LE DISCIPLINE DEL PRIMO ANNO di Viola Sarnelli

Storia della Lingua Italiana 
Prof. Francesco Montuori
“Vogliamo scioccare gli studenti: 
la lingua non è la questione noiosa che hanno imparato a scuola”

Il corso che fino all’anno scorso era di Linguistica italiana da quest’anno sarà Storia della Lingua Italiana, e pur non differendo nella sostanza dei contenuti, comprenderà però un numero maggiore di ore di lezione, 72, spiega il prof. Francesco Montuori, che terrà il corso in parallelo a quello della prof.ssa Bianchi – dato l’alto numero di iscritti a Lettere Moderne infatti gli studenti del primo anno vengono suddivisi anche quest’anno in due gruppi che seguiranno corsi paralleli in tutte le principali discipline. “Verrà affrontata principalmente la storia della lingua italiana ma anche altri due temi: da una parte l’italiano contemporaneo, con le sue strutture grammaticali, e dall’altra le interferenze tra l’italiano e le altre lingue parlate tradizionalmente sul territorio, cioè i dialetti. Verrà ritagliato inoltre anche un piccolo spazio monografico, in cui convergono questi tre aspetti principali analizzati durante il corso. Nel mio corso approfondirò ad esempio il gergo usato dalla camorra nell’800. Mentre la prof.ssa Bianchi approfondirà il rapporto tra l’italiano regionale e il dialetto a Napoli, sempre tra metà e fine ‘800”, illustra il professore.
Anche quest’anno il corso sarà al primo semestre del primo anno.
Ai nuovi iscritti il professore consiglia “di frequentare le lezioni, e soprattutto di farlo con spirito aperto alla discussione. Una delle maggiori difficoltà durante i corsi è proprio quella di interagire con gli studenti, spesso molto restii al dialogo, magari anche perché stanchi dopo una giornata piena di corsi”. Tra le scelte caratterizzanti del corso, il professore sottolinea “l’impegno a dare spazio, insieme all’analisi storica della lingua, anche alle strutture della lingua contemporanea, dell’italiano di oggi, per dare un quadro generico ma anche diverso da quell’idea di studio della lingua che può avere chi esce da scuola, non essendo abituato alla meditazione sulle forme in uso della lingua, a cogliere gli stimoli che possono dare le nuove forme. Ma vogliamo scioccare gli studenti dicendo loro che la lingua non è la questione noiosa che hanno imparato a scuola”. Quanto alla formazione presupposta, “la conoscenza del latino certo può avvantaggiare nella comprensione di alcuni passaggi”, ammette il professore

 
 

Storia della Filosofia 
Prof. Teodoro Tagliaferri
Nel corso si farà “scendere la filosofia 
‘dalle nuvole’, dove si ritiene 
comunemente abiti”
Il corso di Storia della Filosofia destinato agli iscritti al primo anno della triennale di Storia ha  un duplice obiettivo: “presentare le linee generali dello sviluppo della filosofia nel periodo che va grossomodo da Kant a Nietzche” e “offrire la possibilità di approfondire, con una parte monografica, un tema rilevante per lo specifico corso di studi. La scelta di concentrarsi sul periodo storico del tardo illuminismo deriva dal fatto che la conoscenza degli sviluppi di quel periodo è fondamentale per una buona preparazione culturale generale, e perché il codice professionale della storiografia contemporanea si fonda in quel periodo, negli ultimi decenni del XIX secolo. E la tradizione della Storia della Filosofia a Napoli, portata avanti da filosofi come Piovani ma anche contemporanei, come i professori Tessitore e Cacciatore, ha sempre insistito molto sull’importanza del rapporto tra storia e filosofia, anche nel determinare l’identità di molte altre discipline definite proprio in quel periodo”. 
La parte monografica quest’anno sarà incentrata sullo sviluppo e crisi della Filosofia della Storia, sempre nel periodo in considerazione. “Con la parte monografica vengono approfonditi – spiega il prof.Tagliaferri- soprattutto i punti di contatto tra la storia della filosofia in generale e la storia delle discipline su cui è incentrato il Corso di Laurea, fornendo elementi di fondazione storica delle diverse discipline, e facendo soprattutto scendere la filosofia ‘dalle nuvole’, dove si ritiene comunemente che abiti”.
Cosa consigliare agli studenti? “Per mia esperienza, gli studenti giudicano spesso l’esame di Storia della Filosofia un ostacolo. Di sicuro ci sono oggettivi elementi di difficoltà, ad esempio nel linguaggio tecnico. Ma quello che consiglio a tutti è di compiere ogni sforzo per seguire il corso, soprattutto le prime lezioni per capire di cosa si tratta. E invito coloro che sono davvero impossibilitati a farlo, ad esempio per motivi di lavoro, a contattarmi nell’orario di ricevimento, senza sentirsi in difficoltà: il docente ha tutto l’interesse ad instradare gli studenti verso una buona preparazione, non è una scocciatura”.
 
