“Un buon background filosofico-giuridico” per affrontare Bioetica

“Il progresso tecnologico delle scienze e della medicina, che coinvolge le persone con le relative problematiche sociali, culturali ed antropologiche, suscita conflitti fra inviolabilità biologica e libertà dell’individuo. Tutto ciò sollecita il diritto a saggiare l’adeguatezza delle categorie razionali e come le scelte pubbliche possano legittimare in qualche modo quelle private”, il prof. Augusto Romano presenta così l’insegnamento complementare a scelta di Bioetica istituito per la prima volta dal Dipartimento di Giurisprudenza “nella consapevolezza di come sia importante formare gli studenti attraverso un percorso tecnico-scientifico ad hoc”. Gli interrogativi che si pone questa materia sono molteplici e coinvolgono tutti i cittadini, giuristi e non, da molto vicino. “Durante la lezione cerchiamo di dare risposta, attraverso una riflessione degli orientamenti giurisprudenziali e delle disposizioni normative, alle domande che frequentemente ricorrono nella nostra quotidianità. Discutiamo di tutto ciò che è possibile fare in seguito al progresso scientifico, valutando cosa sia eticamente e giuridicamente lecito”. Queste nozioni di base “formano i ragazzi, fornendo loro un apparato concettuale che diventa importante in tutte le professioni giuridiche, anche quelle tradizionali. Ci occupiamo di temi quali la fecondazione assistita, il fine vita, per citarne alcuni”. Argomenti di grande attualità: “L’interesse che gira intorno a questa disciplina è alto, la materia ci coinvolge come giuristi e cittadini, in quanto le scelte pubbliche condizionano poi quelle private”. I casi Englaro, DJ Fabo,  Welby, sono nomi che ricordano scelte ‘eticamente’ giudicabili ma per la legge “alcuni casi sono pendenti, segno che trattare questa branca non è semplice”. Con gli studenti, “il numero dei frequentanti è in crescita”, il docente parlerà di questi casi noti e della “tendenza giurisprudenziale esistente in merito”. Lo studente ideale di Bioetica è “iscritto al IV e V anno con un buon background filosofico-giuridico. L’aver sostenuto Filosofia del diritto è requisito indispensabile per poter seguire il corso” ed ha  “sensibilità per comprendere fino in fondo temi così delicati”.
Susy Lubrano
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