Il prof. Giovanni Esposito è il nuovo Direttore del Dicea

Il prof. Giovanni Esposito, Ordinario di Ingegneria Sanitaria Ambientale, si è aggiudicato la corsa a tre per la direzione del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale (Dicea). Subentra dunque al prof. Francesco Pirozzi, il quale dopo due mandati consecutivi non era più candidabile. È stata, quella per la scelta del timoniere che guiderà il Dipartimento nel prossimo triennio, una partita durante la quale il dibattito è stato a volte vivace, come sempre accade quando sono in campo diverse opzioni.

Puntavano alla direzione, infatti, anche i professori Armando Carravetta, Ordinario di Ingegneria Idraulica, e Gianpiero Russo, Ordinario di Geotecnica. Ha prevalso Esposito con 66 preferenze su 110 votanti. Gli aventi diritto al voto erano 113. “Il dato dei votanti – commenta il neo eletto – è molto positivo. Vero è che in genere, quando c’è più di una candidatura, come è accaduto in questo caso, l’affluenza alle urne è abbastanza elevata, tuttavia qui siamo di fronte ad un afflusso ai seggi pari alla quasi totalità degli aventi diritto al voto. Lo leggo come un segnale di attaccamento da parte di tutti i colleghi, quelli che mi hanno votato e quelli che hanno scelto gli altri candidati, alle sorti del Dipartimento”. Napoletano, ma residente a Pozzuoli, il prof. Esposito ha 53 anni.

“Mi sono laureato alla Federico II – racconta – e nello stesso Ateneo ho frequentato anche il dottorato, pur trascorrendo alcuni periodi all’estero. Per 15 anni ho poi insegnato all’Università di Cassino. Sono tornato a Napoli nel 2018”. Come accade sempre quando si intraprende un nuovo percorso, i buoni propositi non mancano. Prima di soffermarsi sulle questioni da affrontare, tuttavia, il neodirettore tiene a rendere merito a chi lo ha preceduto: “Negli ultimi sei anni il Dipartimento è cresciuto da vari punti di vista. C’è stata una ripresa delle immatricolazioni, sono stati realizzati ottimi risultati nella ricerca e sono state sviluppate nuove ed interessanti iniziative nella didattica. Il prof. Pirozzi ha svolto un lavoro eccellente. Mi piacerebbe continuare sulla stessa strada e nel contempo apportare alcune novità. Ne ho parlato durante i tre incontri che noi candidati abbiamo organizzato con i colleghi del Dipartimento durante la campagna elettorale”.

In programma la costituzione di altre Commissioni

Entra nel merito del programma: “Vorrei che si costituissero altre Commissioni, oltre a quelle che sono già previste dai regolamenti, e vorrei assegnare a ciascuna di esse una specifica delega. In questo modo si potrebbero coinvolgere molti più colleghi di quanto accada ora, perché la Giunta è limitata a 9 componenti e noi in Dipartimento siamo circa un centinaio”. Una delle nuove Commissioni “dovrebbe avere funzioni di supporto alla preparazione e alla stesura dei progetti di ricerca. Nell’ultima VQR, la procedura di valutazione della qualità della ricerca, il Dipartimento si è piazzato al secondo posto in Ateneo, ha dunque conseguito un risultato ottimo.

Credo, però, che possiamo fare ancora meglio, soprattutto valorizzando i giovani. Hanno ottime idee, sono molto preparati, ma vanno guidati a scrivere i progetti, perché c’è una componente formale che a volte può risultare decisiva nell’aggiudicazione di un finanziamento. Per questo penso ad una Commissione costituita da docenti esperti e della quale facciano parte anche gli amministrativi dell’Ufficio ricerca”.

A sostegno di questa idea, cita un episodio di alcuni anni fa: “Ero in Olanda durante il dottorato e il professore che mi seguiva mi disse che voleva partecipare ad una call europea, ma che non aveva il tempo di scrivere il progetto. Mi chiese di farlo ed io non sapevo da dove cominciare. Mi guidò e mi aiutò lui. Io ascolto ragazzi, giovani ricercatori, i quali lamentano che i progetti sono impossibili da vincere. Non che non siano bravi, ma sono carenti sotto il profilo della formalizzazione e vanno seguiti ed aiutati”.

