A Scienze Motorie cambia il regolamento delle tesi di laurea

Laureandi, occhi aperti: dal 3 febbraio, al Dipartimento di Scienze Motorie e del Benessere, gli esami di Laurea Triennale in Scienze Motorie e Magistrali in Scienze e Management dello Sport e delle Attività Motorie e Scienze Motorie per la Prevenzione ed il Benessere seguono un nuovo regolamento. Dalle prossime sessioni nel mese di maggio, cambieranno la tipologia della prova scritta e i criteri di valutazione.
Con ogni anno, in media, sono circa 250/300 i laureati Triennali e 140 quelli Magistrali. La percentuale di abbandono durante il percorso di studi è al di sotto della soglia nazionale (intorno al 20 per cento). “Possiamo dirci pienamente soddisfatti”, afferma il prof. Andrea Soricelli, Direttore del Dipartimento, il quale poi motiva il cambio di regolamento: “Tutti i Dipartimenti lo hanno adottato o lo stanno adottando sulla base delle nuove linee guida che l’Ateneo ha ricevuto dal Ministero”.
Ecco le novità. Tipologia della prova scritta: gli obiettivi sono semplificare e uniformare. Per la Triennale, “con il vecchio regolamento, il candidato con una media superiore al 26.5 presentava una relazione scritta mentre quello con una media inferiore al 26.5 sosteneva un colloquio interdisciplinare. Con il nuovo regolamento, tutti i candidati svolgeranno un colloquio ad ampio raggio sull’argomento da loro prescelto”. Per le Magistrali “valeva lo stesso criterio. Sopra il 26.5 tesi di ricerca, sotto, tesi compilativa. Anche in questo si annulla la differenza: il candidato potrà scegliere, concordando con il docente relatore, il tipo di elaborato a cui vorrà lavorare”.
Calcolo del voto di laurea: spazio alla premialità per incentivare lo studente a dare il meglio di sé. La Commissione di laurea può assegnare un massimo di quattro punti in seduta Triennale e un massimo di sette in seduta Magistrale. A questi, ora, si aggiungono ulteriori punti per l’Erasmus, la durata e la qualità della carriera universitaria: “Il programma Erasmus vale 3, 2, 1 punti, a seconda che, all’estero, si siano maturati 12, 6 o 3 crediti formativi. Per la carriera universitaria saranno assegnati, in Triennale, 3 punti se ci si laurea in corso e 1 punto con un solo anno fuori corso. In Magistrale viene premiata solo la laurea in corso con due punti. Un ulteriore punto si ottiene con almeno tre esami con lode”. E infine, “si guarda alla qualità del percorso. Al voto di Laurea Triennale possono aggiungersi ancora 3, 2, 1 punti, a seconda che la media sia superiore o uguale a 105, compresa tra 99 e 104, compresa tra 92 e 98. Alla Magistrale una media superiore o uguale a 105 vale 2 punti, quella compresa tra 99 e 104, 1 punto”. Restano invariati i tempi che intercorrono tra la presentazione della domanda on-line e la seduta di laurea: “Due mesi per gli studenti Triennali, sei per i Magistrali perché si suppone che il loro lavoro sia più lungo e complesso”.
Double degree, ospiti 18 studenti cinesi
Se il regolamento tesi rappresenta una novità, una certezza è la spinta all’internazionalizzazione del Dipartimento. Fino a giugno dodici ragazzi e sei ragazze cinesi, provenienti dalla Cina nord orientale, saranno ospiti della residenza universitaria in via Galileo Ferraris. Il gruppo, il primo ad arrivare, è impegnato nel percorso double degree nell’ambito dell’accordo quadro firmato, nel 2018, dalla Parthenope con l’Università di Ludong.
All’inizio un po’ spaesati (sono a Napoli da settembre), “ora si stanno adattando – racconta il prof. Soricelli – e hanno cominciato a divertirsi”. La maggiore difficoltà che hanno incontrato è “probabilmente la lingua. Al loro arrivo, per tre mesi, hanno frequentato i corsi di lingua italiana di Ateneo. Si stanno impegnando molto, ma hanno ancora bisogno che si parli loro in inglese. Anche per questo non seguono le lezioni insieme agli altri studenti, ma dei percorsi specifici. Però partecipano alle lezioni tecnico-pratiche insieme a tutti gli altri ragazzi”. Il Corso di Laurea cinese dal quale provengono ha una durata di quattro anni “e non corrisponde pienamente al nostro. A giugno, con la laurea qui alla Parthenope, concluderanno il percorso italiano. In Cina, invece, dovranno studiare ancora un anno e mezzo”. Nel loro Paese “seguono un programma molto connesso con la cultura cinese sia a livello teorico che nelle attività tecnico-pratiche che si concentrano sulle arti marziali, il baseball o la pallavolo. Da noi stanno apprendendo le discipline che il loro Corso di studi non prevede”. Ad esempio: “La parte giuridico-economica, perché non hanno nessuna cognizione in merito alla gestione di un’attività sportiva o di un impianto, e la parte più biologica e biomedica incentrata sugli aspetti della biomeccanica, della traumatologia e della pedagogia didattica”. Gli sport ai quali si stanno dedicando: “Calcio, hockey su prato, atletica, scherma, alcuni pugilato, canottaggio, nuoto, c’è stata qualche richiesta di un’attività di vela. Stanno lavorando tanto. Hanno chiesto di continuare anche con il basket e la pallavolo per capire la differenza con quanto hanno appreso nel loro paese”. Il double degree è, per loro, anche e soprattutto un’importante occasione di socializzazione: “Le attività tecnico-pratiche hanno un alto valore dal punto di vista dell’integrazione. E anche nella residenza universitaria vivono a stretto contatto con studenti Erasmus provenienti da paesi diversi. La permanenza in Italia sarà, per loro, un’esperienza di crescita profondamente positiva”.
Carol Simeoli
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