Medicine and Surgery, da novembre Barbieri assume la presidenza del Corso. “L’internazionalità sempre più presente nella formazione”

Il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicine and Surgery della Vanvitelli si prepara al passaggio di presidenza: a novembre la prof.ssa Michelangela Barbieri subentrerà alla prof.ssa Maria Luisa Balestrieri. “Il bilancio di questi due mandati è quello di un percorso di crescita costruito attorno a un obiettivo preciso: formare un medico competente, capace di operare in contesti clinici multiculturali e globalizzati”, racconta la prof.ssa Balestrieri.

Un percorso che ha visto modifiche all’ordinamento didattico, una maggiore integrazione tra formazione teorica e pratica clinica e il rafforzamento delle competenze trasversali, dalla comunicazione medico-paziente alla gestione della cronicità, fino alla presa in carico delle persone fragili. Tra i risultati più significativi, la docente indica il coinvolgimento degli studenti nei contesti assistenziali fin dal primo anno e l’introduzione di attività didattiche elettive dedicate a temi come medicina di precisione, competenze digitali, prescrizione elettronica, medicina di prossimità e approccio One Health, che considera in maniera integrata la salute umana, animale e ambientale.

Laureati in corso, percentuale “superiore ai riferimenti territoriali e nazionali”

La centralità dello studente, spiega Balestrieri, ha rappresentato il principio guida dei due mandati. Il monitoraggio delle carriere universitarie ha consentito di individuare le difficoltà incontrate dagli iscritti e di attivare interventi mirati, attraverso il potenziamento del tutorato didattico e di quello alla pari nelle discipline più complesse. “La percentuale di laureati entro la durata normale del Corso, nettamente superiore ai riferimenti territoriali e nazionali, conferma l’efficacia di questo approccio”, sottolinea la docente.
Non sono mancate le difficoltà, soprattutto durante l’emergenza pandemica e le crisi politiche internazionali, che hanno interessato alcuni paesi di provenienza degli studenti. Per garantire la continuità della formazione sono stati attivati interventi di didattica integrativa, condivisione anticipata dei materiali e una programmazione flessibile delle rotazioni cliniche per il recupero delle attività pratiche.

Il 65% degli studenti è internazionale

L’internazionalizzazione è uno degli elementi distintivi del Corso. Negli anni i posti disponibili sono aumentati da 80 a 120: quelli destinati ai candidati dei paesi dell’Unione europea e ai non comunitari residenti in Italia sono passati da 40 a 70, mentre quelli riservati ai candidati non comunitari residenti all’estero sono cresciuti da 40 a 50. Secondo i dati forniti dalla Presidente eletta Michelangela Barbieri, oggi il 34% degli studenti è italiano, mentre il 65% è costituito da studenti internazionali, di cui il 57% extracomunitari e l’8% comunitari.

Le provenienze comprendono, tra le altre, Iran, India, Grecia, Pakistan, Israele, Iraq, territori palestinesi, Sri Lanka, Turchia, Stati Uniti, Spagna, Francia, Egitto, Regno Unito, Nigeria, Nepal, Messico e Marocco. “Questa pluralità non è soltanto un dato numerico: costituisce una risorsa formativa, perché abitua tutti a confrontarsi con culture, sistemi sanitari e prospettive differenti”, osserva Balestrieri. Alla presenza degli studenti stranieri si affianca quella di docenti internazionali, visiting professors e relatori invitati dall’estero, coinvolti in lezioni, seminari e attività didattiche.

Carlotta “uno scambio culturale che va oltre i libri di testo”

Carlotta Terzariol, studentessa italiana del quinto anno, originaria di Latina, racconta come si vive quotidianamente questa dimensione multiculturale. La scelta di trasferirsi per frequentare Medicine and Surgery è nata proprio dal desiderio di intraprendere un percorso di respiro internazionale, mantenendo un legame con la tradizione medica italiana. “Lavorare e studiare quotidianamente accanto a colleghi provenienti da tutto il mondo non solo migliora le competenze linguistiche, ma apre la mente a diversi approcci culturali ed empatici”, racconta. Un confronto che, secondo la studentessa, non si limita alla didattica: “Nel rapporto con i colleghi si crea uno scambio continuo che va oltre i libri di testo: impariamo a collaborare e a fare squadra superando ogni barriera”.

