12.000 studenti all’inaugurazione di “Porte Aperte”

Oltre 12 mila presenze all’inaugurazione dell’edizione di Porte Aperte 2010, iniziativa di orientamento organizzata dal Sof-Tel Federico II e rivolta alle scuole superiori di Napoli e provincia che si è svolta il 22 febbraio presso il Complesso Universitario di Monte Sant’Angelo. “Il Sof-Tel si occupa di orientamento in entrata e in uscita”, spiega il prof. Luigi Verolino, Direttore del Softel, alle centinaia di studenti che hanno affollato l’Aula Magna. “Questa funzione  diventa sembra più importante per l’Università perché – aggiunge rivolgendosi ai docenti delle superiori – l’Università che abbiamo fatto noi è diversa da quella che faranno questi ragazzi, quindi, attenzione alle informazioni sbagliate!”. Per orientare correttamente il Sof-Tel presenta una serie di servizi. Non solo incontri come Porte Aperte, ma anche un sito web completamente rinnovato nel quale si possono trovare video di circa 30 minuti dedicati alle singole Facoltà, la radio F2 attraverso la quale verranno trasmessi dei programmi di orientamento, i corsi di preparazione ai test d’ingresso nelle varie Facoltà per 4.500 ragazzi. “Non bisogna dimenticare – sottolinea Verolino – che dall’anno scorso i test sono obbligatori per l’accesso a tutti i Corsi di Laurea: alcuni saranno selettivi, altri solo d’orientamento. Comunque hanno tutti il loro valore culturale e indicano le lacune. Quindi dopo l’esame di Stato mettetevi subito a studiare per i test!”.
Tanti i consigli su come effettuare la scelta della Facoltà offerti dai presenti all’inaugurazione. “Deve essere una scelta d’amore e non d’interesse – sottolinea il prof. Luciano Mayol, Presidente del Polo delle Scienze della Vita – Se scegliete in base alle possibilità di occupazione e non seguite il vostro cuore finirete per lasciare o cambiare Corso dopo uno o due anni. Nel caso in cui comunque riusciste a laurearvi, finireste per fare tutta la vita qualcosa che non vi piace e questo è davvero una tortura!”. Anche il prof. Luciano De Menna, ideatore di Softel che ha guidato per tanti anni, sottolinea: “lavorerete per tutta la vita. E già questo è un augurio visti i tempi che corrono, quindi dovete scegliere un mestiere che vi piace, perché fare qualcosa che non piace è una condanna che non conviene autoinfliggersi. Non esistono scelte infallibili, ma si possono seguire alcuni consigli. E’ una scelta personale che dovete vivere in maniera consapevole. Bisogna evitare il condizionamento ambientale. Poi bisogna verificare bene la propria scelta: siete sicuri che quello che credete è vero? Non fatevi fuorviare dall’idea della professione che avete in mente, ma accertatevene. Infine, dovete chiedervi se ne avete le capacità e le competenze: le competenze si possono anche acquisire, ma per farlo bisogna essere coscienti delle proprie lacune. In ultimo, non abbiate fretta, seguite i vostri ritmi. Dovete uscire dall’Università come persone diverse da come siete entrati. Il vostro studio deve formarvi. L’obiettivo non è solo superare l’esame, anche perché ci stiamo avviando verso un sistema in cui verrà abolito il valore legale del titolo di studio, quindi varrete per quello che saprete fare”. L’università come luogo di formazione e di 
crescita personale è il punto su cui fa leva anche il prof. Francesco Santoni, delegato all’orientamento per la Facoltà di Giurisprudenza: “all’Università non si va solo per studiare, ma per partecipare attivamente alla vita politica e sociale delle Facoltà, e della società nella quale vi dovrete inserire. Saranno gli anni più belli della vostra vita”. Gli fa eco il prof. Massimo D’Apuzzo, Presidente del Polo delle Scienze e Tecnologie: “dovete essere pronti a socializzare e ad affrontare la realtà con senso critico, perché è importante che non subiate passivamente tutto quello che vi viene detto, in quanto voi siete i futuri cittadini di questo Paese”.
Per alleviare il senso di sfiducia che spesso pervade i giovani, davanti a scelte così importanti e a sistemi a volte complessi, il prof. Mayol invita tutti a non ascoltare “i luoghi comuni. L’Università è un luogo dove i meriti vengono premiati. E’ l’unico vero ascensore sociale che io conosca”. E aggiunge: “per molte Facoltà ci sono test selettivi: dovete star certi che questi test vengono svolti in maniera assolutamente trasparente e corretta”. Ha illustrato gli interventi per il Diritto allo Studio il prof. Ugo Marani, Presidente dell’Adisu. 
La giornata ha previsto altri due momenti: l’allestimento degli info point e le presentazioni in aula delle Facoltà. Porte Aperte è proseguito il 23 e 24 quando, su appuntamento, le scuole superiori hanno visitato aule e laboratori delle tredici Facoltà dell’Ateneo.
Valentina Orellana
 
