“Motivazione, concentrazione e impegno” per affrontare Analisi Matematica ad Ingegneria

Diamo un’occhiata ad Analisi matematica, il temuto corrispettivo del Diritto privato a Giurisprudenza, che di anno in anno mette sul chi va là anche gli studenti più temerari, “non perché sia complicato di per sé – come racconta la prof.ssa Adele Ferone, associato di Analisi matematica 1 – ma perché mancano spesso le competenze di base e questa, mi duole dirlo, è una pecca a livello di sistema scolastico”. E se questo è vero per alcuni curricula più professionalizzanti, il dato si abbassa sensibilmente per gli altri: “gli studenti che si iscrivono a Ingegneria aerospaziale, meccanica, informatica e indirizzi similari sanno che si tratta di Corsi di Laurea molto impegnativi, per cui sono molto motivati e abituati a un ritmo di studio incalzante”, dice la prof.ssa Ferone. Analisi matematica 1 non necessita di prerequisiti “perché per colmare eventuali lacune nella preparazione degli studenti inizio con lo spiegare addirittura le addizioni tra frazioni, argomento che si affronta al liceo. L’impegno di noi docenti è quindi costante nel cercare di rendere più semplice il percorso degli allievi, di cui comprendiamo le difficoltà e le esigenze”. Con la didattica a distanza, anche questa disciplina si è dovuta piegare alle istanze telematiche: “sebbene ritenga che l’erogazione della didattica da remoto abbia fornito un’ottima opportunità all’università italiana, non si può dire lo stesso per la modalità di svolgimento degli esami. Analisi matematica 1 è un esame che si svolge prevalentemente in forma scritta e nelle prime fasi della pandemia gli studenti erano costretti a scrivere sul quaderno e ad esibire l’esercizio svolto in webcam, cosa che richiedeva molto tempo e comportava dei fastidi. Andando avanti, quindi, è stato necessario che si procurassero una tavola grafica e finalmente il processo si è semplificato”. Non mancano, tuttavia, i tentativi di gabbare i docenti: “la didattica da remoto non permette di controllare l’ambiente intorno agli studenti, che talvolta si avvalgono di metodi poco ortodossi per tentare di superare l’esame e questo, naturalmente, fa arrabbiare. L’esame richiede una valutazione attenta della preparazione del candidato, che deve dimostrare di aver assimilato le competenze richieste dal corso”. In generale, specialmente negli ultimi tempi, la prof.ssa Ferone ha riscontrato “un calo di interesse nei confronti della disciplina, probabilmente dovuto allo sconforto che questo periodo di pandemia porta con sé. Nell’erogazione della didattica noi docenti cerchiamo di coinvolgere gli studenti il più possibile, cosa non semplice dato che già in era pre-Covid il corso di Analisi matematica, che si svolge nel corso dell’intero anno accademico, era soggetto a un progressivo calo della frequenza da parte degli allievi”. Un problema riscontrato anche dalla prof.ssa Woula Themistoclakis, docente di Analisi matematica 2, i cui studenti sono spesso “poco preparati e disinteressati. Ho tenuto il corso nel primo semestre, e su una media di circa trenta studenti soltanto quattro di essi avevano sostenuto l’esame di Analisi matematica 1, che è propedeutico e deve essere affrontato insieme a quello di Fisica prima di poter sostenere Analisi matematica 2”, chiosa. Come la collega, anche la prof.ssa Themistoclakis ha notato delle lacune di base radicate in buona parte dei discenti: “nonostante molti degli studenti abbiano seguito il corso di Analisi matematica 1 e provengano da licei scientifici, spesso mancano le basi della disciplina, con evidenti difficoltà nello svolgimento di equazioni e calcoli che all’università non dovrebbero sussistere. È per questo – continua – che durante il corso riprendo i concetti di base, alcuni dei quali molto elementari, coinvolgendo gli studenti con domande ricorrenti”. La didattica a distanza ha peggiorato le cose, secondo la prof.ssa Themistoclakis, e questo perché “è venuto a mancare l’elemento di inclusione. È vero che per uno studente di Ingegneria questa disciplina non dovrebbe risultare particolarmente ostica, ma è vero anche che si tratta pur sempre di una materia che richiede motivazione, concentrazione e impegno, e in questo il confronto con i colleghi e con i docenti è importante”. Il calo, in generale, è stato riscontrato anche nel corso degli esami: “la preparazione degli studenti spesso è sommaria – dice la docente – ed è evidente che hanno avuto difficoltà nello studio. Credo che, oltre alle contingenze della pandemia, la didattica a distanza abbia messo in luce i punti di debolezza del nostro sistema scolastico, che sembrerebbe non fornire agli studenti gli strumenti giusti per affrontare con serenità la carriera universitaria”. Molte speranze per il futuro e tanta voglia di tornare in presenza, “quantomeno per ristabilire l’elemento umano che da sempre è stato il fulcro della vita universitaria”, conclude la prof.ssa Themistoclakis.
Nicola Di Nardo

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