Una giornata con gli studenti alle sedute d’esame

“Quali sono le domande? I voti sono bassi? Quanti bocciati?”. Queste sono solo alcune delle domande più frequenti che si sentono bisbigliare nelle aule dove si svolgono gli esami. 
Lunedì 14 gennaio: esame di Diritto Commerciale della cattedra del prof. Carlo di Nanni. La tensione è palpabile, mentre scorre l’appello si dà un’ultima occhiata al libro, è il momento di farsi avanti. Figura dell’institore, i conferimenti, le s.r.l., il capitale sociale, lo sconto bancario, i contratti di borsa, l’assegno, la natura del contratto bancario, questi alcuni degli argomenti più gettonati. Il primo studente dopo dieci minuti si alza e se ne va, bocciato. Sale ancora di più la tensione, questa è una cattedra molto temuta. I primi commenti. “Ogni volta è sempre la stessa storia – dice Chiara Palumbo studentessa della quinquennale – si può studiare fino all’inverosimile ma se la materia non la esponi con i termini tecnici ti bocciano. Si deve studiare solo a memoria”. Di parere concorde Mauro Testa: “Due volte bocciato, questa è la mia terza esperienza. Non credo di essere impreparato, sono i professori che pretendono troppo. Come faccio a ricordare tutto nei minimi particolari? Ci dicono sempre che non bisogna studiare a memoria, però quando vieni qui le cose le devi esporre con le parole del libro altrimenti ti bocciano”. Opinione molto diffusa tra gli studenti. Sembra che la maggior parte di loro archivi lo studio “pensato” per dare spazio a quello mnemonico. “E’ una sconfitta per tutti noi – incalza Roberta Schiavo – Dover imparare anche le piccole note richiede solo un lavoro di memoria. Io sono stata promossa oggi con 23 dopo che la scorsa volta sono stata bocciata perché imprecisa. Ecco, vorrei denunciare questo tipo di studio anche se poi è quello che ti permette di superare l’esame”. La maggior parte degli studenti che supera l’esame dichiara di aver capito l’argomento ma di aver imparato molti termini a memoria,  “altrimenti non si andrebbe avanti – spiega Carlo – dopo la seconda bocciatura, il libro lo impari a memoria per forza di cose…”. 
Commerciale 
con Guizzi, ambiente
più rilassato
Qualcosa di diverso invece lo notiamo durante gli esami di Diritto Commerciale della cattedra del prof. Giuseppe Guizzi. L’ambiente è molto più rilassato, la media dei voti è bassa ma il numero dei bocciati è inferiore. Il diritto dell’impresa, il diritto societario e le procedure concorsuali: i tre ambiti da cui non si può prescindere in sede d’esame. “Le domande non sono molto mirate – dice Vincenzo Lucci – e l’esame, seppur difficile, è fattibile. Ho aspettato che la cattedra ruotasse. I risultati oggi si vedono: sono stato promosso al primo appello con un bel 22”. Non manca anche un 27. “Ho studiato moltissimo – rivela Pamela – senza uno studio continuo non si va da nessuna parte. Non ci sono segreti, semplicemente ho studiato per otto ore al giorno per tre mesi, ecco la formula vincente”. Purtroppo non va bene proprio a tutti. L’appello di gennaio a volte è una lama a doppio taglio, se il professore non fa tornare a marzo, si rischia di perdere l’intera sessione. “Mi hanno bocciato – dice Mario Losteri – Forse non ero molto preparato, avrei dovuto provarci a febbraio. Purtroppo devo chiedere in Dipartimento se mi posso presentare a marzo. A quanto pare, per alcuni la prossima data sarà giugno, un vero problema oltre che una perdita di tempo”. 
Un esame invece che da sempre non desta preoccupazioni è quello di Diritto Costituzionale: semplice, chiaro, uno sguardo attento agli articoli della Costituzione porta il più delle volte a risultati positivi. Gli studenti del primo anno però fanno i conti con l’emozione. A gennaio il primo esame universitario si rivela decisivo, le aspettative sono tante, è il primo vero confronto della vita universitaria. Esami della cattedra del prof. Michele Scudiero: la mattinata non inizia con una buona prospettiva, ci sono molti bocciati, la maggior parte matricole. “Il professore e gli assistenti sono molto esigenti – dice Concetta Barone, al primo anno – io sono stata promossa con 24, ma molti miei amici sono stati mandati via per delle imprecisioni. Noi studenti del primo anno siamo troppo spaesati, gennaio è il nostro banco di prova e a nessuno piace fallire”. Le domande più frequenti riguardano gli articoli della Costituzione, i suoi principi e le modifiche. “Sono stata bocciata perché non ricordavo a quale articolo appartenesse la revisione costituzionale – lamenta Giusy – Mi sembra un po’ poco rispetto all’intero programma. Ma mi avevano avvertito, la cattedra del Preside è veramente quella più temuta”. Non tutti però sono dello stesso parere. “Studiare tanto,  il mio asso nella manica – dice Marco Amato – Sono stato promosso con 28 e i voti alti non sono mancati in questi giorni. Gli studenti che vengono bocciati o hanno sbagliato il metodo di studio o semplicemente non hanno studiato abbastanza”. 
