Un nuovo coordinatore e una nuova fase per il Dottorato in ‘Testi, Tradizioni e Culture del Libro. Studi italiani e romanzi’. A guidare il percorso della Scuola Superiore Meridionale è il prof. Michele Rinaldi, ordinario di Filologia italiana che raccoglie l’eredità del prof. Andrea Mazzucchi, nel frattempo diventato Rettore della Federico II. Filologo formatosi interamente nel mondo federiciano, tra studi medievali, umanistici e moderni, Rinaldi ha dedicato una parte importante della propria attività di ricerca a Dante e alla cultura della Napoli aragonese. Il cambio alla guida del Dottorato apre ora una fase che lo stesso Rinaldi definisce “di potenziamento” per un percorso nato con una forte vocazione interdisciplinare e internazionale, che prevede per i dottorandi anche periodi di ricerca presso università, archivi e biblioteche straniere. Con il nuovo mandato si può fare il punto sul cammino compiuto e, soprattutto, sugli aspetti ancora da rafforzare.
“Innanzitutto – ha esordito Rinaldi – continuerò a incoraggiare e a promuovere la partecipazione alle selezioni di giovani ricercatori da parte di aspiranti provenienti da tutto il territorio nazionale. Inoltre, intendo potenziare le strutture e i luoghi della ricerca come il laboratorio MareLab e la biblioteca dell’area di Testi dotandoli di banche dati, motori di ricerca e attrezzature digitali avanzate per lo studio dei manoscritti e dei libri antichi. Devono ora lavorare a pieno regime, per coinvolgere quanti più allievi possibili, oltre che i dottorandi. I margini di crescita sono ampi. Cercherò di proseguire l’ottimo lavoro svolto dal prof. Mazzucchi, consapevole della difficoltà, ma in piena continuità con quanto già fatto fino ad ora, con l’intento di promuovere la crescita non solo di Testi ma della Scuola in tutte le sue componenti”.
Nel frattempo i dottorandi del 38esimo e del 39esimo ciclo si avviano alla conclusione del percorso, mentre quelli del 42esimo sono stati appena reclutati. Nel mezzo, quelli del 40esimo e del 41esimo sono nel pieno dello svolgimento. A tal proposito, Rinaldi cita qualcuno che sta trascorrendo o ha trascorso soggiorni interessanti all’estero.
“Sono tutor di un allievo che ha trascorso un anno alla Sorbonne di Parigi come studioso invitato. Ha fatto un percorso di approfondimento sul lavoro di tesi, ma ha avuto anche ottime opportunità sia di crescita linguistica sia per stringere una serie di relazioni con colleghi ricercatori, docenti; lo stesso discorso vale per altri che sono stati negli Stati Uniti, in Inghilterra. La Scuola incoraggia queste esperienze, che possono durare dai sei mesi a un anno, così come lo facciamo noi docenti, attraverso le nostre reti di conoscenze”, conclude Rinaldi.
Claudio Tranchino
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Ateneapoli – n.17 – 2026 – Pagina 24







