“Home Green Home”, la Start Up di tre studentesse

Tre ragazze – Gabriella Russo, Michela Russo e Francesca Partipilo, della Triennale in Mediazione Linguistica e Culturale, sono state le ideatrici della start up “Home Green Home”. Tutto è partito da un lavoro di gruppo durante le lezioni di Economia e Gestione delle Imprese Internazionali, tenuto dalla prof.ssa Fabiana Sciarelli: “durante il corso coinvolgo i ragazzi in attività che possano stimolare le loro idee, come quella di elaborare un business plan su sviluppo e cultura o idee di impresa culturale”. Le tre studentesse si sono molto incuriosite, attraverso la lettura di vari articoli sul tema, alla situazione che vive il villaggio di Dadaab, al confine tra Kenya e Somalia, che da anni si è trasformato in un campo profughi: ospita circa 350 mila persone. Questo campo è definito una “discarica a cielo aperto”. Gli stessi profughi del villaggio, però, si sono organizzati, con macchinari e tecniche un po’ rudimentali, per il riciclaggio dei rifiuti, della plastica in particolare. Sembra che realizzino dei veri e propri mattoni di plastica riciclata compattata. Perché non utilizzarli come nuovo materiale per la costruzione di piccole abitazioni, che vadano a sostituire baracche e tendopoli? L’idea delle studentesse che si sono poi messe in contatto con colleghi di altri Atenei, alcuni di Architettura, che hanno dato una mano per quanto riguarda il lato più pratico della realizzazione del progetto. La scoperta: adattando i pannelli alle alte temperature del posto, un progetto di questo tipo potrebbe davvero essere fattibile e a basso costo, poiché tutto viene prodotto in loco. Durante il corso della prof.ssa Sciarelli le ragazze – che hanno superato l’esame a pieni voti –  hanno avuto tutti gli strumenti per l’elaborazione del loro business plan. Da lì l’idea dei professori Sciarelli e Giuseppe Lucio Gaeta, docente all’Orientale di Scienza delle finanze e di Economia dei beni culturali, di far partecipare questo progetto al bando campano Start Up Cup, che tra i temi aveva anche quello di sviluppare dei progetti per il sociale. Nella sua categoria, il progetto delle ragazze ha vinto il premio di 1500 euro, oltre che un ottimo posizionamento sulla classifica generale. “Lo trovo un ottimo risultato, per le studentesse, per noi professori un motivo di orgoglio, ma anche per l’università stessa, che per la prima volta ha partecipato ad un bando che ha sempre visto come protagonisti più i Dipartimenti di ambito scientifico, come Architettura o Ingegneria, che non quelli di ambito umanistico”.
Già altre volte il corso, sottolinea la docente, ha reso consapevoli  gli studenti “che possono farsi promotori di una propria attività”. E racconta il caso di   “Yanping Xia, che ha avviato una ditta individuale di Personal Trip Organizer per turisti cinesi facoltosi: realizza dei pacchetti viaggio personalizzati, su budget consistenti, per viaggi di lusso qui a Napoli e nei dintorni”. Un’idea innovativa che si traduce in opportunità lavorativa, “senza necessariamente doversi spostare altrove”.
Novità: sarà il prof. Gaeta a coordinare il bando Start Up Cup per il prossimo anno.
Agnese Salemi
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