Domande 
molto specifiche 
ad Internazionale
Esami di Diritto Internazionale della cattedra del prof. Massimo Iovane. Il principio di autodeterminazione dei popoli, la piattaforma continentale, il mare territoriale, le baie, l’adattamento del diritto italiano a quello internazionale, la CEE, funzioni dell’Onu: gli argomenti più richiesti. I colloqui sono brevi, ma le domande sono molto mirate e particolari. Non sempre è facile per gli studenti trovare risposta, occorre uno studio approfondito e continuo. “Sono appena stata promossa – dice Dina Di Meo – il voto non è quello che mi aspettavo, ma lo sapevo già. Ho seguito gli esami in precedenza e ho capito che nulla va sottovalutato, l’esame è molto difficile, non per l’argomento che tratta ma per le domande che vengono poste”. “A volte è una questione di fortuna – incalza Roberto – ma contano molto i dettagli. Le domande vanno tutte nello specifico. Io ho preso 28, ma è una rarità. Di solito non si boccia tanto, ma i voti sono molto bassi”. Tanti, troppi 20 e 23 si susseguono. “In due mesi prepari un buon esame – dice Pietro – ma devi studiare continuamente, pure le note vengono richieste. Questo ha fatto la mia differenza, soffermarmi sui paragrafi scritti in piccolo che sembrano quasi inutili, tutto ciò mi ha portato al mio 30”. 
Anche per l’esame di Diritto del lavoro sono i dettagli a fare la differenza. Esami della cattedra del prof. Francesco Santoni: prescrizione, precettazione, tutela reale, sciopero nei servizi pubblici essenziali, queste alcune delle domande. Gli studenti affrontano l’esame con tranquillità ed infatti i risultati si vedono: pochissimi bocciati e voti mediamente alti.  “In poco più di due mesi si riesce a studiare l’esame in modo completo – afferma Tania Mattera – Ho preso 28 studiando con costanza e determinazione. Il mio gruppo è stato promosso a pieni voti, bisogna prestare un po’ più d’attenzione alla parte della tutela e dei contratti atipici, è la più ostica”. “Non sono stato fortunato oggi – ribatte Salvatore Matarese – domande specifiche per una preparazione sommaria, dovrò ritornare a marzo ed esprimermi con termini più specifici durante il colloquio orale”. 
Risposte
secche a Privato
La giornata si conclude con gli esami di Diritto Privato della cattedra del prof. Nicola di Prisco, cattedra amata e temuta allo stesso tempo. Durante l’appello c’è chi fatica anche a rispondere, qualcuno vuole prendere tempo, ascoltare le domande e ritornare a febbraio. Le obbligazioni, la proprietà, il possesso, il matrimonio, l’identità personale, in linea di massima gli argomenti richiesti. Purtroppo in meno di mezz’ora il numero di bocciati sale vertiginosamente, voti bassi e lacrime oggi la fanno da padrone. “Ho studiato tanto, ma evidentemente in modo sbagliato – dice Valeria – i collaboratori preferiscono risposte secche e immediate. Solo in un secondo momento si passa alla parte generale. Un consiglio? Rispondere senza preamboli, se l’avessi fatto molto probabilmente oggi sarei stata promossa”. Non mancano però le soddisfazioni. “Ho preso 28 – dichiara Luca, sorridente – e tutti i miei sforzi sono stati premiati. Ad ottobre sono stato bocciato. Mi sono rimboccato le maniche seguendo in Dipartimento e alla fine i risultati si vedono. Oggi mi tocca consolare il mio amico che non ce l’ha fatta. Gli consiglierò la mia stessa strategia, tanto studio e pratica presso il Dipartimento, è li che si impara come rispondere in modo esauriente ad un’interrogazione”. 
Susy Lubrano
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