 

Letteratura Latina
Prof.ssa Antonella Borgo
“Ci saranno i tempi giusti
per leggere i testi con gusto”
Spera in un mutamento positivo con il Nuovissimo Ordinamento, la prof.ssa Antonella Borgo, che il prossimo anno terrà il corso del primo anno di Letteratura Latina a Lettere Classiche. “Diversi aspetti del triennio precedente erano troppo onerosi per i ragazzi: gli esami erano troppi e troppo ravvicinati, tanto che diventavano spesso inefficaci. A Lettere Classiche invece quest’anno ci sono solo 5 esami al primo anno, da 12 crediti ciascuno”. Anche il programma del corso di Letteratura Latina sarà più ampio, distribuito in 72 ore di lezione: “ci saranno i tempi giusti anche per leggere i testi, e per poterli leggere con gusto. Perché il senso di una laurea in Lettere, che non insegna un ‘mestiere’ specifico, dovrebbe essere proprio quello di insegnare a rapportarsi alle cose con uno spirito critico. Nel caso della Letteratura latina ad esempio, ora che sono aumentate le ore di lezione e di studio correlate, lo studente non dovrebbe fidarsi del giudizio dato dal libro di storia della letteratura, ma cercare il confronto diretto con il testo originale, cosa che dà anche una soddisfazione diversa”. Ma quali sono i presupposti necessari per affrontare al meglio il corso?
“L’esame di Letteratura latina si fonda su testi scritti in una lingua diversa dalla nostra, per cui la conoscenza della lingua è fondamentale. Nelle traduzioni infatti una buona conoscenza linguistica permette di capire direttamente tutto ciò che il testo offre, senza glissare sulle difficoltà linguistiche, e aiuta a memorizzare senza troppa fatica il contenuto”. Aver studiato latino al liceo “è sicuramente importante, anche se non vuol dire che sia assolutamente necessario”. Tra i consigli agli studenti la frequenza, “importante, anche per il contatto con l’università, che facilita di molto l’apprendimento. L’esperienza di un professore serve anche ad indicare ai ragazzi quali sono i punti di maggiore importanza o difficoltà di un testo, ad esempio se è un passo da ricordare perché avrà sviluppi ulteriori”.
 
 

Inglese
Prof.ssa Silvana La Rana
L’esame di lingua sarà annuale
“ma non può partire da zero”
Con la riforma gli esami di lingua valgono 12 crediti e quelli di letteratura 9. Il corso dell’esame di lingua sarà quindi annuale, da ottobre a maggio, “spezzato probabilmente da una prova intercorso a dicembre o gennaio, non obbligatoria ma utile per chi ha frequentato il corso, per esaminare la preparazione riguardante la prima parte del programma”, spiega la prof.ssa Silvana La Rana, Presidente del Corso di Laurea triennale in Lingue, che terrà il corso di Inglese per il primo anno.
Il corso “sarà composto da una prima parte di 28 ore di linguistica inglese, seguite poi da 96 ore di lingua. La prima parte darà una formazione teorica di fonologia, sintassi, mettendo a confronto la struttura linguistica dell’inglese, con l’articolazione sintagmatica dell’italiano. Seguono poi le 96 ore di esercitazione di lingua, circa cinque ore a settimana, che i ragazzi svolgeranno divisi in gruppi, con l’aiuto dei nuovi lettori madrelingua richiesti per inglese, spagnolo e tedesco”, spiega la docente.
E’ stato pubblicato in rete un test di autovalutazione, con l’aiuto del prof. Luongo, responsabile per l’Orientamento della Facoltà, per chi vuole iscriversi a Lingue, con domande di cultura generale in ambito linguistico e umanistico, per aiutare i ragazzi a capire in maniera autonoma se hanno un minimo di basi per intraprendere questo percorso. Un ulteriore aiuto proviene dai “corsi di autoapprendimento forniti dal Centro Linguistico di Ateneo, che sarà da quest’anno ancora più aperto agli studenti di Lingue che hanno bisogno di ulteriore supporto didattico”. Strumenti necessari perché, spiega la prof.ssa La Rana, il corso “non può certo partire da zero” per andare incontro al livello di chi non ha nessuna base di inglese, “si avrebbe solo un appiattimento del livello generale. Gli studenti insomma ci devono venire incontro: noi cerchiamo di dargli tutte le informazioni e il supporto possibile ma anche loro si devono dare da fare”. Sottolinea la docente: “spesso chi arriva qui è troppo abituato al modello scolastico, e quand’è così il primo anno rischia di essere duro. Ma poi al secondo si raddrizzano”.
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