Tanta folla agli info-point ed agli incontri
Porte Aperte quest’anno ha attirato almeno il doppio delle scolaresche che  nelle scorse edizioni. Ingorghi all’ingresso del Complesso Universitario; folla tra i corridoi dei Centri Comuni e nelle aule destinate alla presentazione delle singole Facoltà, novità introdotta quest’anno; ressa anche negli spazi espositivi. I Corsi più gettonati continuano ad essere Medicina ed Ingegneria (file di ragazzi per avvicinare i Presidenti di Corso di Laurea per l’occasione tutti riuniti in un’aula). Ma si registra tanto interesse presso tutti gli info-point allestiti su tre piani, uno per ogni Polo. “Abbiamo ricevuto  parecchi ragazzi – spiega Antonella Fienga, ufficio orientamento di Biotecnologie – La maggioranza era interessata a conoscere gli sbocchi occupazionali e la figura del biotecnologo. Molto interesse poi per gli esami, la struttura del corso, ma soprattutto per il test d’ingresso. Diversi ragazzi ci hanno chiesto come si fa per passare poi a Medicina, o qual è la differenza tra noi e Biologia: insomma c’è un po’ di confusione”. Idee un po’ confuse anche per chi si rivolge all’info-point di Scienze. Confessa Manuela Carvi: “la maggior parte dei ragazzi ci chiede cosa fa un laureato in Scienze, così noi dobbiamo spiegare loro la differenza tra Facoltà e Corsi di Laurea”. La confusione sembra essere di casa se anche Valeria Merolla, ufficio orientamento di Sociologia, racconta: “confondono sempre i Corsi di Laurea in Sociologia e Psicologia. Comunque gli studenti chiedono chiarimenti sulla figura e gli sbocchi occupazionali del sociologo”.
Una giornata come questa, dunque, può essere davvero utile per spazzare via i dubbi sul complesso mondo universitario reso ancora più confuso dalle tante riforme. Francesco, del Liceo classico Giordano Bruno di Maddaloni, ci chiede, ad esempio, “ma le lauree magistrali non erano quelle quinquennali? E se adesso le Specialistiche si chiamano Magistrali, le vecchie Magistrali come si chiamano?”. Rosalia e Ursula, Liceo Scientifico di Pomigliano, ritengono davvero utile l’iniziativa: “siamo riuscite a parlare con un Presidente di Corso di Laurea di Ingegneria che ci ha spiegato parecchie cose che non sapevamo”. “Se sei già indirizzato verso una specifica Facoltà, riesci a raccogliere informazioni, diversamente è impossibile perché c’è troppa gente”, commenta Luca, Liceo scientifico Labriola. Un inconveniente lamentato un po’ da tutti è stata propria la confusione dovuta al sovraffollamento, che ha creato problemi non solo durante la conferenza di apertura, ma anche agli sportelli e nelle aule. “Forse si sarebbe dovuto sviluppare l’incontro su due o tre giorni perché questo sovraffollamento crea difficoltà nel veicolare il messaggio”, dicono i professori del Mercalli,  Fiorellino e Cecere Palazzo. Concordi anche i colleghi Palmiero e Cavaliere, che aggiungono: “è encomiabile l’impegno profuso nell’iniziativa ma va rivista l’organizzazione, anche per questioni di sicurezza”. Lamentele anche da alcuni studenti che, come Lucia e Federica dell’ITIS Marconi di Torre Annunziata, non riescono a trovare l’aula di Medicina, da Carla e Marcella del Liceo Classico di Maddaloni che non sono riuscite a seguire l’incontro di Lettere. C’è anche chi, come Antonio e Gennaro, sempre di Maddaloni, fa notare: “allo sportello di Medicina erano finiti i depliant”.
Soddisfatto il prof. Verolino
“Il mio giudizio sulla giornata non può essere che positivo”, commenta il prof. Luigi Verolino – Porte Aperte ormai è un appuntamento che le scuole si aspettano e sono sempre di più quelle che vi vogliono partecipare”. Quest’anno sono state ben 124 le prenotazioni arrivate dalle scuole di Napoli e  provincia, con una presenza anche di istituti della provincia di Caserta e Avellino. “Sono stato contento di vedere finalmente i delegati delle scuole, i docenti, interessati, attenti, in prima fila, pronti a chiedere informazioni. Hanno finalmente capito che l’università non è più come se la ricordano e che hanno bisogno di ricevere notizie da noi per fare orientamento: hanno fatto un bagno d’umiltà! Purtroppo si nota l’assenza della dirigenza scolastica: la scuola è presente con le sue membra vive, docenti e studenti, ma mancano i dirigenti. Esiste ancora un diaframma che si deve abbattere tra scuola e università, e questo gap crea problemi anche nella didattica”. Grande successo anche per la novità di dedicare un’aula ad ogni Facoltà. Dall’altro lato della medaglia, però, il prof. Verolino non nega che ci sono stati dei problemi di carattere logistico: “l’università manca di grandi spazi. Anche se Monte Sant’Angelo è un complesso nuovo, non abbiamo aule per più di 150 posti. La stessa Aula Magna non è capiente a sufficienza”.
 
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