Esposito vorrebbe poi introdurre in Dipartimento una Commissione per la didattica innovativa ed una per la semplificazione e la digitalizzazione delle procedure amministrative. “Il tema della didattica innovativa e dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale – dice – è una sfida alla quale non ci si può sottrarre. I processi vanno governati e non subiti. Quanto all’altra Commissione, non abbiamo procedure digitalizzate e, anche grazie all’intelligenza artificiale, le potremmo adottare nell’ambito, per esempio, dell’area acquisti. Vorrei che in questa Commissione fossero presenti docenti e personale amministrativo”. Ancora, nel programma una Commissione per l’elaborazione dei criteri per la distribuzione delle risorse. “Non penso ad un algoritmo – chiarisce – e so anche che il tema è delicato, perché le decisioni sulla distribuzione delle risorse influiscono sulle carriere delle persone. Vorrei per questo una commissione allargata, con la presenza di più colleghi afferenti alle varie aree disciplinari che fanno parte del Dipartimento”.

“Il contributo che arriva dagli studenti va valorizzato”

Gli studenti, tramite i propri rappresentanti, nel disegno del prof. Esposito potrebbero essere coinvolti in una Commissione per la gestione dei fondi per la didattica. “Io ho fatto parte della Commissione studenti-docenti sulla qualità della didattica – ricorda Esposito – e ho sempre avuto un rapporto positivo e costruttivo con i nostri allievi. Li dobbiamo ascoltare quando ci dicono, per esempio, che alcuni insegnamenti hanno un carico didattico eccessivo o che ci sono alcune sovrapposizioni di argomenti ed insegnamenti. Il contributo che arriva dagli studenti va valorizzato, nel rispetto della diversità dei ruoli, e per questo ritengo che sia utile coinvolgerli anche sul tema della gestione dei fondi per la didattica”.

Nel prossimo triennio non si prevede l’attivazione di nuovi Corsi di Laurea. “Ne abbiamo già dieci, a fronte di una platea studentesca tra 1000 e 1500 unità. Lo sforzo da compiere adesso è quello di ottimizzare i progetti didattici per rendere più chiare le peculiarità dei singoli percorsi di studio”. Tra le priorità del mandato, c’è ai primi posti la spinta sull’internazionalizzazione. “Abbiamo già – ricorda – un Corso di Laurea Magistrale in inglese che si chiama Transportation Engineering and Mobility al quale ogni anno s’immatricolano una sessantina di stranieri.

C’è poi il Corso di Laurea Triennale in Civil and Environmental Engineering, che nel primo anno di attivazione ha avuto 40 iscritti e nel secondo 110. Dobbiamo continuare a puntare sui percorsi di laurea internazionali e farli conoscere sempre di più, anche per migliorare così la qualità – sotto l’aspetto della preparazione di base – degli studenti che si immatricolano. Dobbiamo puntare anche a progetti che finanzino borse di studio su fondi europei per i double degree, i percorsi a doppio titolo di laurea”.

Da buon ingegnere, il prof. Esposito non può trascurare, poi, le problematiche legate alla necessità di migliorare gli spazi dove studenti, docenti e personale amministrativo trascorrono molte ore della settimana. “Sicuramente negli ultimi anni – dice – il Dipartimento ha portato avanti diverse iniziative positive grazie all’impulso del prof. Pirozzi e del prof. Polverino, il referente all’edilizia. Ci sono tuttavia ancora varie cose da fare”. Nel dettaglio: “Per le due aule di Disegno a Piazzale Tecchio sono già previsti lavori, come per le aule al piano terra degli Edifici 5 e 8 in via Claudio, ancora in condizioni non buone.

Abbiamo poi bisogno di un punto accoglienza, di un front office per l’ufficio della didattica. È necessario specialmente per gli studenti stranieri. L’ufficio è al terzo piano dell’edificio 8. Dobbiamo infine aprire un ragionamento con la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base affinché ci assegni fondi per migliorare il decoro degli uffici e degli spazi per gli studenti. L’aula studio al terzo piano è sottodimensionata. Una strada da percorrere è quella dei bandi per l’edilizia cofinanziati tra Ateneo e Dipartimento. In passato abbiamo recuperato grazie ad essi utili risorse”.
Fabrizio Geremicca

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Ateneapoli – n.17 – 2026 – Pagina 10

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