“Ripetiamo quello che abbiamo già studiato alla triennale!”

Se specialistica dev’essere, specialistica sia. Un corso di laurea di secondo livello che prepari gli studenti alle professioni, che fornisca alla futura classe dirigente conoscenze approfondite non fini a sé stesse ma utili a risolvere i problemi. Questo chiedono gli studenti del Corso di Laurea Specialistica in Giurisprudenza a Nola, partito lo scorso gennaio con quasi una cinquantina di iscritti. Ragazzi che si ritrovano a dover studiare nuovamente le materie già affrontate al triennio, addirittura con gli stessi programmi. E che si chiedono come mai non si sia ancora riusciti a risolvere l’annoso problema della corrispondenza tra crediti e corposità degli insegnamenti: che ci sia una mancanza di volontà da parte dei docenti? Possibile che i professori siano arrivati impreparati all’appuntamento con il biennio, pur avendo ormai sperimentato i metodi didattici e i metri valutativi della riforma nei tre anni passati? Un gruppo di studenti esprime la propria insoddisfazione constatando rassegnato: “ancora una volta siamo le cavie”. Hanno iniziato l’università quando del 3+2 si sapeva poco e se ne capiva meno, stanno proseguendo con lo spirito dei pionieri, senza sapere bene cosa li aspetta e come dovranno comportarsi. Soprattutto, senza essere affatto sicuri che questa strada li porterà nella direzione voluta. “A volte arrivo a pensare che più noi ci diamo da fare, più i docenti si trovano in difficoltà”, confessa una delle studentesse, “probabilmente non si aspettavano che saremmo riusciti a laurearci in tempo e non si sono organizzati adeguatamente. Basti pensare che ci siamo laureati a ottobre e da allora siamo dovuti rimanere con le mani in mano fino a gennaio, quando finalmente si era pronti per iniziare. Il risultato è che oggi dobbiamo seguire sette corsi contemporaneamente dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18.00. Ad ottobre prossimo inizierà il secondo anno, noi intanto abbiamo perso dei mesi preziosi e per recuperarli dovremo necessariamente sacrificare qualcosa. Quel qualcosa saranno i primi mesi del secondo anno”. La partenza in ritardo della specialistica in Giurisprudenza ha però una giustificazione precisa, comune ad altri corsi di laurea e ad altri atenei: l’esigenza di consentire l’iscrizione al maggior numero possibile di laureati triennali. I ragazzi tuttavia non sono tanto convinti di questa spiegazione. “Si sarebbe potuto iniziare subito con i corsi lasciando invece più tempo per perfezionare l’iscrizione – dicono- La voce che è circolata riguarda piuttosto i finanziamenti, pare che la nostra facoltà, pur avendo laureato diversi studenti, non li abbia ottenuti per tempo, a differenza di altre che invece li hanno avuti subito, nonostante l’assenza di laureati”. Comunque ormai ci siamo, e almeno si provasse a fare le cose nel migliore dei modi. Invece, siamo alle solite con i crediti inadeguati ai programmi e i contenuti discutibili. “Al triennio abbiamo portato praticamente gli stessi programmi della vecchia laurea quadriennale- dice uno studente- ora non sanno cosa farci fare e dunque ci danno da studiare argomenti già trattati. Diritto commerciale, ad esempio: studiamo da una sintesi di temi che corrispondono al medesimo programma fatto alla triennale. Lo stesso dicasi per Contabilità aziendale, Teoria dell’interpretazione. Ripetiamo le cose già fatte”. Repetita iuvant, questo è fuor di dubbio, ma gli allievi sono più propensi ad approfondire quegli insegnamenti che serviranno loro nella professione di avvocato o per la preparazione ai concorsi, come Diritto civile, Diritto processuale civile, Diritto penale, Procedura penale. E a questo proposito, un’altra osservazione un po’ amara: “da noi l’esame di Contabilità aziendale conta più dell’esame di Diritto civile. Nove crediti del primo contro i sei del secondo. E’ vero che al Parthenope la Facoltà di Giurisprudenza deriva da quella di Economia, ma la quantità e il valore assegnati agli insegnamenti economici ci sembrano veramente eccessivi. Prima di fare gli avvocati per aziende o società, dobbiamo diventarlo, avvocati. E per diventarlo dobbiamo sostenere un esame di Stato, per superare il quale ci servono strumenti giuridici, non economici”. Ricapitolando: non solo tanti esami, tra quelli di diritto e quelli di economia, ma tanti esami ripetuti due volte, tra corso di laurea triennale e biennio. Il che porta i ragazzi a chiedersi e a chiedere: “la nostra laurea non dovrebbe valere più di quella del vecchio ordinamento? In fondo sosteniamo 50 esami in cinque anni. Nonostante questo, ci aspettano eventuali specializzazioni e i due anni di praticantato se vogliamo avviarci all’avvocatura. Perché non ci danno qualche agevolazione? Ci abbonino un anno di praticantato, ad esempio, come avviene con le scuole di specializzazione post laurea per le professioni legali”. 
Sara Pepe
- Advertisement -





Articoli Correlati