Riforma: Studi Arabo Islamici e Lettere rinviano

“Abbiamo deciso di rinviare l’adeguamento al decreto 270 all’anno accademico 2009/10 perché nell’attuazione della riforma – denuncia il Preside della Facoltà di Studi Arabo Islamici, Agostino Cilardo – rischiamo di sparire come Ateneo”. Con Studi Arabo Islamici, anche la Facoltà di Lettere – probabilmente pure quella di Lingue – ha deciso di attendere. La riforma a L’Orientale dunque partirà certamente dal prossimo anno solo per Scienze Politiche. 
Restare nei limiti imposti dalla legge e al contempo non sacrificare l’offerta formativa: il dilemma. “Questa riforma va bene per un’università più generalista – commenta il Preside Cilardo – Noi, invece, ne restiamo schiacciati. Anche a Venezia stanno avendo alcune difficoltà ma in tono minore perché in realtà solo L’Orientale ha un’offerta didattica così differenziata e dei corsi così specifici che analizzano ogni singolo aspetto culturale delle aree oggetto di studio”. Secondo il decreto, all’interno di ogni Classe di laurea bisogna imporre per ogni Corso di Laurea un numero di 60 crediti comuni. “Noi abbiamo tutti Corsi di Classe 11 e prevedere  60 crediti comuni significa che non si possono differenziare le lingue. Si finirebbe, ad esempio, per studiare tutti inglese al primo anno e biennalizzare tutte le lingue orientali. Stesso discorso per la filologia o la linguistica. Avevo chiesto già il 28 novembre con una lettera al Ministero una deroga per questi parametri e ancora adesso sto procedendo in questo senso – spiega Cilardo – La mia richiesta è che, nell’ambito di questi parametri, non vengano considerate le singole lingue ma il settore lingue, non l’insegnamento specifico di filologia, ma il settore filologia, etc. Questo ci consentirebbe di avere un po’ più di spazio per conservare l’offerta delle varie lingue e culture che si studiano attualmente in questa Facoltà”. Un secondo intoppo: i 40 crediti che il 270 impone di differenziazione tra i singoli Corsi. “In ogni Corso, dunque – sottolinea il Preside – si dovrebbero inserire cinque esami per cinque settori specifici. A questo punto per noi il problema è che abbiamo alcuni settori che comprendono una serie di materie molto diverse tra loro e complementari. Noi riusciremmo a coprire i cinque settori ma sarebbe inutile dal punto di vista culturale per caratterizzare una Facoltà di Studi Arabo Islamici. Ad esempio, per quanto riguarda l’Africanistica in un solo settore ci sono tutte le lingue e culture africane. Quale scegliere? Per Islamistica vale lo stesso problema: si può citare una sola volta, dunque, per un solo esame. Storia, religione, lingua? Tutti gli insegnamenti riguardanti la cultura e la lingua islamica sono contenuti in un solo settore, ma certo uno studente di Islamistica non può sostenere un solo esame”. Anche in questo caso la richiesta avanzata dal Preside Cilardo al Ministero è chiara: “chiediamo che venga citato il settore non solo una volta, ma in base ai docenti di ruolo presenti per quel settore specifico. Ciascun docente per ogni settore ha la sua specificità, quindi, in questo modo si risolverebbe il problema”. 
“E’ una questione di tempo – sostiene, invece, la Preside della Facoltà di Lettere, Amneris Roselli – Riusciamo ad entrare nei parametri imposti dal Ministero ma essendo un restyiling molto importante abbiamo bisogno di rimandare tutto all’anno accademico 2009/10, per studiare meglio la situazione”. Garantire un minimo del 50% di docenti di ruolo per ogni Corso di laurea e differenziare i Corsi di Laurea all’interno di ogni Classe: non è un’impresa facile in una Facoltà con una grande pluralità di insegnamenti e di corsi che rientrano per la maggior parte nelle Classi 3 e 11. “Il problema è di utilizzazione dell’organico in relazione al fatto che abbiamo, comunque, molti Corsi di Laurea intrecciati tra loro ed anche ad altre Facoltà. Abbiamo, inoltre, Corsi che sono forti e stabili, ma hanno un numero di docenti che potrebbe diminuire. Stiamo cercando di attivare Corsi Interfacoltà per rientrare col numero di docenti e nello stesso tempo restare coerenti sui contenuti culturali”. Insomma “l’idea di fondo – conclude la Preside – è che comunque non si stravolga l’offerta didattica”. 
A Scienze Politiche,
tutto regolare
Meno imprevisti, invece, per Scienze Politiche. Assicura il Preside Amedeo Di Maio: “partiremo dall’anno accademico 2008/09”. La Facoltà è pronta dunque. Ma cosa cambierà per gli studenti?. “Non ci sarà una variazione sui contenuti culturali – tiene a precisare il Preside – Gli studenti troveranno solo dei piccoli adeguamenti che andranno a loro favore. La principale  novità è il massimale di esami che devono sostenere, ridotto ad un numero di 20 insegnamenti. La nostra Facoltà non ha dovuto limare troppo perché ha già ridotto gli esami nel corso di questi ultimi anni. I settori portanti restano gli stessi. Se ci sarà qualche modifica, questa riguarderà la programmazione che quindi sarà delineata in base alla richiesta degli studenti di un determinato insegnamento e, naturalmente, alla copertura finanziaria”.
Nelle Facoltà, decreto 270 a parte, proseguono le attività didattiche e seminariali. A Scienze Politiche si sta lavorando, in collaborazione con le Università di Venezia Ca’ Foscari e Roma Tre, ad un Master di II livello in ‘Management per la Cina’, che verrà ospitato a turno in ognuna delle tre sedi; quest’anno si partirà con Roma. A Lettere, invece, nel mese di dicembre è partito il quinto ciclo di Conferenze del Centro Studi sul Buddhismo; si articola in 13 incontri e consente agli studenti che lo frequenteranno di acquisire 4 crediti. A Studi Arabo Islamici si aspetta solo la reiterazione del Decreto n.207 in relazione alla chiamata di studiosi stranieri, per confermare l’arrivo del prof. Matthias Kappler. “Abbiamo chiesto la presenza come professore di ruolo per chiamata diretta al prof. Kappler, uno dei maggiori esperti di turcologia, in sostituzione della professoressa Saracgil, trasferitasi un anno fa, alla cattedra di Lingua e Letteratura Turca. La sua venuta rappresenterebbe di certo un vanto per la nostra Facoltà”, conferma il Preside. Il prof. Kappler, laureato alla Ca’ Foscari di Venezia, è attualmente associato presso il Department of Turkish and Middle Easter Studies dell’Università di Cipro a Nicosia. Intanto è atteso nella prima decade di febbraio il workshop su ‘Storia e Lingua delle popolazioni parlanti tigrino: Eritrea e Sudan’ (History and Language of the Tigre-speaking People), organizzato dal Dipartimento di Studi e Ricerche su Africa e Paesi Arabi e dalla Facoltà. Gli incontri si terranno tra giovedì 7 e venerdì 8 febbraio presso le aule di Palazzo del Mediterraneo, dalle 9 del mattino proseguendo nelle ore pomeridiane; fra i relatori, oltre ai tanti studiosi italiani, anche nomi illustri dall’estero tra cui Leonid Kogan, Jonathan Miran, Wolbert Smidt, Marie-Claude Simeone-Senelle, Seleh Mahmud Idris.
Valentina Orellana
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