1.050 posti a Farmacia

400 posti per il Corso di Laurea in Farmacia, 200 per Chimica e tecnologie farmaceutiche, 150 rispettivamente per quelli triennali in Controllo di qualità, Informazione scientifica sul farmaco ed Erboristeria: questi i numeri di cui la Facoltà di Farmacia potrà disporre dal prossimo anno accademico, dopo la delibera del Senato Accademico del Federico II che ha imposto il numero chiuso. “La carenza di docenti non ci ha fatto rientrare nei requisiti minimi previsti dal Miur”, spiega il Preside Ettore Novellino. A peggiorare la situazione, anche l’emergenza spazi, “che si sono notevolmente ridotti  dopo il boom di iscrizioni registrato negli ultimi quattro anni”.  
“La struttura che ci ospita – prosegue Novellino – è nata per accogliere 700 matricole. Lo scorso anno siamo arrivati a circa 1.500 iscritti: siamo al collasso”. Da quando Novellino è Preside, il corpo docente è passato da 60 a 105 unità, “un bel passo in avanti, ma non ancora sufficiente a sopportare la gran mole di studenti che ogni anno preferisce i nostri Corsi. Così, per raggiungere i parametri stabiliti dal Ministero, abbiamo bisogno di 90 docenti per 600 studenti, tra quelli dei CdL in Farmacia e Ctf”. Né è possibile mutuare docenti da altre Facoltà, Medicina per esempio, “perché Farmacia ha caratteristiche peculiari: potremmo ricorrere alla mutuazione solo per le materie di base, ma non per quelle caratterizzanti i vari Corsi di Laurea”.
A preoccupare il Preside, anche la mancanza di spazi idonei a ricevere tanti studenti. “All’inizio di quest’anno accademico – racconta Novellino – ho visto matricole in piedi in aula e perfino nei corridoi per seguire le lezioni: in questo modo, la qualità della didattica lascia il tempo che trova”. Per alleggerire il carico, la Facoltà confidava nella costruzione di un nuovo edificio, il corpo D, che avrebbe fornito aule per 500 posti. I lavori, purtroppo, sono attualmente fermi per mancanza di fondi. Va da sé che il ricorso al numero programmato alla Facoltà di Farmacia è stata una scelta dovuta oltre che obbligata.
Una via d’uscita, però, c’è: “confido nel rettore Guido Trombetti per avviare il finanziamento dell’edificio D e per aumentare il nostro corpo docente”, dice Novellino, che ragiona in questi termini: “si deve rispettare la volontà degli studenti ad iscriversi all’Università. Pertanto, sono due i parametri da considerare: da un lato, il loro diritto allo studio; dall’altro, il diritto al lavoro. In altre parole, l’Ateneo dovrebbe investire in quelle Facoltà dove si registra una maggiore tendenza ad immatricolarsi e più rosee prospettive occupazionali. Ritengo che la Facoltà di Farmacia rispecchi in pieno questi requisiti”.
Un’ultima annotazione: “posso assicurare che la data per il test d’ammissione sarà diversa da quella delle prove di Medicina. Ciò per garantire la libertà di scelta a tutti gli studenti”.
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