Sogni e timori dei laureandi

Ad un passo dalle sedute di laurea del mese di marzo i laureandi si raccontano. Sono tanti i sogni, i progetti e le speranze di chi si appresta a tagliare l’ultimo traguardo. “La mia seduta di laurea è fissata per il 16 – dice Maria, 26 anni, tesi in Diritto Processuale Penale – Sinceramente non so cosa aspettarmi. L’ansia però è maggiore che agli esami”. I progetti post-laurea: “potrò iscrivermi all’albo dei praticanti solo da novembre, a questo punto sto valutando la possibilità di frequentare un Master”. Ultimo esame di Maria: Diritto Commerciale. “L’ho ripetuto due volte – racconta – proprio non riuscivo a fissare i concetti, la disciplina richiede una mente ben allenata alla memoria. Con la bocciatura ho perso circa due sessioni, avrei potuto laurearmi entro novembre se mi fosse stata concessa la possibilità di ripetere l’esame in breve tempo”. Progetti per il futuro? “Spero di lavorare in uno studio di Diritto Penale, ma non voglio pormi dei limiti fin da ora. Quel che più mi preme è trovare un lavoro e cominciare ad essere economicamente indipendente. La strada è in salita, ma chi come me ha studiato alla Federico II è abituato a tutto, la vita fuori non mi spaventa”. Fabrizio, laureando in Diritto Internazionale a fine marzo, afferma: “dopo 8 anni di ‘lavori forzati’ all’università, non vedo l’ora di affrontare il mondo del lavoro, quello vero, che si trova all’esterno delle mura federiciane”. Idee molto chiare per quanto concerne il futuro: “ho in previsione un Master all’estero, mi piacerebbe apprendere una nuova lingua e poter comparare il diritto italiano a quello straniero. In realtà studiare a Londra è da sempre il mio sogno più grande, sono sette anni che ogni estate lavoro per potermi pagare, alla fine degli studi, un Master internazionale”. E la carriera d’avvocato? “Non m’interessa – esclama lo studente – per ora vorrei affrontare la carriera diplomatica e, se non dovesse andar bene, proverò nella Pubblica Amministrazione. Mi piacerebbe comunque rimanere nell’ambito estero, sempre al di fuori dei confini italiani”. Chi invece sogna di entrare nel mondo del diritto civile partenopeo è Claudio, tesi in Diritto del lavoro da discutere il 17 marzo. “Da anni sogno di varcare la porta del Tribunale, mi sono iscritto a Giurisprudenza proprio per il senso di lealtà che mi contraddistingue. So che magari la realtà quasi sempre è diversa da come la si immagina, ma non mi abbatto”. Impegnato nella ricerca di uno studio legale presso cui fare pratica, per ora è intento a ripetere la tesi: “ho dato il mio ultimo esame a gennaio, Procedura Civile II, un incubo. Per fortuna è andata bene al primo colpo. Però tantissimi colleghi hanno dovuto rimandare la laurea perché bocciati. A febbraio ho sostenuto l’idoneità di lingua tedesca, anche in quel caso sono stato fortunato, la non ammissione mi avrebbe posticipato la laurea di ben 4 mesi”. L’esame più amato? “Diritto del lavoro, Diritto civile e Diritto penale: questi gli esami che mi porto nel cuore. Docenti disponibili e argomenti affascinanti per chi come me sogna di indossare la toga”. Un po’ di timore per la discussione della tesi: “devo ancora sviscerare qualche argomento, sono un perfezionista ed ho sempre paura di fare brutta figura”. Dieci anni di studio intenso per Francesca, laureanda quadriennale a fine marzo in Diritto Amministrativo: “finalmente dopo anni di studio mi avvio al traguardo. Le mie aspettative sono mutate col tempo, se dieci anni fa sognavo aule di tribunale e toghe nere, adesso, alla soglia dei 30 anni, voglio solo un lavoro stabile”. Appassionata di materie pubblicistiche, Francesca vorrebbe entrare a far parte del Tribunale Amministrativo Regionale. “Una mera utopia, un sogno inaccessibile vista la lunghezza dei tempi d’ammissione. A questo punto non so se avrò ancora la pazienza necessaria”. Bocciata in tre sessioni diverse all’esame di Procedura Civile, la studentessa ha attraversato diverse zone d’ombra, prima di ritrovare la serenità. “Alla terza bocciatura volevo mollare tutto, mi sentivo un incapace e sono stata ferma per un intero anno. Poi ho capito che non potevo stare a guardare, mi sono rimboccata le maniche e con grande sforzo sono riuscita a superare ad uno ad uno tutti gli ostacoli”. Progetti imminenti? “Per adesso c’è quest’ultima emozione da assaporare, il momento della discussione della tesi, la proclamazione, attimi che da sempre ho sognato di vivere. Subito dopo una bella vacanza e poi alla ricerca di un lavoro, aspettando novembre per l’iscrizione all’albo dei praticanti. Il futuro è una grande incognita, fa un po’ paura, ma dopo tanti anni sui manuali hai davvero voglia di vivere il mondo reale e rapportarti a quello che finora hai semplicemente studiato”. 
Susy Lubrano
 
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