Leggere i classici: l’imperativo categorico per affrontare l’esame (scritto) di Letteratura Spagnola 1

Per affrontare Letteratura Spagnola 1 bisogna partire dalle opere. Lo dice senza girarci intorno il prof. Gennaro Schiano: “L’errore più grande è pensare di preparare un esame di letteratura straniera solo con riassunti presi online.

Leggere i classici, entrarci dentro, capire come funzionano: così si supera la prova”. Il corso, dedicato agli studenti della Triennale in Lingue, attraversa un lungo arco temporale, dal Medioevo fino alla fine del Cinquecento. Si parte dalla Spagna medievale, dalla Reconquista e dai Regni Cattolici, per arrivare poi al Rinascimento e alla Spagna imperiale di Carlo V e Filippo II.

Negli ultimi anni l’esame è diventato scritto, scelta che inizialmente ha creato qualche timore tra gli studenti. Ma Schiano rassicura: “La mia prima preoccupazione è mettere ragazze e ragazzi nelle condizioni migliori per affrontare la prova”.

Sulla pagina web del docente sono disponibili infatti materiali aggiuntivi, guide dettagliate, facsimile e persino una prova svolta da una studentessa che ha ottenuto 30. Gli studenti, dunque, “sanno perfettamente cosa potrebbe venir loro chiesto”. La prova dura due ore ed è divisa in tre parti: sei domande a risposta multipla sul manuale, tre domande aperte brevi dedicate agli studi critici e un’analisi del testo.

L’ultima è la più importante: “Viene chiesto di analizzare uno dei testi presenti in dispensa oppure un capitolo dei classici affrontati durante il corso”. Per questo motivo, il docente ribadisce la necessità della lettura diretta delle opere: “Gli studi critici servono a dare strumenti interpretativi, ma senza conoscere davvero i testi diventa tutto molto più complicato”. Il manuale, aggiunge, va affrontato “con intelligenza perché non tutti gli argomenti richiedono lo stesso livello di approfondimento. I classici in programma, e i loro autori, restano il fulcro dell’esame”.

Le lezioni alternano spiegazione frontale, riepiloghi in lingua spagnola ed analisi condivisa dei brani. “Cerco di coinvolgere gli studenti in una lettura critica delle opere, chiedendo loro di interrogare i testi con lo sguardo di lettori del XXI secolo”.

Ed è qui che spesso arriva la sorpresa: “I testi letterari funzionano ancora. Riescono ancora a parlare ai ragazzi”. Succede soprattutto con La Celestina di Fernando de Rojas, che Schiano definisce “un classico assoluto della letteratura spagnola che racconta un mondo in transizione, pieno di instabilità e di punti di riferimento che crollano. Gli studenti sentono questa dimensione molto vicina”.

Nel corso trovano spazio anche temi meno tradizionali, come la cultura materiale e l’evoluzione dei mezzi di diffusione della letteratura. “Il passaggio dal manoscritto alla stampa tra Quattro e Cinquecento cambia completamente il modo di produrre e diffondere le opere.

È una rivoluzione che i ragazzi comprendono bene, perché vivono anche loro un cambiamento mediale”. E poi c’è il rapporto con Napoli. “Con la conquista aragonese e il Viceregno, Napoli diventa centrale nell’impero spagnolo. Nei testi emergono continuamente contaminazioni tra cultura napoletana e spagnola; anche questo rende quei mondi meno lontani agli occhi degli studenti”.

Frequentare aiuta, soprattutto durante il commento dei testi, ma Schiano: “Chi non segue, spesso anche per motivi lavorativi, ha comunque a disposizione tutti gli strumenti necessari grazie ai materiali integrativi caricati online”.

Più netto, invece, il giudizio sugli appunti condivisi nelle chat: “Affidarsi solo a quelli difficilmente porta al superamento della prova”. Alla fine il consiglio resta sempre lo stesso, semplice solo in apparenza: “vivere l’università con passione e gusto”.
Giovanna Forino

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Ateneapoli – n.9-10 – 2026 – Pagina 13

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