ben 15 giorni. Si parte il 15 marzo. Prima tappa di quattro giorni a Pechino. “Qui potremo visitare importanti siti archeologici come la Città Proibita, Il Tempio del Cielo, la Grande Muraglia- spiega Diglio- Visiteremo anche la vecchia Pechino e la Torre del Tamburo. Inoltre, andremo alla Beijin University con il Saicele Museum e incontreremo giovani studenti cinesi che ci illustreranno il campus”, anticipa il prof.Diglio. Mete successive, tre città abitate da minoranze cinesi (sono 56): Chengdu, ai piedi del Tibet, dove il gruppo avrà anche l’occasione di visitare una riserva di Panda; Lijiang presso cui si sosterà due giorni per un giro del centro storico e per toccare da vicino una delle più grandi trasformazioni che sta attraverso il Paese “in una gola del fiume Azzurro sta nascendo una grandissima centrale idroelettrica, con tutti gli sconvolgimenti ambientali e sociali che ne conseguono”; Dali. “Visitare queste città, che contano milioni di abitanti, sarà utile- commenta Diglio- per capire come vivono queste minoranze che, seppur tutelate dalla legge cinese, rischiano di perdere la propria identità culturale”. Penultima tappa Kunming, centro del Consorzio per lo Sviluppo del Bacino del Mekong e della Foresta Pietrificata. Alla fine del viaggio i ragazzi potranno ammirare l’affascinante skyline di Shanghai, “la nuova Manhattan, simbolo della modernità e del boom economico cinese. Qui potremo vedere la zona economica speciale e visitare l’Università di Fudan, una delle più importanti al mondo, dove avremo una seduta scientifica durante la quale i colleghi cinesi parleranno dei problemi ambientali legati alla recente crescita dell’economia cinese e degli effetti della crisi mondiale”.
Il costo del viaggio è di 2100 euro (di cui 100 euro sono a carico dell’ADISU) ma, racconta Diglio, promotore di queste iniziative da ormai dieci anni, “ho dovuto lavorare molto per riuscire a contenere i costi. Circa 1000 euro sono occorsi solo per il volo e con il rimanente abbiamo dovuto pensare a tutto il resto, dal pernottamento ai trasporti interni fino ai biglietti di ingresso ai siti archeologici che andremo a visitare”. La quota comprende, quindi, tutti i trasferimenti in aereo e in autobus, le escursioni, gli ingressi, le tasse, i pranzi e i pernottamenti in camera doppia con prima colazione.
“E’ un’occasione unica per visitare questo Paese a costi bassissimi- conclude il professore- andando a toccare zone fuori dai classici percorsi turistici”.
(Va.Or.)
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