Ingegneria intitola un Laboratorio Didattico al prof. Carmine Landi

Da oggi il nome di Carmine Landi non identifica soltanto uno stimato docente universitario che ha vissuto il Dipartimento di Ingegneria di Aversa, ma sarà il nome di un Laboratorio Didattico Polifunzionale: un luogo espressione di futuro e crescita per gli studenti, valori incarnati dal professore salernitano.

Una data tutt’altro che casuale quella utile per la cerimonia del nuovo Laboratorio: il 25 settembre, infatti, il prof. Landi avrebbe compiuto gli anni. L’intitolazione dello spazio assume così il valore di regalo ideale a chi ha dedicato la propria vita alla formazione delle nuove generazioni e al contempo un riconoscimento a una figura che ha lasciato un’impronta indelebile di impegno e dedizione agli studenti. Tra i diversi interventi, infatti, non è mancata la voce di chi ogni volta seguiva le lezioni. “Tra i tanti aggettivi che possono descriverlo il più adatto è la disponibilità, non solo per la didattica, ma per prepararci al futuro”, ha ricordato uno studente.

Ad aprire la cerimonia è stato il prof. Daniele Gallo, che ha ricordato come sia proprio nella fase laboratoriale che i docenti, attraverso il contatto diretto con gli studenti, riescano a plasmarne la professionalità. A raccontarne ulteriormente il valore sono state le testimonianze dei suoi colleghi. Il prof. Giovanni Betta, tra i colleghi di più lunga data, ha rievocato gli anni della formazione e lo spirito tenace del professore: “quando leggo laboratorio didattico vedo Carmine. Era lui stesso un laboratorio vivente”. Sulla stessa linea il prof. Furio Cascetta che ha definito “atto dovuto” l’intitolazione.

“Una presenza incredibile – continua Cascetta – una persona che ci manca molto”. Nel suo intervento ha ricordato la dimensione affettiva e quotidiana e i confronti incessanti su misure e università durante i viaggi di lavoro. Tra gli interventi, non sono mancati anche quelli dei professori Giovanni Bucci e Giuseppe De Maria, i quali hanno ripercorso i passi della vita accademica condivisa. A chiudere, il Direttore del Dipartimento, prof. Alessandro Mandolini, che ha descritto il prof. Landi come una presenza vitale e costante.

Al termine della cerimonia, Marco Landi, figlio del docente scomparso, ha ringraziato la comunità tutta per l’affetto dimostrato nei confronti del padre e per il riconoscimento scientifico alla sua memoria. Le emozioni hanno accompagnato l’intera cerimonia, fino al momento del nastro. Un taglio dal sapore di futuro e amore, perché da oggi gli studenti di Ingegneria potranno usufruire di uno spazio che porterà il nome del prof. Landi e sarà concretamente messo a loro disposizione.

Un laboratorio tecnico didattico che si sviluppa su una superficie di 200 metri quadri progettato per integrare attività di metrologia elettronica analogica e digitale, strumentazione, acquisizione dati e prototipazione che permette di: eseguire misure elettriche, elettroniche e fisiche; progettare, montare e collaudare circuiti analogici, digitali e misti; acquisire e analizzare segnali tramite sistemi di misura; svolgere attività didattiche, test sperimentali e project work. Il laboratorio è definito polifunzionale perché la stessa infrastruttura supporta più tipologie di esperimenti, è dotato di 25 postazioni per coppie o terne di studenti complete di strumentazioni quali alimentatori duali da banco programmabili, oscilloscopi ad alta frequenza e risoluzione, generatori di funzione arbitrati, analizzatori di spettro e rete, sistemi di acquisizioni dati e ulteriori apparecchiature per le attività di laboratorio.
Rocco Capasso

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Ateneapoli – n.16 – 2026 – Pagina 34

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