“Un numero chiuso ragionevole”

“Abbiamo cercato di realizzare un numero chiuso ragionevole, che effettivamente rispettasse le esigenze degli studenti, in particolar modo quelli che dovranno iscriversi alla Laurea Specialistica”. A dichiararlo, Giuseppe Marrucci, Preside di Scienze Biotecnologiche, Facoltà che, insieme a Farmacia, ha dovuto ricorrere al numero programmato per carenza dei requisiti minimi stabiliti dal Dm 15/05.
Biotecnologie, dunque, dal prossimo anno accademico aprirà i battenti solo a 900 ragazzi, un centinaio in meno rispetto allo standard dello scorso anno contrassegnato dal libero accesso. Nel dettaglio, per ciò che concerne di Corsi di Laurea triennali, Biotecnologie per la salute avrà 750 posti, mentre Biotecnologie molecolari e industriali e Biotecnologie per l’agro-alimentare ne avranno, rispettivamente, 75. Quanto alle Specialistiche, 300 le disponibilità per Biotecnologie biomediche e 60 ciascuna per Biotecnologie farmaceutiche, veterinaria, molecolari ed industriali, agro-alimentari. 
Insomma, secondo il Preside Marrucci questi numeri non dovrebbero lasciare fuori nessuno: “i laureati triennali che il prossimo anno dovranno accedere alle Specialistiche sono da conteggiare tra quelli che discuteranno la tesi a giugno, luglio, ottobre e dicembre. E con il calcolo dei posti disponibili ci troviamo perfettamente”. Quanto ai laureati degli anni successivi, “vedremo; la situazione non ci consente di fare previsioni, ma bisognerà ragionare di volta in volta”.
Secondo i parametri ministeriali, la Facoltà di Biotecnologie dovrà disporre di 9 docenti per i primi 75 studenti e 7 docenti per ogni 75 studenti aggiuntivi nel percorso triennale; di un rapporto di 6 a 60 e 4 a 60 per i corsi specialistici. “La nostra fortuna – ammette Marrucci – è di godere del prestito di docenti da altre Facoltà, altrimenti non so proprio come avremmo potuto proseguire”.
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