Fondazione Imprese e competenze per il Made in Italy. “Viaggiamo in lungo e in largo per far capire ai ragazzi che le opportunità, se si cercano, si trovano anche nel proprio territorio”

Che cosa cerca oggi un’impresa? E quanto la scuola riesce a preparare i giovani per incontrare quelle richieste? Attorno a questo dialogo, tra banchi e aziende, si muove la Fondazione ‘Imprese e Competenze per il Made in Italy’, operativa dal 2025. “È un’iniziativa che nasce già nei due Ministeri promotori, il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e il MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito), con l’obiettivo di far dialogare il mondo delle imprese e del lavoro con quello dell’istruzione”, spiega il dott. Giovanni Brugnoli, Presidente della Fondazione, già Vicepresidente di Confindustria per il Capitale Umano. Un dialogo che punta a colmare il mismatch, ovvero “il disallineamento tra quello che cercano le imprese e quello che la scuola sforna”. Brugnoli definisce il fenomeno, al tempo stesso, “un disagio sociale e un danno economico”.

Il problema, sottolinea, attraversa tutti i settori, “dai servizi alla manifattura, all’artigianato, al commercio, all’agricoltura”, spinto anche da una trasformazione tecnologica che “ha comportato cambiamenti epocali: nuovi macchinari, nuovi modelli di interazione con personale e clienti, competenze da rinnovare costantemente”.
Da qui le iniziative, come i Job Day del ‘Giro d’Italia del Made in Italy’, tappe in cui gli studenti non si limitano a raccogliere informazioni ma si confrontano dal vivo con il mondo del lavoro. “Facciamo dialogare gli studenti con le società e con le associazioni di categoria – racconta Brugnoli – e durante la giornata facciamo sostenere loro il primo colloquio di lavoro in diretta, accanto ad un percorso su curriculum e ricerca dell’occupazione”.

Napoli è stata una delle tappe: lo scorso marzo, alla Stazione Marittima, hanno partecipato circa 400 studenti di dieci istituti, con oltre 300 colloqui realizzati in un solo giorno. “È stata una grande risposta dal territorio”, commenta Brugnoli, che legge nell’iniziativa “un’opportunità per far conoscere quante possibilità può offrire una scuola sempre più dinamica e vicina al mondo del lavoro”. Il tour continua tra Milano, Grosseto, Livorno, Lecce, Udine, Pescara, Bari, Siena: “Viaggiamo in lungo e in largo per far capire ai ragazzi che le opportunità, se si cercano, si trovano anche nel proprio territorio”. Un messaggio che guarda anche alla possibilità di contrastare la fuga dei giovani italiani all’estero, già dopo il diploma.

Accanto ai Job Day, il premio ‘Maestro del Made in Italy’ premia imprenditori capaci non solo di eccellenza produttiva ma di “trasferire il sapere nei confronti dei giovani e delle giovani”. Perché, ribadisce Brugnoli, “il Made in Italy non ha solo l’eccellenza di un prodotto o di un servizio, ma deve essere anche un collegamento strategico e profondo con il mondo della scuola”.

Lo sguardo della Fondazione si allarga anche all’istruzione tecnica e tecnologica e al sistema degli ITS (Istituti Tecnologici Superiori), in un momento in cui “le competenze richieste sono per lo più tecniche”. Un ambito, avverte Brugnoli, ancora percepito ingiustamente come “un’istruzione di serie B”, mentre può garantire “una qualifica professionale molto più importante, con l’ingresso nel mondo del lavoro già con delle retribuzioni maggiori rispetto a una persona che non ha quelle competenze tecniche”. Resta aperto anche il nodo della partecipazione femminile ai percorsi tecnico-scientifici: “Per un retaggio culturale le ragazze si approcciano ancora poco all’ingegneria, ma quando lo fanno ottengono risultati eccellenti”.

Ancora Brugnoli: “in sintesi, la Fondazione si propone come strumento a disposizione delle scuole, dei docenti, dei provveditorati e delle associazioni di categoria, per affiancare le attività proprie di ciascuno ed essere degli agevolatori di situazioni proattive verso i giovani”. E l’invito finale è diretto a loro: “Siate curiosi e non smettete mai di informarvi circa le opportunità che avete a disposizione”.
Giovanna Forino

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Ateneapoli – n.16 – 2026 – Pagina 5

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