Internazionalizzazione: “ad attrarre davvero sono i curricula in inglese”

Interi Curricula e un Corso di Laurea in lingua inglese, e in seconda battuta i Doppi titoli. Questi sono gli obiettivi per il futuro immediato dell’Orientale, in parte già avviati, se si parla di didattica e internazionalizzazione, al fine di rendere l’Ateneo più attrattivo per studenti stranieri. Sullo sfondo, le tensioni internazionali che non facilitano accordi e scambi, e le scelte strategiche che potrebbe prendere l’Ateneo per mantenere viva la propria vocazione cosmopolita.


Di tutto questo ha parlato con Ateneapoli il prof. Augusto Guarino, Prorettore vicario all’Internazionalizzazione, in vista dell’inizio dell’anno accademico, ormai imminente. “Ad attrarre davvero sono i curricula in inglese – spiega il docente – perché non parliamo di singole discipline, ma di percorsi interi. Attualmente ne contiamo tre, nel Corso di Letterature e Culture Comparate, Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa e Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa. L’obiettivo è di realizzare poi un Corso completamente in inglese e quello più vicino è proprio la Magistrale in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa”.

Quanto ai Doppi titoli – dovrebbero essere 7 attualmente quelli attivi – se rendere più strutturati quelli in essere o aprirsi a nuovi accordi, Guarino specifica: “sono importanti, ma coinvolgono numeri piccoli ed è difficile farli crescere, perché bisogna trascorrere un periodo lungo di permanenza all’estero. E questo impedisce anche l’attivazione di titoli congiunti, i joint degree, perché presupporrebbe che tutti gli studenti trascorrano un tempo del genere fuori, e per un Corso di Lingue o Scienze Politiche è quasi impossibile”.

Insomma, tra titoli doppi o congiunti e Corsi in inglese, questi ultimi hanno l’assoluta precedenza. In generale, Guarino ritiene che in merito all’attrattività di nuovi studenti, soprattutto stranieri, anche a causa di un calo demografico che stanno iniziando a patire gli Atenei italiani, si fatichi anche “per una politica contraddittoria, non solo in Italia. Esempio clamoroso è la Brexit, che ha provocato un crollo del numero di studenti nel Regno Unito. Da noi, da una parte per il nostro Ministero internazionalizzazione significa presenza di studenti stranieri nei nostri Corsi; d’altra parte le procedure per ottenere i visti diventano un tour de force inaggirabile in certi casi, sia per mancanza di personale nelle Ambasciate che per ostacoli di tipo politico-burocratico – i Ministeri degli Interni e degli Esteri osteggiano.

Noi, per esempio, abbiamo avuto studenti nordafricani a cui poi non è stato concesso il visto, dopo aver seguito un anno a distanza”. Le tensioni internazionali rendono ancora più tortuoso il cammino dell’università: “l’atmosfera complessiva è quella di una redistribuzione dei rapporti geopolitici con geometrie fino a poco fa insospettate, si sta parlando di deportazioni forzate. Tutto questo non ha a che fare con l’università, ma fa comunque parte dell’attacco frontale riservatole da certe leadership mondiali”.

L’Orientale, quindi, cosa può fare strategicamente in questa crisi? “A mio avviso – e ne ho parlato anche con la futura Rettrice, la prof.ssa Maria Carmela Laudando – ci sono due, tre cose da fare prestissimo: definire come utilizzare la quota di 30% di didattica a distanza. Sarebbe sensato che la utilizzassimo nei Corsi con una platea non locale, internazionale. Per esempio Lingue e cultura italiana per Stranieri, che potrebbe così avere tanti iscritti stranieri”. Non solo, come discusso anche durante la visita dell’Anvur, “la nostra università forse dovrebbe recuperare anche settori rivolti al territorio, e un caso di questo tipo potrebbe essere la Magistrale in Saperi umanistici”.

In una battuta: “simmetricamente bisogna essere più legati al territorio e alla sua tradizione, ma dall’altro capire come coniugare l’internazionalizzazione con percorsi innovativi”. Alla domanda su un eventuale ruolo che potrebbe ricoprire nella squadra della prossima Rettrice, dice: “innanzitutto ha sempre avuto il mio pieno sostegno, ma, come ho detto in campagna elettorale, per come si stanno prospettando le cose, sia a livello nazionale che internazionale, c’è bisogno davvero dell’impegno di tutti”.
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.15 – 2026 – Pagina 37

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