“Abbiamo scelto la strada della qualità”

“Siamo l’unica Facoltà di Scienze Politiche che è gemmata non da Giurisprudenza, ma da Lettere. Proponiamo come seconda lingua straniera obbligatoria un insegnamento extraeuropeo. Offriamo una formazione orientata a chi desideri lavorare nell’ambito delle relazioni internazionali, piuttosto che nella pubblica amministrazione”. Ecco le peculiarità della Facoltà di Scienze Politiche de L’Orientale, secondo il Preside Amedeo Di Maio.
Le materie del primo anno: “sono le discipline di base. Ovvero: Economia politica, Statistica, Storia moderna o contemporanea, Scienza politica. Poi una delle due lingue obbligatorie”. 
Gli iscritti sono circa 3000; gli immatricolati, negli ultimi anni, in media 400. “Altri puntano sul marketing, sulla relazione stretta col politico di turno – riflette il Preside – Questo è il Paese in cui un eminentissimo esponente del governo va ad inaugurare un’università legata al Cepu. Noi di Scienze Politiche dell’Orientale, per la verità, abbiamo scelto un’altra strada. Quella della qualità”. Garantita, è ancora il docente che parla, dalla presenza in organico di docenti e ricercatori il cui valore è riconosciuto a livello internazionale. “Cito un paio di esempi – aggiunge il Preside – Il prof. Giorgio Amitrano, che in Facoltà insegna Lingua e Letteratura giapponese, è il traduttore italiano di Banana Yoshimoto; Maurizia Sacchetti, un’altra collega, è la direttrice italiana dell’Istituto Confucio”. 
Agli immatricolandi, il Preside dice: “Chi non legge un giornale, non ha curiosità verso il mondo che lo circonda, non s’informa sull’attualità, non venga da noi. L’altro consiglio, perfino banale, è di iniziare da subito a frequentare i corsi. Non è un Corso di Laurea che si possa fare da casa”. Le lezioni inizieranno nella prima settimana di ottobre e si svolgeranno, per la Laurea Triennale, a Palazzo Giusso. E’ una delle sedi storiche dell’Ateneo e si trova a pochi passi da via Mezzocannone, nel cuore della zona universitaria.
Sia pure nel contesto di una difficile congiuntura economica, il Preside ritiene che le prospettive dei laureati non siano negative. “Ovviamente – premette – suggerisco di conseguire anche la Laurea Magistrale, dopo il triennio di primo livello. Per chi studia, acquisisce strumenti, esperienza e conoscenze linguistiche, la laurea in Scienze Politiche all’Orientale è un’ottima carta da giocare nelle istituzioni internazionali, nella cooperazione e nella carriera universitaria”. Conclude citando un episodio: “Quest’anno i nostri allievi hanno partecipato ad una gara all’Onu. Si trattava di simulare una mozione. Quella che hanno preparato riguardava lo Yemen ed ha vinto. Concorrevano 300 università”.
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