A lezione con il film-maker Francesco Giordano

Colmare la distanza tra mondo universitario e realtà produttive del settore audiovisivo: l’ambiziosa sfida del ciclo ‘Produzioni Audiovisive, Teatrali e Cinematografiche’, Laboratorio affidato per la sua terza edizione al prof. Francesco Giordano, film-maker e producer. Gli appuntamenti si terranno nel pomeriggio di martedì (dalle 16.30 alle 18.30) fino al 4 giugno presso l’Aula 4.2 di Palazzo del Mediterraneo in via Marina. Il nuovo esperimento didattico, che intende coniugare il tradizionale linguaggio accademico con gli orizzonti della sperimentazione cinematografica, coinvolgerà quest’anno gli studenti iscritti al terzo anno del Corso di Laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Tuttavia, gli incontri si estendono anche a studenti di altri Dipartimenti e hanno visto negli anni scorsi una grande partecipazione. “L’obiettivo è far sì che anche all’Università i giovani possano avere un punto di riferimento per fare esperienza diretta del linguaggio audiovisivo, dal momento che si tratta di un Laboratorio, e non di una lezione convenzionale. Io stesso vengo dal mondo del lavoro, sono un docente atipico”, si presenta così il regista Giordano alla vigilia delle attività (cominciate il 12 marzo).  Fornire agli studenti uno stimolo per la conoscenza delle professioni legate alla cinematografia può creare già durante gli anni universitari “una rete di opportunità, competenze e sinergie”. Certo, non sarà come stare sul set, “né io posso in così poche ore insegnare il mestiere, ma partecipare è già un primo passo per istruirsi sulle nozioni base del fare cinema”. Formula di successo nelle scorse edizioni è stato il mix tra lezioni teoriche e incontri con professionisti dello spettacolo, di nuovo riproposto con la partecipazione di ospiti d’eccezione. “Saliranno in cattedra molteplici professionalità artistiche per raccontare la loro esperienza sul campo. I ragazzi sono sempre molto felici di questa modalità didattica, perché hanno in questo modo la possibilità di interagire e capire meglio come funziona il settore”. Per dirne una, nel cinema non c’è solo il regista. Ma esistono miriadi di altre professioni, dal punto di vista artistico e tecnico: “sceneggiatori, montatori, direttori della fotografia, dialoghisti, costumisti, attori, doppiatori, scenografi, attrezzisti, distributori, esperti di marketing”, fino alle comparse e alle altre figure che stanno dietro le quinte. Non potrà ovviamente neanche essere un laboratorio del tutto pratico, “perché ciò richiederebbe ad ognuno di possedere una sua propria strumentazione. Ho voluto, però, fortemente che potessero toccare con mano anche la parte artigianale del lavoro. Pertanto, in ogni incontro porterò dentro l’Università apparecchiature di ripresa audio e video per dare loro un assaggio dell’uso delle telecamere, delle luci o qualche accenno sui programmi di montaggio”. Nel corso delle prime lezioni l’approccio avverrà in modalità seminariale, affrontando “tematiche relative all’organizzazione, economia e gestione del lavoro nel campo dello spettacolo, comunicazione commerciale e distribuzione di prodotti audiovisivi e cinematografici, con nozioni circa le risorse per il supporto finanziario alle attività di produzione delle aziende”. Si parlerà della trasformazione dell’idea in soggetto, grazie all’intervento di alcuni sceneggiatori con incontri dedicati alla scrittura creativa, “ma anche di web tv e social network, perché la serialità è una lingua che gli studenti masticano quotidianamente”. Ampio spazio sarà, inoltre, riservato al dibattito e alla riflessione condivisa. Le lezioni avranno, per giunta, un taglio personalizzato. “Molti studenti di Scienze Politiche coltivano un interesse per il giornalismo, vorrei quindi approfondire meglio la figura del giornalista filmico, cioè il documentarista”. Finora sono pervenute già più di 40 adesioni. Per i frequentanti un’occasione di crescita personale: “Il cinema aiuta moltissimo a sviluppare le soft skills, allena le capacità di interazione e ascolto con gli altri, in un mondo che è sì anche virtuale ma fatto dell’incontro tra persone reali”. Insomma, l’aspetto umano è quello più importante. “Sarei felicissimo se dopo il mio Laboratorio tutti decidessero di convertirsi al cinema, ma mi basterà trasmettere in ognuno la grammatica che sta alla base del prodotto. La mia soddisfazione più grande? Insegnare a vedere i film con occhi diversi”.
Sabrina Sabatino
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