A lezione con l’Assessore

“La stagione che stiamo vivendo è caratterizzata dalla competizione globale tra sistemi territoriali. In questo contesto, è indispensabile che ci sia una buona amministrazione pubblica, non divorziata dalle ragioni dello sviluppo, per promuovere al meglio i territori”, dice l’Assessore alle Risorse Strategiche del Comune di Napoli, Enrico Cardillo, al seminario organizzato, lunedì 16 maggio nell’aula A3 di Monte Sant’Angelo, dalla cattedra di Economia e Gestione delle Imprese di Pubblici Servizi, della prof.ssa Rosalba Filosa Martone in collaborazione con quelle di Organizzazione Aziendale dei professori Riccardo Mercurio, Massimo Franco, Luigi Maria Sicca. 
Negli ultimi quindici anni, la sfida più importante del nostro paese ha riguardato proprio la modernizzazione della macchina amministrativa. Una efficiente pubblica amministrazione, aiuta i territori ad attrarre investimenti, come testimoniano alcuni casi europei, quali l’Irlanda e il Galles, in cui il lavoro delle Agenzie di Sviluppo Locale, in grado di erogare in poco tempo tutti i permessi, ha consentito a queste aree di richiamare investitori da fuori. “Non così in Italia, non tanto perché ci sia una forte presenza delle organizzazioni criminali, quanto piuttosto perché, troppo spesso, gli investitori non sanno, a causa delle lungaggini burocratiche, quali saranno i tempi di attuazione”, sottolinea l’Assessore. Una pubblica amministrazione non di eccellenza, ha fatto si che il nostro paese, nel suo complesso, non risultasse competitivo e, non a caso, il tema della competitività è stato più volte, in passato, sollevato dalla Confindustria, perché sono proprio le aziende quelle che soffrono più di tutti. Ma di strada, in questi anni, ne è stata fatta e due avvenimenti, in particolare, hanno determinato, secondo Cardillo, la svolta: l’attuazione della legge Bassanini, che ha permesso di semplificare la macchina amministrativa e la modifica, in senso federalista, dell’articolo quinto della Costituzione nel 2001, che ha consentito di trasferire agli enti locali, delle competenze prima prerogativa esclusiva dello Stato. In questo senso l’esperienza di Napoli è, secondo l’assessore, significativa, “il funzionamento di una città si basa sulla programmazione economica che l’amministrazione è in grado di attuare. Essa deve permettere la sintonia tra chi esercita lo sviluppo locale e le aziende che erogano servizi pubblici”. Si può amministrare una città come se fosse un’azienda, con lo stesso rigore, fatto di competenze e professionalità ma, non bisogna dimenticare che deve sempre esserci un fondamento etico, attento anche agli interessi materiali e sociali della città. 
Quando è iniziata l’attuale legislazione, nel 2001, i punti di debolezza dell’amministrazione napoletana erano essenzialmente due: la scarsa capacità di riscuotere le entrate contributive e di accedere ai finanziamenti comunitari. “Negli ultimi anni, sempre di più, lo Stato ha tagliato i trasferimenti agli enti locali e le amministrazioni si sono dovute reggere sulla loro capacità di fare finanza per continuare ad erogare servizi” afferma Cardillo. La capacità di approfittare delle opportunità offerte dal mercato, ha rappresentato la discriminante principale tra le città virtuose, tra cui Napoli, e le altre. Per colmare il disavanzo di bilancio, l’amministrazione napoletana ha scelto di rivolgersi al mercato e ai finanziatori per ricevere i fondi necessari ad estinguere i mutui contratti presso la Cassa Depositi e Prestiti del Tesoro, “si tratta di un istituto che eroga prestiti ai pubblici enti a tasso fisso; il mercato, invece, permette di poter chiedere denaro a tassi variabili. Così, abbiamo risparmiato sul debito”, dice ancora l’amministratore. In questo modo, e grazie anche all’emissione di 400 milioni di euro in BOC (Buoni Ordinari Comunali) nel 2004, il Comune di Napoli è stato in grado di estinguere il debito e destinare il resto agli interventi ordinari. Una forma di capitalismo comunale che rappresenta la maniera innovativa di gestire la pubblica amministrazione, perché “la capacità che ha una città di attrarre investimenti, dipende dal modo in cui la giudica il mercato”. Sulla piazza finanziaria di Londra, i 400 BOC emessi da Comune di Napoli, sono stati tutti sottoscritti e i finanziatori ne hanno richiesti altri 400: “significa che la garanzia del nostro bilancio aveva convinto gli investitori”. 
“La pubblica amministrazione è la cosa più difficile da modificare. Ma come si selezionano le competenze? E poi, le aziende gestite dal Comune di Napoli non sono tutte sul mercato, non è stato un errore eliminare le vecchie aziende municipalizzate?”, chiede al termine del seminario il prof.Riccardo Mercurio. “Le pubbliche amministrazioni non sono, per loro natura, disposte a comprendere ciò che accade loro intorno, non bisogna avere paura di cercare professionalità  altrove” risponde l’Assessore. Riguardo alle aziende municipalizzate “guai a tornare indietro. Quelle aziende lavoravano fuori dalle logiche aziendali. La partecipazione dell’azionariato privato garantisce la qualità del servizio, la tutela del lavoro e produce utili. In questo senso, rispetto ad altre città italiane, siamo indietro”.
“La privatizzazione delle imprese di Stato e l’euro forte, non possono aver agevolato questo genere di attività?”, chiede uno studente. “La presenza dello Stato, nell’industria, non è del tutto negativa. In molti grandi paesi europei, lo Stato, non solo è fortemente presente, ma promuove moltissimo le aziende nazionali”, replica Cardillo.
“Quella di oggi è l’ultima importante testimonianza di un intero ciclo che abbiamo dedicato al cambiamento”, afferma la prof.ssa Rosalba Filosa Martone, organizzatrice dell’evento.
  Simona Pasquale 
- Advertisement -





Articoli Correlati