Tesi di laurea, un ciclo di incontri sulle risorse in rete e sulla stesura della bibliografia

Una tradizione che va avanti da anni e si ripropone anche quest’anno per offrire agli studenti di Lettere Moderne e Filologia Moderna tutti gli strumenti necessari per eseguire una ricerca bibliografica corretta in vista dell’elaborato finale. Il Dipartimento di Studi Umanistici, tramite le attività di Tutorato, lancia ancora una volta “Bibliografia va cercando”, un ciclo di incontri che prenderà il via il 6 aprile, online su Teams (codice bm3zw5c), per un totale di sette appuntamenti fino a maggio. Ad accompagnare i partecipanti lungo il percorso, i Dottori di ricerca Ciro Roberto Di Luca e Sara Stifano. Una prima parte sarà dedicata alle risorse in rete per la ricerca bibliografica, a tutto ciò che la stessa Università mette sul piatto; mentre la seconda alla stesura della bibliografia, a consigli su come organizzare e strutturare il lavoro di tesi, particolarmente importante per tutti gli indirizzi umanistici. Chiunque abbia ottenuto un titolo universitario, passando per la stesura di un elaborato lungo 70-80 pagine, ricorderà bene le difficoltà iniziali nell’approcciare il programma Word, nell’inserire le note a piè di pagina, le citazioni, i margini, il testo giustificato, la ricerca dei testi di supporto. Quasi a chiedersi: ci vorrà un’altra laurea? No, basta seguire ‘Bibliografia va cercando’. “A proposito della prima parte – spiega Di Luca – questa avrà carattere espositivo. Dopo il primo incontro, che funge da introduzione, parleremo della ricerca dei luoghi fisici: le biblioteche. Ad esempio, consultando anche i siti internet, spiegheremo come rintracciare gli orari di apertura e di consultazione, come funziona quest’ultima. Sulla scorta dell’esperienza dell’anno scorso, a cura di altri colleghi, è emerso che uno dei punti più complicati è la consultazione dei cataloghi, come si chiede ad un bibliotecario l’allocazione di un testo. Sappiamo per certo che molti studenti chiedono opere senza conoscerne la precisa collocazione”. Chiariti questi aspetti, poi, si passerà alla seconda parte, a sua volta suddivisa in due momenti. Un primo, dedicato alla stesura dell’elaborato finale tramite Microsoft Word. “Sembra paradossale, ma nonostante i ragazzi siano parte di una generazione smart, spesso sono poco avvezzi a programmi specifici. Hanno difficoltà a paragrafare, inserire l’interlinea. Non è un aspetto da sottovalutare nei contesti universitari, dove spesso i docenti fanno molto caso a questi elementi”. Il secondo step consisterà in un focus sullenorme di redazione delle note bibliografiche, sia per quanto riguarda l’annotazione tradizionale che quella scientifica”. Gli ultimi due incontri, invece, avranno “un’impronta più pratica alla ricerca di feedback, ci rivolgeremo direttamente ai partecipanti provando a coinvolgerli nella risoluzione di possibili pietre d’inciampo nei meccanismi affrontati nelle lezioni precedenti. Ad esempio, un ipotetico ragazzo ha avuto un problema con la banca dati, come si potrebbe risolvere la cosa? Insomma, vogliamo dare ai ragazzi strumenti più versatili possibili”, conclude Di Luca.

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