Giurisprudenza omaggia i professori Labruna, Scudiero e Casavola. Ai tre Maestri saranno intitolati aule e spazi del Dipartimento

Giurisprudenza rende omaggio a tre figure centrali della sua storia recente: i professori Luigi Labruna, Michele Scudiero e Francesco Paolo Casavola. Tre nomi che, come ha sottolineato la prof.ssa Carla Masi, Direttrice del Dipartimento, rappresentano “tre colleghi maiores accomunati non solo dal prestigio accademico ma anche dall’aver guidato, in momenti diversi, la Facoltà di Giurisprudenza”.

L’intitolazione di aule e spazi universitari nasce con un obiettivo preciso: custodire la memoria e trasformarla in esempio vivo per le nuove generazioni. “Sono stati tre Presidi, tre grandi Maestri, che lasciano un’eredità culturale molto importante”, ha spiegato Masi, sottolineando come queste iniziative vogliano “ricordarli, e anche ispirare gli studenti mostrando loro questo esempio”.
Fra i tre, la figura del prof. Casavola si distingue per un percorso che ha saputo intrecciare accademia e istituzioni.

Giurista raffinato, studioso del Diritto romano e costituzionalista, ha insegnato prima a Bari e poi, dal 1967, alla Federico II. Dal 1983 al 1986 ha diretto la Facoltà di Giurisprudenza, per poi essere nominato Giudice della Corte Costituzionale e diventarne Presidente nel 1992. “Ha rappresentato un modello di giurista nel senso pieno del termine”, ha osservato la prof.ssa Masi, “perché è stato capace di attraversare il mondo antico ma anche quello contemporaneo”. A lui sarà dedicata l’Aula A1 della sede di via Marina 33.

Il ricordo del prof. Labruna è invece profondamente intrecciato con la storia interna del Dipartimento. “È stato il mio Maestro”, ha raccontato con commozione Masi, restituendo un profilo fatto di rigore scientifico e visione internazionale, tanto che numerose università europee e non gli hanno conferito vari Dottorati Honoris Causa, concretamente: l’Université de Laval nel Quebec, l’Università di Buenos Aires (UBA), l’Université de Franche-Comté di Besançon, l’Università di Varsavia, l’Università di Torun e la Rheinische Friedrich-Wilhelms-Universität di Bonn.

Preside dal 1993 al 2002, Labruna fu protagonista della romanistica internazionale fin dagli anni Sessanta e promotore di un’apertura concreta verso l’estero: “Con lui abbiamo attivato le prime convenzioni e scambi Erasmus con atenei stranieri”, sottolinea Masi. Il suo impegno istituzionale fu altrettanto significativo, dalla presidenza del Consiglio Universitario Nazionale fino ai numerosi incarichi scientifici. A lui sarà intitolata l’Aula Convegni del Cortile delle Statue, uno spazio simbolico perché “quell’aula è stata creata da lui essendo stato fondatore del Dipartimento di diritto romano e anima di quell’ambiente accademico”, ricorda la professoressa.

Per il prof. Scudiero, Preside di Giurisprudenza dal 2002 al 2008, l’omaggio guarda ancora più in grande: il Dipartimento proporrà al Rettore di intitolargli l’intero Edificio di via Nuova Marina 33, luogo con cui il giurista ha avuto un legame profondo. La sua carriera è stata segnata da importanti incarichi nazionali, tra cui la vicepresidenza del Consiglio Universitario Nazionale e la partecipazione a organismi strategici per la ricerca. Anche in questo caso, la scelta del luogo non è casuale, ma riflette “il legame che il professore ha avuto con quei luoghi perché ha lavorato per molto tempo in quel Palazzo”, ricorda Masi.

Le intitolazioni saranno accompagnate da momenti di studio e commemorazione, tra cui una giornata dedicata al prof. Labruna che si svolge il 7 maggio mentre andiamo in stampa. Non si tratta solo di celebrare il passato, ma di renderlo presente. Come ha ribadito Masi, l’intento è anche quello di colmare una distanza: “gli studenti di oggi sono un po’ lontani dai loro insegnamenti concreti”.

In questo senso, le aule e gli edifici diventano molto più di semplici spazi: si trasformano in luoghi di memoria attiva, capaci di raccontare storie di studio, impegno e servizio alle istituzioni. Un modo per ricordare che l’università è anche eredità culturale da raccogliere e portare avanti.
Annamaria Biancardi

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Ateneapoli – n.8 – 2026 – Pagina 20

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