Due tesi, due percorsi, un’unica direzione: trasformare lo studio e la ricerca in un ponte tra università e salute. Si potrebbe riassumere così il lavoro di tesi che stanno svolgendo Giandomenico Puziello e Alessia Moio, due studenti di Farmacia in procinto di concludere il proprio percorso universitario. In breve, hanno raccontato di cosa si stanno occupando in laboratorio e quali sono le aspirazioni personali per il futuro prossimo.
“Nel nostro progetto di tesi in Chimica farmaceutica – spiega lui – ci occupiamo di primo e secondo processo dell’elaborazione del farmaco. I nostri dottorandi si occupano della progettazione di una molecola che può rispecchiare i profili farmacologici e la varietà di composti a oggi sul mercato. Una volta analizzata e trovata una buona molecola per la somministrazione umana, si passa ai processi di farmacomodulazione. Qui, nel secondo passaggio della sperimentazione, entriamo in gioco noi studenti: conduciamo reazioni di sintesi, isolamento e purificazione dei progetti elaborati dai dottorandi”.
Insomma, i due lavorano a sostegno di un progetto di ampio respiro portato avanti da laboratori di farmacologia per sperimentazioni in vivo e in vitro, il cui scopo generale è arrivare alla formazione di composti che potrebbero servire per curare il cancro, malattie neurodegenerative. Se il lavoro di tesi è condiviso, i percorsi personali di Giandomenico e Alessia sono ovviamente differenti. Il primo ammette di essere stato “sempre molto curioso, fin da piccolo direi.
Crescendo, l’attenzione si è spostata sul perché succede una certa cosa assumendo un certo prodotto, quindi sull’interazione tra sostanze endogene, cioè esterne, e l’organismo. Grazie ai professori Francesco Frecentese e Giuseppe Caliendo, questa curiosità è diventata amore per la Chimica farmaceutica e tutti i suoi aspetti. Attraverso la SAR (Relazione Struttura-Attività, l’analisi che correla la struttura chimica di una molecola con la sua attività biologica) questa disciplina spiega perché un determinato composto ha un certo effetto”.
Guardando a ciò che potrà essere, Giandomenico non scarta affatto l’ipotesi di tornare in laboratorio: “lì riscontro i miei studi teorici, per questo mi piacerebbe aprirmene uno tutto mio, per imprimere il mio timbro”. Sul percorso condotto finora, ha detto: “sono molto contento di quanto ho fatto e di dove mi porterà, lo consiglio a chi ha interesse per le interazioni tra tutto ciò che ci circonda e il nostro organismo. Direi che ai nerd come me piacerebbe tantissimo. Però aggiungo anche un altro suggerimento: di prendersi il proprio tempo, la differenza la fa l’assimilazione delle nozioni e dei concetti, non i voti”.
Per Alessia, invece, la passione per la Chimica farmaceutica è nata durante le lezioni: “mi ha affascinato fin da subito come le molecole riescono in un determinato modo a reagire con i nostri pathway recettoriali, quindi come la molecola si lega e come con il meccanismo d’azione riesce ad avere un effetto terapeutico”. Il percorso volge al termine anche per lei, e il giudizio è più che positivo: “mi piace tanto l’ambiente che ho trovato qui e poi quello di Farmacia è un Corso che apre tante porte”. L’obiettivo, ammesso con un po’ di scaramanzia di sottofondo: “continuare la carriera accademica con un dottorato”.
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Ateneapoli – n.6 – 2026 – Pagina 30








