Psicologia continua a non conoscere crisi. Per la Triennale a numero programmato del Dipartimento sono stati 1.528 i candidati all’ammissione, 1.432 coloro che hanno poi affrontato la prova. Un entusiasmo che non si è spento con il test: “già nelle settimane delle immatricolazioni, precedenti all’inizio dei corsi, gli iscritti superavano quota 350. Abbiamo iniziato l’anno accademico saturando subito i 400 posti messi a disposizione”, informa la prof.ssa Maria Clelia Zurlo, Coordinatrice del Corso in Scienze e Tecniche Psicologiche.
Il dato, per Zurlo, è significativo: “significa che una larga parte delle matricole ha puntato subito sulla Federico II: siamo noi la loro prima scelta”. Merito, in parte, anche del passaparola: “Se funziona, significa che le persone lo comunicano tra di loro”. Infatti la fama del Corso supera già i confini delle aule: “Incontro spesso persone che non conosco e che sanno che il nostro è un percorso seguito con grande coscienziosità: qualcosa dovrà pur significare”.
Pesano anche le statistiche sulla continuità degli studi. “Abbiamo i tassi di abbandono più bassi d’Italia per la Psicologia e le percentuali più alte di passaggio dal primo al secondo anno: significa che gli studenti non si perdono”. E se ciò è possibile, prosegue Zurlo, è grazie ad “un lavoro costruito e monitorato negli anni insieme ai colleghi, con la disponibilità a verificare ciò che funziona e a correggere ciò che non va”.
Da questo spirito è nata anche la giornata di accoglienza, svoltasi alla vigilia dell’avvio dell’anno didattico, lo scorso primo ottobre, durante la quale le matricole hanno ricevuto gli strumenti per orientarsi. Primo fra tutti, il sito web del Corso. “Abbiamo 400 nuovi iscritti all’anno e complessivamente quasi 1.400 studenti: è fondamentale dunque avere un sito costantemente aggiornato”.
Orari, insegnamenti, programmi, esami a scelta, laboratori: tutto deve essere a portata di clic. La prima indicazione rivolta agli studenti del primo anno “è stata rinviarli a questo strumento di autonomia, che devono saper utilizzare”. Un’autonomia che serve anche a sfuggire alle cosiddette voci di corridoio che “confondono e disorientano. Bisogna risalire alla fonte, che non è ‘l’ho sentito dire’, ma ‘vado a vedere dove è scritto’”.
Accanto al web restano, naturalmente, “referenti, tutor e docenti, sempre a disposizione per chiarire qualsiasi dubbio”.
Il filo diretto con le matricole passa anche da una scelta molto concreta: i nuovi iscritti sono stati divisi in due gruppi – matricole pari e dispari – e invitati ad individuare uno o due rappresentanti, incaricati di tenere i contatti con i professori e con la Coordinatrice.
Ancora Zurlo: “Hanno il mio numero, così se succede qualcosa – per esempio: si rompe un microfono in aula – possono chiamarmi; io posso fare lo stesso con loro e in questo modo risolviamo tutto in tempo reale”. Per far partire l’anno armonicamente, la Coordinatrice aveva già incontrato i circa quaranta docenti del triennio sdoppiato, per condividere “le modalità di avvio delle attività e dare alle matricole tutti gli strumenti per inserirsi con gradualità”.
Il messaggio rivolto ai nuovi studenti: niente università vissuta da spettatori. “L’importante è che fin dal primo momento ci sia l’invito a seguire, a partecipare, a comunicare con i professori e tra loro: perché il confronto è parte della formazione”. È questa l’idea di Ateneo che la Coordinatrice ha consegnato alle matricole: “Il senso dell’università è creare una comunità che cammina avanti assieme. E il primo passo, per chi varca per la prima volta le porte della Federico II, resta uno solo: esserci”.
Giovanna Forino
Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli
Ateneapoli – n.17 – 2026 – Pagina 14







