“È un’Università a cui bisogna essere fieri di appartenere”

È un benvenuto dai toni concisi e molto pragmatici quello che il Rettore Massimo Marrelli dà agli studenti che stanno per iscriversi alla Federico II: “I ragazzi devono capire che probabilmente incontreranno delle difficoltà, dei disservizi, che troveranno problemi contro cui dovranno combattere, che non sempre saranno contenti dell’organizzazione di Ateneo, ma che quando usciranno da qui potranno dire con orgoglio di essersi laureati alla Federico II. Non sarà facile da noi, insomma, ma questa è un’Università a cui bisogna essere fieri di appartenere. La cravatta della Federico II apre molte porte nel mondo del lavoro e in quello della ricerca, perché è sinonimo di eccellenza”.
Non basta ricordare che stiamo parlando dell’Università statale più antica d’Europa, con una fondazione che risale al 1224, che sono tre i presidenti della Repubblica Italiana laureati alla Facoltà di Giurisprudenza di questo Ateneo, che nei  suoi corridoi, da docenti o discenti, hanno camminato filosofi, economisti, scienziati, medici, letterati che hanno dato lustro al Paese, come, tanto per citare qualche nome, Renato Caccioppoli, Antonio Cardarelli, Benedetto Croce, Gaetano Filangieri, Ettore Majorana, Francesco Nitti, Giambattista Vico. Bisogna sottolineare anche le eccellenze che tutt’oggi contraddistinguono il lavoro svolto alla Federico II, come evidenzia l’ultima classifica dell’URAP (University Raking by Academy Performance) che posiziona l’Ateneo federiciano al 5° posto in Italia e 107° al mondo per la ricerca, come tiene a ricordare il Rettore Marrelli, ormai al termine del suo mandato, citando la Silver Medal dell’International Combustion Institute assegnata al professore Andrea D’Anna e al dottore Mariano Sirignano del Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale, premio di grande valore internazionale che riconosce la migliore pubblicazione scientifica al mondo degli ultimi due anni.
Si può andare fieri anche del ruolo che la Federico II svolge in quella che è considerata la ‘terza missione’ dell’Università, cioè contribuire praticamente allo sviluppo sociale, economico e culturale dell’Umanità, se proprio in queste settimane il Rettore è ritornato dall’Uganda, dove è in corso di svolgimento il progetto Gulunap, per dare vita ad una Facoltà di Medicina nel nord del Paese africano e offrire gli strumenti per contrastare l’alto tasso di mortalità.
Il prof. Marrelli, che a breve lascerà il timone al prof. Gaetano Manfredi, pensa di poter dire di lasciare un’Università in buona salute: “Abbiamo fatto molto in questi ultimi quattro anni. Lascio la Federico II, però, a metà del guado. Le modifiche alla struttura di Ateneo, l’adeguamento dello Statuto sono cose fatte; adesso il nuovo Rettore dovrà adeguare la macchina amministrativa”,  afferma. Un’esortazione agli studenti: “partecipare alla vita accademica, perché questa vuole essere un’Università dove la partecipazione diventa cruciale. Non è più tempo delle sole lezioni ex cathedra, di seguire i corsi ed andar via. Ora  bisogna imparare facendo”. 
Così anche il sito web sarà rinnovato, seguendo quelle che sono le nuove tendenze riguardo i social, con la gestione dei servizi diretti e la possibilità di creare blog personali. “Andate a dare un’occhiata e diteci cosa ne pensate”, l’invito del prof. Marrelli.
Valentina Orellana
- Advertisement -




Articoli Correlati