Mathematical Engineering, laureandi raccontano: è “un percorso molto flessibile e orientato alla teoria”

La Magistrale in Mathematical Engineering si distingue per il suo carattere fortemente interdisciplinare, collocandosi al confine tra matematica avanzata e ingegneria applicata. L’obiettivo è “formare figure professionali capaci di muoversi tra matematica e ingegneria, applicando strumenti matematici innovativi a problemi complessi del mondo reale e contribuendo allo sviluppo di nuove idee scientifiche”, spiega la prof.ssa Lina Mallozzi, Coordinatrice del Corso.

La struttura del percorso è altamente flessibile e consente agli studenti di combinare insegnamenti fondamentali con numerose opzioni provenienti sia dall’area matematica sia da quella ingegneristica. Il Corso, erogato in lingua inglese, “offre un ambiente internazionale e collaborativo, in cui gli studenti condividono competenze e si supportano reciprocamente”, aggiunge. Tra le opportunità offerte, sottolinea la docente, spicca anche una borsa di studio dedicata a studentesse STEM promossa da Intesa Sanpaolo.

Per tre studenti della Magistrale, intanto, si avvicina il sospirato traguardo: il 21 maggio Luigi Giustiniani, Vittorio Vorraro e Norah Chepkirui Tobit indosseranno la corona di alloro.

Luigi, laureato Triennale in Ingegneria Meccanica, ha scelto questo percorso per avvicinarsi maggiormente agli aspetti teorici. “Non ero particolarmente interessato a proseguire con le Magistrali più tradizionali della mia Triennale: cercavo qualcosa di più teorico e meno legato all’ingegneria pratica”. La scoperta del Corso è avvenuta online, e la possibilità di accedervi senza esami integrativi ha rappresentato un elemento decisivo. L’incontro introduttivo di settembre ha poi rafforzato la sua scelta: “Ascoltare i professori presentare gli insegnamenti mi ha convinto: era una delle alternative più forti e quella che mi colpiva di più”.

Luigi apprezza in particolare la libertà nella scelta degli esami e la qualità della didattica: “I corsi hanno rispettato le aspettative, i professori sono molto bravi. Posso parlare solo bene del percorso”. Attualmente è impegnato in una tesi legata all’insegnamento Nonlinear systems del prof. Davide Fiore, con lo studio e il controllo di un sistema bioreattore. Guardando al futuro, mantiene aperte più possibilità: “L’idea principale è l’ambito accademico, ma sto valutando anche offerte aziendali nate durante il Career day”. Il suo consiglio agli studenti è chiaro: “Non abbiate paura di cambiare, se avvertite una forte motivazione”.

Vittorio Vorraro proviene da Ingegneria Informatica, ma già durante il percorso Triennale ha maturato un forte interesse per la matematica. “Ho capito che mi sarebbe piaciuto sin dall’inizio iscrivermi a Matematica. La scelta più vicina e accessibile dopo la Triennale era Ingegneria Matematica”.

Il suo obiettivo principale è proseguire nel mondo accademico: “Il mio sogno è continuare con un dottorato e restare in università, anche se mantengo contatti con aziende come piano B”. Vittorio evidenzia la natura teorica del Corso e la possibilità di personalizzare il piano di studi: “È possibile inserire molti esami di analisi e geometria: è un percorso molto flessibile e orientato alla teoria”.

La sua tesi si colloca a cavallo tra analisi e geometria, è relativa al moto di superficie secondo le equazioni alle derivate parziali: “È uno studio affascinante, con possibili sviluppi anche applicativi, ma fortemente legato alla ricerca”. Sottolinea inoltre l’importanza della lingua inglese: “L’inglese è il linguaggio della scienza: all’inizio può essere difficile, ma diventa naturale con lo studio”. Il suo consiglio: “È un percorso adatto a chi è davvero convinto di voler proseguire in questo ambito e disposto a investire nella propria formazione”.

Norah Chepkirui Tobit, originaria del Kenya, arriva al Corso con una formazione in matematica e fisica, Bachelor of Education (Science, With IT) (Mathematics and Physics) alla Maseno University, e una forte motivazione ad applicare la teoria a problemi concreti. “Avevo una passione per gli aspetti pratici della matematica e volevo applicarla a problemi reali”.

Durante il percorso ha acquisito competenze nella modellazione matematica e nell’utilizzo di software come Python e MATLAB: “Il Master mi ha permesso di passare dalla teoria alla pratica, costruendo modelli per risolvere problemi reali”. Un’esperienza significativa è stata un programma di scambio di cinque giorni in Spagna, dove ha lavorato su dati reali: “Abbiamo sviluppato modelli per prevedere il Parkinson utilizzando dati reali: è stata un’esperienza molto concreta”.

La sua tesi riguarda l’ottimizzazione nella produzione additiva (stampa 3D), con attenzione alla sostenibilità: “L’obiettivo è minimizzare costi ed emissioni di carbonio, bilanciando entrambi in un unico modello decisionale”. Norah è fortemente orientata all’impatto sociale delle sue competenze, in particolare nel suo Paese d’origine: “Voglio studiare modelli per ridurre l’impatto ambientale dell’utilizzo della canna da zucchero come fonte di energia e migliorare il sistema sanitario, ad esempio elaborando modelli per predire l’insorgenza e gestire malattie come la malaria”. Conclude evidenziando il valore del percorso: “È stata un’esperienza completa: dall’ingegneria alla matematica, dalla teoria alla pratica”.
Eleonora Mele

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Ateneapoli – n.8 – 2026 – Pagina 17

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