18 aziende, 300 studenti, 1.000 colloqui: i numeri del Job Day

Non aspettare la laurea per confrontarsi con il mondo del lavoro è la logica che guida il sistema di Placement dell’Università Suor Orsola Benincasa. Un impianto che trova conferma nei numeri, superiori alla media regionale e nazionale secondo l’ultimo rapporto AlmaLaurea: oltre il 91% dei laureati risulta occupato e più del 70% trova lavoro in Campania. “La nostra è stata tra le prime università dove il Placement è presente in tutti i Comitati di indirizzo”, spiega il dott. Ciro Strino, Responsabile dell’Area Servizi agli Studenti. Una presenza che permette di recepire le esigenze delle imprese e tradurle nei percorsi universitari: “Portiamo il nostro contributo e recepiamo i continui cambiamenti e le richieste che provengono dal mondo del lavoro”.

A seguire lo studente durante questo percorso è l’Area Servizi agli Studenti, che lo accompagna “dalla transizione scuola-Università fino all’inserimento nel mondo del lavoro”, attraverso “un team altamente qualificato in continuo aggiornamento e in costante contatto con gli Uffici omologhi degli altri Atenei”. Un lavoro che, nelle parole di Strino, riflette la visione indicata dal Rettore Lucio d’Alessandro nel piano strategico di Ateneo: “Una comunità di persone in continuo dialogo tra di loro: docenti, studenti e personale non docente”.
Il Job Day del 24 settembre è la traduzione concreta di questo lavoro: 18 aziende, circa 300 tra studenti e laureati e oltre 1.000 colloqui. “Abbiamo realizzato un evento che si tiene una volta all’anno, pensato sia per le aziende che per studenti e laureati”, racconta la dott.ssa Antonella Niglio, Referente per l’orientamento al lavoro del Dipartimento di Scienze formative, psicologiche e della comunicazione.

Prima del Job Day si parte dalle esigenze delle aziende: “Attraverso le aziende cerchiamo di fare anche un’analisi dei fabbisogni rispetto alla ricerca di lavoro per orientare l’incontro verso i profili richiesti”. Per Niglio, il valore dell’iniziativa è soprattutto nel legame tra i tre aspetti: formazione, tirocinio e occupazione. Un esempio arriva dai due recruiter aziendali intervenuti durante il Job Day, tra cui uno di Clayton Italia, entrambi ex studenti dell’Ateneo.

“Qualche anno prima erano dietro le quinte, erano studenti e hanno usufruito dei nostri servizi”, ricorda Niglio. Dopo il percorso universitario e le esperienze di stage, sono riusciti a farsi strada nel mondo del lavoro “grazie alla loro preparazione”, tornando oggi in Ateneo “protagonisti, questa volta dal lato aziendale”. L’edizione 2026 ha introdotto anche una novità nella gestione delle presenze. “Alle aziende sono stati forniti tablet attraverso i quali registrare i candidati e raccogliere i primi feedback, in attesa della rilevazione più completa tramite questionario”, spiega Niglio. Le prime impressioni sono state “veramente molto positive”, sia per “la qualità dell’evento” e “l’organizzazione della giornata”, sia per “l’efficacia dei profili in uscita”.
Giovanna Forino

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Ateneapoli – n.16 – 2026 – Pagina 42

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