I primi giorni all’università hanno un sapore tutto particolare: ci sono le aule da trovare, i volti ancora sconosciuti, materie nuove e gli appunti da prendere. A Giurisprudenza il nuovo anno accademico è iniziato proprio così, tra entusiasmo e qualche inevitabile timore, ma anche con la voglia di lasciarsi alle spalle il liceo e cominciare un percorso tutto nuovo.
Per molti studenti, il primo impatto è stato soprattutto quello con un ambiente completamente diverso dalle scuole superiori. Aule più grandi, tanti studenti, professori da conoscere e un metodo di studio che richiede fin da subito maggiore autonomia. Ma c’è anche un elemento che sembra aver aiutato tutti a sentirsi un po’ meno spaesati: fare amicizia e condividere le stesse paure.
Lo racconta bene Livia, che ammette: “Il primo giorno è stato complicato perché non conoscevo nessuno, ma fortunatamente poi ho fatto amicizia ed è andata meglio”. La differenza rispetto alle superiori è evidente, ma il primo impatto con i docenti è positivo. Livia sta seguendo Diritto costituzionale, Storia del diritto romano pubblico e privato e Filosofia del diritto e, nonostante abbia già sentito parlare della maggiore difficoltà di Costituzionale, guarda al semestre con fiducia: “Credo che possa andare tutto bene mettendoci impegno”. Del resto, per lei la scelta di Giurisprudenza non è stata casuale: “È da sempre il mio sogno, sin dalla prima elementare”, racconta. E il suo obiettivo è diventare notaio. Sulla stessa linea anche Lavinia, che descrive i primi giorni come “un po’ difficili” soprattutto per la novità dell’esperienza: “Stanze più grandi, molti studenti, ma alla fine è facile fare amicizia anche confrontandosi sul terrore dell’inizio”, dice sorridendo. Anche lei segue gli stessi insegnamenti di Livia e ha già trovato un professore che l’ha colpita particolarmente: “Ferraiuolo, docente di Diritto costituzionale, spiega molto bene e rende le lezioni interattive”.
Per Lavinia, Giurisprudenza è anche una scelta legata alla famiglia: il nonno è avvocato e la mamma magistrato. Ma il suo futuro potrebbe prendere una strada diversa: “Vorrei fare il carabiniere – racconta – l’idea è quindi iniziare il percorso universitario e, una volta conseguita la laurea, provare il concorso”.
C’è poi chi ha già iniziato a percepire quanto l’università richieda un cambio nel modo di studiare. È il caso di Teresa Baiano, che si dice soddisfatta dell’ambiente trovato dentro e fuori dall’aula. Proveniente dal liceo linguistico, aveva già incontrato il diritto negli ultimi anni delle superiori, anche se riconosce di non avere “basi molto solide”. La vera novità, però, è il rapporto con i docenti: “Ho notato tanto il distacco rispetto al liceo, in primis da parte loro nei nostri confronti, perché c’è un altro tipo di rapporto ma soprattutto un altro tipo di insegnamento”. Una consapevolezza che porta con sé anche la necessità di costruire un nuovo metodo di studio.
Sul futuro, Teresa non ha ancora scelto una strada definitiva: “Sono ancora indecisa tra magistratura e un percorso internazionale”. Più positivo del previsto è stato invece l’avvio universitario per Bruna Camineta: “Credevo che l’impatto fosse peggiore per il passaggio dal liceo all’università, però mi sto trovando bene”, afferma. Anche per lei i docenti sono disponibili e chiari nelle spiegazioni e le prime settimane stanno procedendo senza particolari difficoltà. Il pensiero va già al dopo-laurea: l’idea è quella di tentare il percorso per entrare in magistratura, anche se, come spesso accade a chi è appena entrato all’università, il futuro è ancora tutto da costruire. Anche Sara D’Auria sta affrontando con serenità i primi corsi. “I professori sono molto chiari”, spiega, anche se gli argomenti sono in gran parte nuovi rispetto a ciò che aveva studiato prima.
Il passaggio dal liceo, ammette, “è stato difficile, perché inizialmente è difficile proprio ambientarsi”. Sara arriva da un liceo delle scienze umane con opzione economico-sociale, un percorso che le ha comunque lasciato qualche base utile: “Ho studiato tutti e cinque gli anni economia e diritto, quindi qualcosa lo ricordo ancora”. E anche per lei c’è già un’idea sul futuro: provare il concorso in magistratura. Tra le matricole ci sono poi Claudio e Fabio, che affrontano l’inizio del percorso con entusiasmo e curiosità. Sono “felicissimi di aver iniziato questo nuovo percorso, pieni di curiosità e di voglia di imparare”. Uno guarda già verso la professione notarile, l’altro verso quella forense, ma entrambi lasciano aperta la porta alle possibilità che arriveranno durante gli anni universitari. E poi ci sono Chiara e Irene, che rappresentano forse alla perfezione quella strana miscela di emozioni tipica delle matricole: un po’ di paura e tanta voglia di cominciare. Sono “spaventate dalla mole di studio e dagli esami scoglio”, ma allo stesso tempo si dicono “felici e pronte”.
Insomma, tra chi ha già in mente magistratura, avvocatura o notariato e chi invece tiene ancora aperte tutte le possibilità, le nuove matricole di Giurisprudenza sembrano avere una cosa in comune: la consapevolezza che il percorso sarà impegnativo, ma anche la curiosità di scoprire dove potrà portarle. Il liceo è ormai alle spalle, davanti ci sono libri, lezioni, esami, nuove amicizie e, soprattutto, tanti percorsi ancora tutti da scrivere.
Annamaria Biancardi
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Ateneapoli – n.16 – 2026 – Pagina 20







