Nuovi antibiotici: una scoperta nei laboratori di Monte Sant’Angelo

È un problema sempre più grave e che desta preoccupazione lo sviluppo di ceppi di batteri resistenti nei confronti di quei farmaci – gli antibiotici – che dovrebbero debellarli. Ci si ritrova, infatti, a combattere infezioni e patologie con armi spuntate. Il fenomeno, del quale si parla ormai da anni, è il risultato di un uso smodato e scorretto dei medesimi antibiotici. Se ne impiegano troppi, anche per patologie per le quali non sono indicati, per esempio di natura virale come l’influenza, ed il risultato è che i microrganismi imparano a riconoscere le molecole utilizzate contro di essi ed evolvono in forme tali da non temerle più. In questo scenario un filone di ricerca molto importante è quello che punta ad identificare molecole le quali, pur agendo come i classici antibiotici e quindi contrastando lo sviluppo di batteri, non determinino lo svilupparsi di ceppi di microrganismi ad esse resistenti. Un risultato molto significativo è quello che ha ottenuto il gruppo di ricerca coordinato dal professore Alberto Di Donato, sessantanovenne biochimico che insegna alla Federico II, in collaborazione con Eugenio Notomista ed Eliodoro Pizzo, entrambi dell’Ateneo federiciano. Lo studio è andato avanti anche grazie all’apporto del …
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 26 ottobre (n. 14-15/2018)
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