Due mondi che spesso sembrano inconciliabili, ma che per Denis Joshua Napolitano convivono ogni giorno con naturalezza: da una parte i calcoli, i progetti e gli esami da preparare, dall’altra la pista, gli allenamenti e le gare di atletica leggera. Ventuno anni, studente del terzo anno di Ingegneria Civile e Ambientale, Denis è uno di quegli studenti che hanno scelto di non rinunciare a nulla, portando avanti insieme il percorso accademico e quello sportivo grazie allo status di Studente-Atleta.
Una doppia corsa che parte da lontano: da quando, bambino, costruiva modellini e progettava navi con i mattoncini, affascinato dal mondo dei trasporti e delle infrastrutture.
“Fin da piccolo mi ha sempre affascinato il mondo dei trasporti e delle infrastrutture – racconta ad Ateneapoli – Costruire e collezionare modellini era il mio hobby. Leggevo spesso libri sulle innovazioni tecnologiche del mondo ferroviario e il mio luogo preferito era il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, dove mi perdevo tra i vagoni e le locomotive”.
Una passione che lo ha portato prima al liceo scientifico e poi alla scelta universitaria. “Conseguito il diploma, il mio pensiero era rimasto invariato. Sebbene non avessi la piena certezza di farcela, ho deciso di iscrivermi a Ingegneria. Sapevo che era una scelta importante per il mio futuro e avevo le idee chiare su cosa mi sarebbe piaciuto fare”.
Dopo aver valutato gli insegnamenti più vicini alle sue passioni, Denis sceglie il ramo civile e ambientale. “Ero convinto che potesse essere la scelta migliore, ma è un po’ come lanciarsi con un paracadute per la prima volta – ammette – Non sai davvero cosa succederà dopo. Però nella vita penso sia giusto intraprendere nuove sfide, perché solo alla fine capisci se hai fatto la scelta giusta”. Oggi, dopo tre anni, quella risposta è arrivata: “I campi che mi hanno appassionato di più sono la geologia, i software di modellazione delle infrastrutture e le leggi idrauliche applicate alla costruzione di acquedotti”.
L’università gli ha insegnato soprattutto autonomia e organizzazione. “Durante i primi mesi ho realmente capito che dovevo contare solo su di me. Era completamente diverso dall’ambiente liceale. Grazie ad una giusta organizzazione, però, penso si riescano a superare tutti gli esami”.
Accanto allo studio, però, c’è sempre stato lo sport. Prima il judo, poi la pallacanestro agonistica, vissuta per undici anni con la Pol. ProCangiani, da tesserato della Federazione Italiana Pallacanestro, fino all’Under 19: “È stato un periodo importantissimo. Ho imparato i valori dello sport, i principi della condivisione dentro una squadra e ho costruito amicizie che porterò sempre con me”. Con l’inizio dell’università arriva però una scelta difficile: fermarsi. I ritmi di Ingegneria sembrano incompatibili con quelli della pallacanestro agonistica e Denis decide di chiudere quel lungo percorso.
Ma lo sport, a volte, non si lascia mettere in pausa. “Pensavo sarebbe stato difficile conciliare il tempo dello studio con i molteplici impegni sportivi, ma nei mesi successivi ho sentito un grande bisogno di ricominciare. Ho capito che lo sport era una passione troppo importante per me”. Nel maggio 2024 decide allora di rimettersi in gioco con una nuova disciplina: l’atletica leggera. “Inizialmente volevo semplicemente tenermi in forma e affiancarla alle ore di studio. Fin da piccolo amavo correre”.
Quella che sembrava una semplice parentesi diventa presto qualcosa di più. Dopo poche settimane arrivano le prime gare, poi il mezzofondo, le competizioni regionali e i primi grandi appuntamenti: i Campionati Nazionali di Cross e la prima gara nazionale allo Stadio Diego Armando Maradona. “Da quella gara ho capito che, con il giusto impegno, l’atletica poteva diventare qualcosa di più di un semplice sport”.
E infatti accade: prima la qualificazione al primo Meeting Internazionale sui 1500 metri, poi il titolo di Campione Regionale Assoluto 2025 negli 800 e nei 1500 metri. Un risultato che apre anche un’altra porta: quella dello status di Studente-Atleta previsto dagli Atenei per chi porta avanti attività sportiva agonistica ad alto livello.
“Casualmente ho scoperto che l’Università mette a disposizione ogni anno un numero limitato di posti per ottenere la doppia carriera di Studente-Atleta. Dopo aver verificato i requisiti con il mio allenatore, ho inviato la candidatura che è stata accettata dal Rettore”. Per Denis, questa opportunità rappresenta molto più di un riconoscimento formale: “Penso che questa pratica sia davvero vantaggiosa e possa tutelare al meglio gli studenti che, come me, praticano attività sportiva agonistica ma allo stesso tempo si impegnano nel raggiungimento dell’obiettivo universitario”.
Denis chiude con una frase che forse riassume meglio di tutte il senso dell’intervista: “Oggi mi ritengo molto fortunato: è una sensazione bellissima quella di non dover rinunciare a nessuna delle proprie passioni. Nessuno dovrebbe farlo”.
Giovanna Forino
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Ateneapoli – n.8 – 2026 – Pagina 36








