350 studenti delle superiori incontrano i fisici Legget e Ando

Come saranno i computer che utilizzeremo nei prossimi anni? Quale il futuro dell’informatica? A queste ed altre domande hanno risposto il 10 aprile, al Teatro di Corte del Palazzo Reale, Anthony Legget dell’Università dell’Illinois (Premio Nobel 2003 per la Fisica) e Yoichi Ando dell’Università di Osaka (fisico sperimentale in nuovi materiali). Sono stati invitati ad una “Tavola Aperta” organizzata dalla Federico II e dall’associazione Scienza e Scuola, in collaborazione con l’Istituto Italiano degli Studi Filosofici e con l’Istituto Nazareth.
“L’iniziativa è andata molto bene – dice il prof. Paolo Strolin, professore Emerito di Fisica Sperimentale – perchè all’incontro hanno partecipato circa 350 studenti. Molta attenzione e tanta curiosità da parte dei ragazzi, che per oltre un’ora hanno rivolto domande ai due professori. Alla fine si sono fatti fotografare con la mano sulla spalla del Nobel Leggett”. Sottolinea il docente: “Come ci hanno spiegato Legget ed Ando, potremmo essere alla vigilia di una nuova rivoluzione nell’ambito dell’informatica. Cominciano già ad essere prodotti computer che per funzionare utilizzano fenomeni tipici della meccanica quantistica. I finanziamenti in questa fase sono determinati soprattutto da esigenze militari”. Accadde lo stesso per la nascita del calcolo elettronico, negli anni Quaranta del secolo scorso. Lo ricorda Arturo Tagliacozzo, anch’egli docente di Fisica della Materia: “Fu la necessità di decifrare i codici delle comunicazioni tedesche criptati con la macchina elettromeccanica Enigma che diede un impulso imponente alla nascita del calcolo elettronico. Durante la Seconda Guerra Mondiale, per un certo periodo, le navi statunitensi inviate in Europa per portare soccorsi alle nazioni che combattevano contro Hitler erano regolarmente attaccate ed affondate dai sottomarini tedeschi U-boot. Per conoscere ove essi erano dislocati, era essenziale entrare nel sistema di comunicazioni tedesco. Il matematico Alan Turing fu posto alla guida del progetto nel 1944 e costruì Colossus, una macchina che esplorava combinazioni di lettere usando valvole termoioniche (dispositivi tutti elettrici) in sostituzione dei relais elettromeccanici. La storia di questa impresa rimase nell’ombra per decenni per motivi militari di guerra fredda. Nel 2014 è apparsa nelle sale cinematografiche con il film “The Imitation Game”.
Conclude il professore Strolin: “Scienza e Scuola ritorna ad ottobre. Stiamo già lavorando ad altri incontri tra gli studenti delle superiori e scienziati di alto livello. L’obiettivo che ci prefiggiamo non è di convincere i ragazzi ad intraprendere studi scientifici all’Università, ma di trasmettere loro passione ed entusiasmo verso le scienze. Vogliamo che siano contenti, che abbiano piacere di conoscere, che siano curiosi. Con questi presupposti, se poi si immatricoleranno ad un Corso di Laurea scientifico, saranno ottimi studenti”.
Fabrizio Geremicca
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