Esami, l’appello di settembre posticipato a dicembre?

Niente più raccolta firme: sembra aver raggiunto un punto di svolta la questione degli appelli invernali tanto invocati soprattutto dagli studenti del vecchio ordinamento e dai fuori corso di Scienze Politiche.
Dopo i colloqui inventati per lo scorso mese di dicembre, che non sembrano essere stati graditi da tutti,  si pensa già ad una soluzione definitiva che metta un punto al problema.
“Nel Consiglio di Facoltà del 6 dicembre sono stati approvati i colloqui informali – spiega Francesco Lastaria, rappresentante di Sinistra Universitaria- per i ragazzi fuori corso e per gli studenti del vecchio ordinamento, però era tutto a discrezione dei docenti: il professore decideva l’entità di programma che si poteva discutere durante il colloquio e la validità dell’esame. Credo, comunque, siano stati sostanzialmente inutili”.
Sono molti gli studenti a chiedere una ridistribuzione del calendario d’esami che vede, oggi, raggruppate molte date fra i mesi estivi di giugno, luglio e settembre, mentre prevede solo due mesi invernali, gennaio e febbraio: “abbiamo in totale otto date d’appello- sottolinea anche Paolo Pane, rappresentante degli studenti di Confederazione- che non sono poche però, sono distribuite male. Vorremmo che venissero ripartite meglio sulla durata dell’anno accademico, perché tante date così vicine fra loro non servono a nulla”.
E una soluzione sembra proprio essere stata trovata durante l’assemblea degli studenti, indetta da Confederazione a novembre proprio per discutere la tanto scottante questione degli esami: “stiamo riguardando il calendario degli esami- racconta Luigi Inversi, Presidente del Consiglio degli Studenti- perché vorremo sfruttare meglio le date poco utilizzate: la nostra idea è di spostare la prima data di settembre, quasi inutilizzata dagli studenti, a dicembre. Si può, inoltre, impiegare il tempo ricavato a settembre per anticipare l’inizio dei corsi, in modo da lasciare spazio a dicembre per quest’altra seduta d’esame”.
Sembra essere, questa, una soluzione ideale che vede l’ottimizzazione dei tempi e delle risorse a vantaggio di tutti gli studenti: “stiamo lavorando  su questa proposta- continua Inversi- valutando bene gli umori di studenti e docenti anche perché non è facile modificare il calendario d’esami senza intaccare i programmi di nessuno, ma una volta ridisegnato il tutto non ci saranno più buchi nel calendario”.
Il progetto è ancora in corso d’opera, ma vede, già, il consenso di molti studenti, in una Facoltà che vanta un rapporto al 70% fra immatricolati e laureati annui e il cui numero di iscritti è arrivato a 4000. 
A questo proposito gli studenti di Scienze Politiche rivendicano anche la necessità di spazi per la costruzione di aule multimediali e aule studio: spazi che attualmente sono in gestione al Dipartimento di Scienze della Terra. “La Facoltà di Scienze è ancora presente nel Complesso di San Marcellino- conferma Rosario Pugliese, rappresentante degli studenti in Senato Accademico (Confederazione) -ma, recentemente, è stato raggiunto un accordo  di massima tra il Preside Feola ed il prof. Nardi, Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra”. Gli spazi liberati dovranno essere destinati ad una nuova aula studio, un’aula multimediale con circa 10 computer con collegamento ad internet, e ad ampliare la biblioteca: “questi spazi vanno a completare il nuovo assetto  della Facoltà – conclude Pugliese- che ha già visto una ridistribuzione delle aule in base alle esigenze dei corsi del nuovo ordinamento e che deve essere pronta ad accogliere un sempre crescente numero d’iscritti”.
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