Buone notizie ad inizio anno accademico per la Scuola Interdipartimentale di Economia e Giurisprudenza (SIEGI): le immatricolazioni crescono per il terzo anno di fila. Ad annunciarlo è il Presidente, prof. Gabriele Sampagnaro, docente di Economia degli Intermediari finanziari. Un risultato che è soprattutto “una spinta a fare di più”, a cominciare dai luoghi: “La qualità della didattica resta il cuore della nostra attività, ma la vita universitaria è fatta anche degli spazi nei quali gli studenti trascorrono gran parte delle loro giornate”.
Perché, osserva Sampagnaro, “uno studente non cresce soltanto durante la lezione o davanti ad un manuale, ma anche negli ambienti che vive, nelle relazioni che costruisce, nel modo in cui riesce ad orientarsi nell’Università”. Da qui l’impegno a trasformare le sedi in “luoghi educanti, capaci di favorire partecipazione, autonomia e senso di appartenenza”. Il lavoro, prosegue il Presidente, passa dall’ottimizzazione degli spazi e da una maggiore attenzione ai bisogni reali degli studenti, con interventi che non sempre sono grandi opere: “A volte sono più visibili, altre volte sono piccoli aggiustamenti organizzativi, ma incidono tutti sulla qualità dell’esperienza accademica”.
Il banco di prova è Palazzo Pacanowski, sempre più frequentato “tra lezioni, ricevimenti, esami, sedute di laurea, attività amministrative e servizi”. Un “presidio formativo rilevante” della Scuola anche a Nola, dove sono attive le Lauree Triennali in Economia e Management e Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, attraverso il quale l’Ateneo porta la propria offerta “in un territorio ampio e dinamico”.
In bici all’Università
È in questa dimensione di un Ateneo distribuito su più sedi che si inserisce anche la recente dotazione di biciclette a Palazzo Pacanowski, messe a disposizione dall’Amministrazione centrale ed utilizzabili tramite app da studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo. “Può sembrare un intervento semplice, ma ha un valore importante – commenta Sampagnaro – Ogni iniziativa che consente di muoversi meglio tra le sedi aiuta la comunità accademica a vivere l’Università con meno difficoltà quotidiane, soprattutto in una città complessa come Napoli”. L’iniziativa, aggiunge il Presidente, è anche un modo “per promuovere una mobilità più sostenibile e più coerente con l’idea di campus diffuso che caratterizza la nostra realtà”.
La principale novità dell’anno accademico 26/27 riguarda però il versante dell’internazionalizzazione. Nel Corso di Laurea in Economia e Commercio è partito un percorso in lingua inglese, pensato per andare oltre “qualche insegnamento tradotto” e costruire “traiettorie nelle quali gli studenti possano formarsi fin dall’inizio in una prospettiva internazionale”. Una scelta dettata da un mondo in cui “mercati, istituzioni, imprese e problemi varcano sempre più spesso i nostri confini”. Il percorso apre anche la strada ai double degree con università straniere, tra cui quello in costruzione con la Shandong University of Technology, in Cina. “È una grande opportunità – spiega Sampagnaro – Permette di confrontarsi con un sistema universitario completamente diverso e di prepararsi a carriere che richiedono la capacità di lavorare in ambienti multiculturali”.
Ma partire non è per tutti, e non subito. Ecco perché, ad ottobre, la Scuola lavorerà, insieme all’altra Scuola dell’Ateneo, alla formazione dei docenti sui COIL, i Collaborative Online International Learning: una modalità didattica che mette in relazione, a distanza, studenti e docenti di università di Paesi diversi, chiamati a lavorare insieme su casi e progetti comuni. “Non tutti possono partire subito per un Erasmus o per un periodo di studio all’estero; proprio per questo bisogna ampliare gli strumenti a disposizione per favorire l’internazionalizzazione. Con i COIL si può fare”, osserva il prof. Sampagnaro. Un’esperienza che porta il confronto internazionale direttamente dentro l’aula: “In questo modo si formano gruppi eterogenei e si sperimentano approcci diversi alla soluzione dei problemi; sono competenze che vanno oltre il singolo esame, perché insegnano a comunicare, ascoltare e negoziare”.
In sostanza, non si tratta di iniziative separate: il filo che tiene insieme tutto, dall’ottimizzazione degli spazi alle biciclette, dai percorsi in inglese ai COIL, è, per Sampagnaro, il disegno di “una Scuola che deve offrire sì conoscenze solide, naturalmente, ma che deve anche creare le condizioni perché gli studenti crescano come persone e cittadini oltre che come futuri professionisti”.
Giovanna Forino
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Ateneapoli – n.17 – 2026 – Pagina 25







