Mancano aule studio e spazi comuni

Complesso di San Giovanni: la parola agli studenti

Sono trascorsi 8 anni dall’inaugurazione del complesso universitario della Federico II di San Giovanni a Teduccio, sull’ex sito della Cirio, nell’ambito del progetto di riqualificazione urbana di Napoli est e con l’obiettivo di decongestionare le sedi storiche della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base. Il punto sulla vivibilità del campus con gli studenti che lo frequentano ogni giorno. Enrico Comunale e Luigi D’amato, terzo anno di Ingegneria Meccanica individuano subito la questione principale: “Nelle aule studio è impossibile trovare posto e mancano sempre le sedie. Anche se ci si riesce a sedere, è uno spazio che non ti invoglia a studiare, perché una è affollata e rumorosa, l’altra è minuscola”.
Ma i problemi non finiscono qui: “Non c’è una mensa e nemmeno una biblioteca però molti spazi aperti sono sfruttati poco. Nemmeno il parcheggio riesce a far fronte alla quantità di studenti ed è difficile raggiungere la sede diversamente”. Armando Cerimele e Marco De Marsanich, al primo anno di Informatica, sono ancora un po’ scossi per il passaggio al mondo universitario: Le aule sono nuove, ma sono anche molto scomode, è difficile seguire per molto tempo, anche perché le persone sono molte. Sarà che siamo abituati a studiare a casa in silenzio, ma l’aula studio più grande non concilia la concentrazione e l’A3 è davvero piccola”.

Alla ricerca di un posto per pranzare

Valeria Prisco, Caterina Nappi, Francesco Cantore e Antonio Catapano, terzo anno di Ingegneria Chimica, condividono la stessa richiesta: Più aule studio. Lo spazio è poco e siamo costretti a fare a gara per accaparrarci i posti, mentre le aule delle lezioni sono molto spaziose”. Altra mancanza gli spazi comuni: “Niente biblioteca, niente mensa, ma neanche un luogo dove si può mangiare ciò che ci portiamo da casa o compriamo fuori, basta guardare i cartelli ‘vietato mangiare sui davanzali’ per capire che non sappiamo dove poter stare”. Marcella Luchiri, secondo anno di Ingegneria Gestionale, spiega: “Abbiamo segnalato il problema delle aule studio tramite i rappresentanti degli studenti, perché volevamo almeno più sedie da posizionare in aula studio, ma ci hanno detto che il numero è questo per ragioni di sicurezza e capienza. In ogni caso l’aula è sempre affollatissima e manca anche un luogo dove poter pranzare”.
Le voci fuori dal coro non mancano. “Mi trovo molto bene e non ho mai avuto problemi a trovare un posto in aula studio. Per esempio, oggi sono arrivata tardi, ma sono comunque riuscita a sedermi con facilità – racconta Alessia Carmosino, terzo anno di Ingegneria ChimicaInoltre, i miei corsi sono stati sempre fissati o di mattina o di pomeriggio, quindi difficilmente mi sono trovata qui per pranzo e non ho mai sentito la mancanza di una mensa”. Francesco Fierro, primo anno di Ingegneria Gestionale: “Lo spazio c’è sempre in una delle due aule studio, anche se quella più grande è più rumorosa. Per quanto riguarda il pranzo c’è l’Adisurc, due euro e cinque minuti e ‘passa la paura’”.
Per Cristian Marzano e Tonia Mustardino, terzo anno di Ingegneria Gestionale, è tutto molto tranquillo e nella norma, siamo pochi a seguire e non c’è alcuna difficoltà a trovare posto né nelle aule delle lezioni né in quelle per studiare”. E infine c’è chi accetta la situazione con filosofia: “Chi prima arriva, meglio alloggia vale per tutto anche qui – afferma Alessandro D’Arienzo, secondo anno di Ingegneria Meccanica La sede è nuovissima e tutte le aule sono molto attrezzate anche dal punto di vista tecnologico, ad esempio con le prese. Comunque per me la cosa davvero importante sono i docenti e si vede che quasi tutti sono appassionati e ti fanno interessare alle materie”.
Eleonora Mele

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Ateneapoli – n.07 – 2024 – Pagina 16

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