Un’esperienza che considera importante anche per la futura professione, nella quale la capacità di comunicare e lavorare in équipe multidisciplinari assume un ruolo fondamentale. Tra gli aspetti maggiormente apprezzati indica la disponibilità dei docenti e il contatto con la realtà ospedaliera. “Un’esperienza che mi ha colpito particolarmente è stata vedere la teoria studiata sui libri trasformarsi nell’approccio empatico al paziente durante i tirocini”, spiega. Non manca, tuttavia, l’impegno richiesto da un percorso di studi intenso: la gestione del carico didattico e l’adattamento ai ritmi della formazione medica rappresentano, per Carlotta, le principali difficoltà affrontate.

Potenziamento Ade e tutor clinici

Dalla formazione internazionale alla ricerca e all’innovazione: sono queste alcune linee direttrici del nuovo mandato. Michelangela Barbieri, che assumerà la presidenza a novembre, annuncia un percorso nel segno della continuità con il lavoro svolto da Balestrieri, ma individua anche alcuni ambiti di miglioramento. “Una delle priorità sarà promuovere una didattica sempre più partecipativa e centrata sullo studente”, afferma la docente. L’obiettivo è rafforzare l’utilizzo di metodologie attive, dal problem-based learning, l’apprendimento basato sulla risoluzione di problemi, alla discussione multidisciplinare dei casi clinici, fino alla simulazione. Strumenti attraverso i quali sviluppare non soltanto conoscenze teoriche, ma anche capacità di ragionamento clinico e di affrontare situazioni complesse.

Un altro obiettivo riguarda il rapporto tra la didattica e l’attività scientifica. “La ricerca non dovrebbe essere qualcosa che lo studente incontra soltanto alla fine del proprio percorso, in occasione della tesi, ma dovrebbe contribuire progressivamente alla sua formazione e, soprattutto, allo sviluppo di un approccio critico alla medicina”, sottolinea. In questa prospettiva le Attività Didattiche Elettive (ADE, percorsi formativi a scelta dello studente per personalizzare il piano di studi) potrebbero assumere un ruolo ancora più rilevante, avvicinando gli studenti alle frontiere dell’innovazione, dalla genomica all’epigenetica, dalla medicina di precisione alla sanità digitale.

La docente intende inoltre ampliare il coinvolgimento di professionisti e istituzioni attivi nella ricerca e nei diversi contesti assistenziali, anche internazionali. Un’attenzione particolare sarà riservata al rapporto con il territorio e le strutture sanitarie: “Per un Corso di medicina il territorio significa innanzitutto rete assistenziale”. Tra gli interventi indicati figura il potenziamento della rete dei tutor clinici, attraverso il coinvolgimento, accanto ai tutor universitari, di dirigenti medici del Servizio Sanitario Nazionale dell’AOU (azienda ospedaliera universitaria) Vanvitelli e dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. L’obiettivo è rafforzare il collegamento tra formazione universitaria e pratica assistenziale, offrendo agli studenti un’esperienza sempre più vicina alla realtà nella quale eserciteranno la professione.

A fare da raccordo tra il mandato che si conclude e quello che sta per iniziare è il coinvolgimento degli studenti. “La loro partecipazione, le proposte e anche le osservazioni critiche hanno accompagnato la crescita del Corso”, racconta Balestrieri, che individua nel consolidamento di una comunità accademica internazionale uno dei risultati più importanti dei suoi anni alla guida di Medicine and Surgery. Una comunità che Barbieri intende continuare a sviluppare: “non soltanto incrementando la mobilità e le collaborazioni con istituzioni accademiche e sanitarie straniere, ma facendo dell’internazionalità un elemento sempre più presente nella quotidianità della formazione”.
Daniela Francesca De Luca

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Ateneapoli – n.17 – 2026 – Pagina 29

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