Un pomeriggio dedicato alla divulgazione scientifica, alla storia della matematica e alle figure femminili che hanno contribuito allo sviluppo della disciplina, spesso restando ai margini del racconto ufficiale. È questo il senso di ‘Per sempre π’, l’iniziativa organizzata dal Dipartimento di Matematica e Applicazioni in occasione della giornata internazionale delle donne nella matematica, ospitata il 12 maggio presso il Complesso di Monte Sant’Angelo.
La scelta della data non è casuale. Il 12 maggio coincide infatti con il giorno della nascita di Maryam Mirzakhani, matematica iraniana scomparsa prematuramente nel 2017 e prima donna a ricevere la Medaglia Fields, il più prestigioso riconoscimento internazionale nel campo della matematica. L’iniziativa, oltre agli studenti universitari, ha visto anche la partecipazione degli allievi dell’Istituto di Istruzione Superiore Enrico Fermi di Sarno, coinvolti soprattutto nell’ultima parte del seminario dedicata alla matematica di Maria Gaetana Agnesi.
Ad aprire il pomeriggio è stata Cristina Trombetti, Presidente dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica (INdAM) e docente del Dipartimento (ne è stata anche Direttrice) con l’intervento ‘Dall’ombra alla luce: figure femminili nella storia della matematica’. La relatrice ha proposto un percorso che ha attraversato secoli di storia della scienza, mostrando quanto il contributo delle donne sia stato spesso fondamentale e al tempo stesso poco riconosciuto. Tra le figure ricordate, Ipazia di Alessandria, matematica e filosofa vissuta tra IV e V secolo, figlia del matematico Teone.
Trombetti ha raccontato come Ipazia, divenuta guida della scuola neoplatonica di Alessandria, insegnasse matematica e filosofia in un’epoca in cui le discipline non erano ancora rigidamente separate. La sua vicenda si intrecciò però con le tensioni politiche e religiose dell’epoca: simbolo del paganesimo colto della città, Ipazia fu assassinata brutalmente nel 415 d.C., diventando una delle figure più emblematiche del rapporto conflittuale tra sapere, potere e religione. L’intervento si è poi spostato sulla contemporaneità con Maryam Mirzakhani e Maryna Viazovska, seconda donna a vincere la Medaglia Fields nel 2022. A partire dai lavori della matematica ucraina, Trombetti ha introdotto il tema dell’“impacchettamento”, cioè il problema di trovare la disposizione più efficiente possibile di oggetti uguali nello spazio.
Partendo dall’esempio semplice delle monete appoggiate su un tavolo, la docente ha spiegato come Gauss avesse dimostrato che la disposizione esagonale rappresenta la configurazione ottimale nel piano. Da qui il discorso si è allargato al rapporto tra matematica e natura. Le strutture esagonali degli alveari, le bolle di sapone e persino alcuni comportamenti osservabili nel mondo animale mostrano infatti configurazioni che minimizzano sprechi ed energia.
Un percorso che ha intrecciato geometria, fisica e biologia, fino ad arrivare ai moderni studi sull’impacchettamento nelle dimensioni superiori, ambito in cui Viazovska ha ottenuto risultati considerati rivoluzionari. Non sono mancati riferimenti ad altre figure femminili della storia della matematica e della fisica, come Sophie Germain, autodidatta francese che riuscì a studiare utilizzando uno pseudonimo maschile e che contribuì agli studi sull’elasticità e sulle vibrazioni delle superfici.
Ha approfondito uno dei protagonisti più celebri della matematica, ricordando innanzitutto la definizione di π come rapporto tra la lunghezza di una circonferenza e il suo diametro, per poi soffermarsi sulla lunga storia delle sue approssimazioni, il prof. Francesco Polizzi, docente di Geometria.
“La storia dell’approssimazione di π si perde nella notte dei tempi”, ha spiegato Polizzi, ripercorrendo il metodo geometrico elaborato da Archimede di Siracusa, considerato un precursore del calcolo infinitesimale. Dalle prime tecniche antiche fino ai moderni algoritmi informatici, il racconto ha mostrato come il calcolo delle cifre decimali di π abbia accompagnato l’evoluzione della matematica stessa. Accanto agli aspetti scientifici, l’intervento ha evidenziato anche il fascino culturale e quasi simbolico esercitato da π. Dal matematico indiano Srinivasa Ramanujan, che attribuiva l’origine di alcune intuizioni matematiche a visioni oniriche, fino al cinema contemporaneo con ‘Pi: Il teorema del delirio’ di Darren Aronofsky, π è stato raccontato come un numero capace di attraversare non solo la matematica, ma anche l’immaginario collettivo.
A chiudere il pomeriggio Anna Lisa D’Ambrosio, docente dell’Istituto scolastico ospite, con un intervento dedicato a Maria Gaetana Agnesi, una delle più importanti matematiche italiane del Settecento. D’Ambrosio ha ripercorso la formazione della studiosa milanese, cresciuta in un ambiente culturalmente vivace e capace di parlare diverse lingue già in giovane età. Autrice delle ‘Instituzioni analitiche per uso della gioventù italiana’, Agnesi fu tra le prime donne a pubblicare un manuale di matematica destinato alla formazione universitaria, testo che venne tradotto e studiato in tutta Europa.
La relatrice si è soffermata, in particolare, sulla celebre curva matematica associata al suo nome, la ‘versiera’, trasformata nella tradizione anglosassone nella cosiddetta “witch of Agnesi”, la ‘strega di Agnesi’, a causa di un errore di traduzione del termine originario. Attraverso esempi geometrici e riferimenti alla fisica della risonanza, D’Ambrosio ha mostrato come quella curva continui ancora oggi a essere studiata in analisi matematica e fisica teorica. Agnesi negli ultimi anni della sua vita abbandonò progressivamente gli studi per dedicarsi all’assistenza dei poveri e degli anziani.
L’iniziativa ha così intrecciato storia della scienza, divulgazione e riflessione sul ruolo delle donne nella ricerca, proponendo una matematica accessibile anche ai non specialisti e mostrando come dietro formule e teoremi si nascondano vicende umane, intuizioni e percorsi spesso poco raccontati.
Daniela Francesca De Luca
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Ateneapoli – n.9-10 – 2026 – Pagina 9








